sabato, 31 ottobre 2020

Pubblicato il Regolamento di revisione per il rilascio del modello ISEE - Indicatore della Situazione Economica Equivalente

Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 5.12.2013 n. 159

 

DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 5 dicembre 2013, n. 159

Regolamento concernente la revisione delle modalita' di  determinazione e i campi di applicazione dell'Indicatore della  situazione economica equivalente (ISEE). (14G00009)

(GU n.19 del 24-1-2014)

Vigente al: 8-2-2014



IL PRESIDENTE  DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI  Vista la legge 23 agosto 1988, n. 400;  Visto il decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 109, e successive  modificazioni, concernente criteri unificati di valutazione della  situazione economica dei soggetti che richiedono prestazioni sociali  agevolate;  Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 7 maggio  1999, n. 221, recante «Regolamento concernente le modalita' attuative  e gli ambiti di applicazione dei criteri unificati di valutazione  della situazione economica dei soggetti che richiedono prestazioni  sociali agevolate», e successive modificazioni;  Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 18  maggio 2001, con il quale sono stati approvati i modelli-tipo della  dichiarazione sostitutiva unica e dell'attestazione, nonche' delle  relative istruzioni, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 6 luglio  2001, n. 155;  Visto l'articolo 65 della legge 23 dicembre 1998, n. 448, in  materia di assegno ai nuclei familiari con almeno tre figli minori;  Visto l'articolo 74 del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151,  in materia di assegno di maternita' di base;  Visto il decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con  modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, che all'articolo  5 prevede che con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri,  su proposta del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di  concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, previo parere  delle Commissioni parlamentari competenti, siano rivisti le modalita'  di determinazione e i campi di applicazione dell'Indicatore della  situazione economica equivalente (ISEE);  Visto il decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con  modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, che: all'articolo  23, comma 12-bis, disciplina l'abrogazione del citato decreto  legislativo 31 marzo 1998, n. 109, nonche' del citato decreto del  Presidente del Consiglio dei ministri 7 maggio 1999, n. 221, a far  data dai 30 giorni dall'entrata in vigore delle disposizioni di  approvazione del nuovo modello di dichiarazione sostitutiva unica  concernente le informazioni necessarie per la determinazione  dell'ISEE, attuative del presente decreto; all'articolo 23, comma  12-ter, prevede che le informazioni comunicate ai sensi dell'articolo  7, sesto comma, del decreto del Presidente della Repubblica 29  settembre 1973, n. 605, e del comma 2, dell'articolo 11, del citato  decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, siano altresi' utilizzate ai  fini della semplificazione degli adempimenti dei cittadini in merito  alla compilazione della dichiarazione sostitutiva unica, nonche' in  sede di controllo sulla veridicita' dei dati dichiarati nella medesima dichiarazione; 

Ravvisata la necessita' di definire nel presente decreto, al fine  di una migliore integrazione con le modalita' di determinazione  dell'ISEE, anche le modalita' con cui viene rafforzato il sistema dei  controlli dell'ISEE che, ai sensi del citato articolo 5 del  decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, sono da adottare con decreto  del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il  Ministro dell'economia e delle finanze;  Acquisito il parere del Garante per la protezione dei dati  personali in data 22 novembre 2012;  Acquisita l'intesa della Conferenza unificata di cui all'articolo 8  del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, sancita nella seduta  del 13 giugno 2013 ai sensi dell'articolo 3 del medesimo decreto  legislativo;  Udito il parere del Consiglio di Stato, espresso dalla Sezione  consultiva per gli atti normativi nelle adunanze del 6 dicembre e del  4 luglio 2013;  Acquisito il parere delle competenti Commissioni parlamentari;  Sulla proposta del Ministro del lavoro e delle politiche sociali,  di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze; 

A d o t t a  il seguente regolamento: 

Art. 1  Definizioni 

1. Ai fini del presente decreto valgono le seguenti definizioni:  a) «ISEE»: indicatore della situazione economica equivalente;  b) «ISE»: indicatore della situazione economica;  c) «Scala di equivalenza»: la scala di cui all'allegato 1, che  costituisce parte integrante del presente decreto;  d) «Prestazioni sociali»: si intendono, ai sensi dell'articolo 128,  del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, nonche' dell'articolo  1, comma 2, della legge 8 novembre 2000, n. 328, tutte le attivita'  relative alla predisposizione ed erogazione di servizi, gratuiti ed a  pagamento, o di prestazioni economiche destinate a rimuovere e  superare le situazioni di bisogno e di difficolta' che la persona  umana incontra nel corso della sua vita, escluse soltanto quelle  assicurate dal sistema previdenziale e da quello sanitario, nonche'  quelle assicurate in sede di amministrazione della giustizia;  e) «Prestazioni sociali agevolate»: prestazioni sociali non  destinate alla generalita' dei soggetti, ma limitate a coloro in  possesso di particolari requisiti di natura economica, ovvero  prestazioni sociali non limitate dal possesso di tali requisiti, ma  comunque collegate nella misura o nel costo a determinate situazioni  economiche, fermo restando il diritto ad usufruire delle prestazioni  e dei servizi assicurati a tutti dalla Costituzione e dalle altre  disposizioni vigenti;  f) «Prestazioni agevolate di natura sociosanitaria»: prestazioni  sociali agevolate assicurate nell'ambito di percorsi assistenziali  integrati di natura sociosanitaria rivolte a persone con disabilita'  e limitazioni dell'autonomia, ovvero interventi in favore di tali  soggetti:  1) di sostegno e di aiuto domestico familiare finalizzati a  favorire l'autonomia e la permanenza nel proprio domicilio;  2) di ospitalita' alberghiera presso strutture residenziali e  semiresidenziali, incluse le prestazioni strumentali ed accessorie  alla loro fruizione, rivolte a persone non assistibili a domicilio;  3) atti a favorire l'inserimento sociale, inclusi gli interventi di  natura economica o di buoni spendibili per l'acquisto di servizi;  g) «Prestazioni agevolate rivolte a minorenni»: prestazioni sociali  agevolate rivolte a beneficiari minorenni, ovvero motivate dalla  presenza nel nucleo familiare di componenti minorenni;  h) «Richiedente»: il soggetto che, essendone titolato sulla base  della disciplina vigente, effettua la richiesta della prestazione  sociale agevolata; i) «Beneficiario»: il soggetto al quale e' rivolta la prestazione  sociale agevolata;  l) «Persone con disabilita' media, grave o non autosufficienti»:  persone per le quali sia stata accertata una delle condizioni  descritte nella tabella di cui all'allegato 3, parte integrante del  presente decreto;  m) «Ente erogatore»: ente competente alla disciplina  dell'erogazione della prestazione sociale agevolata;  n) «DSU»: dichiarazione sostitutiva unica, di cui all'articolo 10;  o) «Dichiarante»: il soggetto, richiedente ovvero appartenente al  nucleo familiare del richiedente, che sottoscrive la DSU.

Art. 2  ISEE 

1. L'ISEE e' lo strumento di valutazione, attraverso criteri  unificati, della situazione economica di coloro che richiedono  prestazioni sociali agevolate. La determinazione e l'applicazione  dell'indicatore ai fini dell'accesso alle prestazioni sociali  agevolate, nonche' della definizione del livello di compartecipazione  al costo delle medesime, costituisce livello essenziale delle  prestazioni, ai sensi dell'articolo 117, secondo comma, lettera m),  della Costituzione, fatte salve le competenze regionali in materia di  normazione, programmazione e gestione delle politiche sociali e  socio-sanitarie e ferme restando le prerogative dei comuni. In  relazione a tipologie di prestazioni che per la loro natura lo  rendano necessario e ove non diversamente disciplinato in sede di  definizione dei livelli essenziali relativi alle medesime tipologie  di prestazioni, gli enti erogatori possono prevedere, accanto  all'ISEE, criteri ulteriori di selezione volti ad identificare  specifiche platee di beneficiari, tenuto conto delle disposizioni  regionali in materia e delle attribuzioni regionali specificamente  dettate in tema di servizi sociali e socio-sanitari. E' comunque  fatta salva la valutazione della condizione economica complessiva del  nucleo familiare attraverso l'ISEE. 

2. L'ISEE e' calcolato, con riferimento al nucleo familiare di  appartenenza del richiedente, di cui all'articolo 3, come rapporto  tra l'ISE, di cui al comma 3, e il parametro della scala di  equivalenza corrispondente alla specifica composizione del nucleo  familiare. 

3. L'ISE e' la somma dell'indicatore della situazione reddituale,  determinato ai sensi dell'articolo 4, e del venti per cento  dell'indicatore della situazione patrimoniale, determinato ai sensi  dell'articolo 5. 

4. L'ISEE differisce sulla base della tipologia di prestazione  richiesta, secondo le modalita' stabilite agli articoli 6, 7 e 8,  limitatamente alle seguenti: 

a) prestazioni agevolate di natura sociosanitaria; 

b) prestazioni agevolate rivolte a minorenni, in presenza di  genitori non conviventi;  c) prestazioni per il diritto allo studio universitario. 

5. L'ISEE puo' essere sostituito da analogo indicatore, definito  «ISEE corrente» e calcolato con riferimento ad un periodo di tempo  piu' ravvicinato al momento della richiesta della prestazione, quando  ricorrano le condizioni di cui all'articolo 9 e secondo le modalita'  ivi descritte. 

6. L'ISEE e' calcolato sulla base delle informazioni raccolte con  il modello di DSU, di cui all'articolo 10, e delle altre informazioni  disponibili negli archivi dell'INPS e dell'Agenzia delle entrate  acquisite dal sistema informativo dell'ISEE, ai sensi dell'articolo  11.

Art. 3  Nucleo familiare 

1. Il nucleo familiare del richiedente e' costituito dai soggetti  componenti la famiglia anagrafica alla data di presentazione della DSU, fatto salvo quanto stabilito dal presente articolo. 

2. I coniugi che hanno diversa residenza anagrafica fanno parte  dello stesso nucleo familiare. A tal fine, identificata di comune  accordo la residenza familiare, il coniuge con residenza anagrafica  diversa e' attratto ai fini del presente decreto nel nucleo la cui  residenza anagrafica coincide con quella familiare. In caso di  mancato accordo, la residenza familiare e' individuata nell'ultima  residenza comune ovvero, in assenza di una residenza comune, nella  residenza del coniuge di maggior durata. Il coniuge iscritto nelle  anagrafi dei cittadini italiani residenti all'estero (AIRE), ai sensi  della legge 27 ottobre 1988, n. 470, e' attratto ai fini del presente  decreto, nel nucleo anagrafico dell'altro coniuge. 

3. I coniugi che hanno diversa residenza anagrafica costituiscono  nuclei familiari distinti esclusivamente nei seguenti casi: 

a) quando e' stata pronunciata separazione giudiziale o e'  intervenuta l'omologazione della separazione consensuale ai sensi  dell'articolo 711 del codice di procedura civile, ovvero quando e'  stata ordinata la separazione ai sensi dell'articolo 126 del codice  civile; 

b) quando la diversa residenza e' consentita a seguito dei  provvedimenti temporanei ed urgenti di cui all'articolo 708 del  codice di procedura civile; 

c) quando uno dei coniugi e' stato escluso dalla potesta' sui figli  o e' stato adottato, ai sensi dell'aricolo 333 del codice civile, il  provvedimento di allontanamento dalla residenza familiare; 

d) quando si e' verificato uno dei casi di cui all'articolo 3 della  legge 1° dicembre 1970, n. 898, e successive modificazioni, ed e'  stata proposta domanda di scioglimento o cessazione degli effetti  civili del matrimonio;  e) quando sussiste abbandono del coniuge, accertato in sede  giurisdizionale o dalla pubblica autorita' competente in materia di  servizi sociali. 

4. Il figlio minore di anni 18 fa parte del nucleo familiare del  genitore con il quale convive. Il minore che si trovi in affidamento  preadottivo fa parte del nucleo familiare dell'affidatario, ancorche'  risulti nella famiglia anagrafica del genitore. Il minore in  affidamento temporaneo ai sensi dell'articolo 2 della legge 4 maggio  1983, n. 184, e successive modificazioni, e' considerato nucleo  familiare a se' stante, fatta salva la facolta' del genitore  affidatario di considerarlo parte del proprio nucleo familiare. Il  minore in affidamento e collocato presso comunita' e' considerato  nucleo familiare a se' stante. 

5. Il figlio maggiorenne non convivente con i genitori e a loro  carico ai fini IRPEF, nel caso non sia coniugato e non abbia figli,  fa parte del nucleo familiare dei genitori. Nel caso i genitori  appartengano a nuclei familiari distinti, il figlio maggiorenne, se a  carico di entrambi, fa parte del nucleo familiare di uno dei  genitori, da lui identificato.  6. Il soggetto che si trova in convivenza anagrafica ai sensi del  decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 1989, n. 223, e'  considerato nucleo familiare a se' stante, salvo che debba essere  considerato componente del nucleo familiare del coniuge, ai sensi del  comma 2. Il figlio minorenne fa parte del nucleo del genitore con cui  conviveva prima dell'ingresso in convivenza anagrafica, fatto salvo  quanto previsto al comma 4. Se della medesima convivenza anagrafica  fanno parte il genitore e il figlio minorenne, quest'ultimo e'  considerato componente dello stesso nucleo familiare del genitore.

Art. 4  Indicatore della situazione reddituale 

1. L'indicatore della situazione reddituale e' determinato sulla  base dei redditi e delle spese e franchigie di cui ai commi seguenti,  riferite a ciascun componente ovvero al nucleo familiare. Ai fini del  calcolo dell'indicatore, il reddito di ciascun componente il nucleo familiare e' ottenuto sommando i redditi di cui al comma 2 al netto  degli importi di cui al comma 3. Dalla somma dei redditi di cui al  periodo precedente per l'insieme dei componenti sono detratte le  spese o le franchigie riferite al nucleo familiare di cui al comma 4.  I redditi e gli importi di cui ai commi 2 e 3 sono riferiti al  secondo anno solare precedente la presentazione della DSU. Le spese o  le franchigie di cui al comma 4 sono riferite all'anno solare  precedente la presentazione della DSU. 

2. Il reddito di ciascun componente il nucleo familiare e' ottenuto  sommando le seguenti componenti: 

a) reddito complessivo ai fini IRPEF; 

b) redditi soggetti a imposta sostitutiva o a ritenuta a titolo  d'imposta; 

c) ogni altra componente reddituale esente da imposta, nonche' i  redditi da lavoro dipendente prestato all'estero tassati  esclusivamente nello stato estero in base alle vigenti convenzioni  contro le doppie imposizioni; 

d) i proventi derivanti da attivita' agricole, svolte anche in  forma associata, per le quali sussiste l'obbligo alla presentazione  della dichiarazione IVA; a tal fine va assunta la base imponibile  determinata ai fini dell'IRAP, al netto dei costi del personale a  qualunque titolo utilizzato; 

e) assegni per il mantenimento di figli effettivamente percepiti; 

f) trattamenti assistenziali, previdenziali e indennitari, incluse  carte di debito, a qualunque titolo percepiti da amministrazioni  pubbliche, laddove non siano gia' inclusi nel reddito complessivo di  cui alla lettera a); 

g) redditi fondiari relativi ai beni non locati soggetti alla  disciplina dell'IMU, di cui all'articolo 13 del decreto-legge 6  dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22  dicembre 2011, n. 214, nonche' agli articoli 8 e 9 del decreto  legislativo 14 marzo 2011, n. 23, se compatibili con la predetta  disciplina, non indicati nel reddito complessivo di cui alla lettera  a), comma 1, del presente articolo.

A tal fine i redditi dei  fabbricati si assumono rivalutando la rendita catastale del 5 per  cento e i redditi dei terreni si assumono rivalutando il reddito  dominicale e il reddito agrario, rispettivamente, dell'80 per cento e  del 70 per cento. Nell'importo devono essere considerati i redditi  relativi agli immobili all'estero non locati soggetti alla disciplina  dell'imposta sul valore degli immobili situati all'estero di cui al  comma 15 dell'articolo 19 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201,  convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214,  non indicati nel reddito complessivo di cui alla lettera a), comma 1,  del presente articolo, assumendo la base imponibile determinata ai  sensi dell'articolo 70, comma 2, del testo unico delle imposte sui  redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22  dicembre 1986, n. 917; 

h) il reddito figurativo delle attivita' finanziarie, determinato  applicando al patrimonio mobiliare complessivo del nucleo familiare,  individuato secondo quanto indicato all'articolo 5 con la sola  esclusione dei depositi e conti correnti bancari e postali, di cui al  medesimo articolo 5, comma 4, lettera a), il tasso di rendimento  medio annuo dei titoli decennali del Tesoro ovvero, ove inferiore, il  tasso di interesse legale vigente al 1° gennaio maggiorato di un  punto percentuale; 

i) il reddito lordo dichiarato ai fini fiscali nel paese di  residenza da parte degli appartenenti al nucleo, ai sensi  dell'articolo 3, comma 2, iscritti nelle anagrafi dei cittadini  italiani residenti all'estero (AIRE), convertito in euro al cambio  vigente al 31 dicembre dell'anno di riferimento del reddito. 

3. All'ammontare del reddito di cui al comma 2, deve essere  sottratto fino a concorrenza

a) l'importo degli assegni periodici effettivamente corrisposti al  coniuge, anche se residente all'estero, in seguito alla separazione legale ed effettiva o allo scioglimento, annullamento o alla  cessazione degli effetti civili del matrimonio come indicato nel  provvedimento dell'autorita' giudiziaria. Nell'importo devono essere  considerati gli assegni destinati al mantenimento dei figli; 

b) l'importo degli assegni periodici effettivamente corrisposti per  il mantenimento dei figli conviventi con l'altro genitore, nel caso  in cui i genitori non siano coniugati, ne' legalmente ed  effettivamente separati e non vi sia provvedimento dell'autorita'  giudiziaria che ne stabilisce l'importo; 

c) fino ad un massimo di 5.000 euro, le spese sanitarie per  disabili, le spese per l'acquisto di cani guida e le spese sostenute  per servizi di interpretariato dai soggetti riconosciuti sordi,  indicate in dichiarazione dei redditi tra le spese per le quali  spetta la detrazione d'imposta, nonche' le spese mediche e di  assistenza specifica per i disabili indicate in dichiarazione dei  redditi tra le spese e gli oneri per i quali spetta la deduzione dal  reddito complessivo; 

d) l'importo dei redditi agrari relativi alle attivita' indicate  dall'articolo 2135 del codice civile svolte, anche in forma  associata, dai soggetti produttori agricoli titolari di partita IVA,  obbligati alla presentazione della dichiarazione ai fini dell'IVA; 

e) fino ad un massimo di 3.000 euro, una quota dei redditi da  lavoro dipendente, nonche' degli altri redditi da lavoro ad essi  assimilati a fini fiscali, pari al 20 per cento dei redditi medesimi; 

f) fino ad un massimo di 1.000 euro e alternativamente a quanto  previsto alla lettera e), una quota dei redditi da pensione inclusi  nel reddito complessivo di cui al comma 2, lettera a), nonche' dei  trattamenti di cui al comma 2, lettera f), pari al 20 per cento dei  redditi ovvero dei trattamenti medesimi. 

4. Dalla somma dei redditi dei componenti il nucleo, come  determinata ai sensi dei commi precedenti, si sottraggono, fino a  concorrenza, le seguenti spese o franchigie riferite al nucleo  familiare: 

a) nel caso il nucleo familiare risieda in abitazione in locazione,  il valore del canone annuo previsto nel contratto di locazione, del  quale sono dichiarati gli estremi di registrazione, per un ammontare  massimo, fino a concorrenza, di 7.000 euro, incrementato di 500 euro  per ogni figlio convivente successivo al secondo; la detrazione e'  alternativa a quella per i nuclei residenti in abitazione di  proprieta', di cui all'articolo 5, comma 2. 

b) nel caso del nucleo facciano parte persone non autosufficienti,  per ciascuna di esse, la spesa sostenuta, inclusiva dei contributi  versati, per collaboratori domestici e addetti all'assistenza  personale, come risultante dalla dichiarazione di assunzione  presentata all'INPS e dai contributi versati al medesimo istituto,  nel limite dell'ammontare dei trattamenti di cui al comma 2, lettera  f), al netto della detrazione di cui al comma 3, lettera f), di cui  la persona non autosufficiente risulti beneficiaria, fatto salvo  quanto previsto all'articolo 6, comma 3, lettera a). Le spese per  assistenza personale possono essere sottratte dalla somma dei redditi  anche nel caso di acquisizione dei servizi medesimi presso enti  fornitori, purche' sia conservata ed esibita a richiesta idonea  documentazione attestante la spesa sostenuta e la tipologia di  servizio fornita; 

c) alternativamente a quanto previsto alla lettera b), nel caso del  nucleo facciano parte persone non autosufficienti, per ciascuna di  esse, in caso di ricovero presso strutture residenziali nell'ambito  di percorsi assistenziali integrati di natura sociosanitaria,  l'ammontare della retta versata per l'ospitalita' alberghiera, fatto  salvo quanto previsto all'articolo 6, comma 3, lettera a); 

d) nel caso del nucleo facciano parte: 

1) persone con disabilita' media, per ciascuna di esse, una  franchigia pari ad 4.000 euro, incrementate a 5.500 se minorenni; 

2) persone con disabilita' grave, per ciascuna di esse, una franchigia pari a 5.500 euro, incrementate a 7.500 se minorenni; 

3) persone non autosufficienti, per ciascuna di esse, una  franchigia pari a 7.000 euro, incrementate a 9.500 se minorenni.  Le franchigie di cui alla presente lettera possono essere  alternativamente sottratte, fino a concorrenza, dal valore dell'ISE.  5. Nel caso colui per il quale viene richiesta la prestazione sia  gia' beneficiario di uno dei trattamenti di cui al comma 2, lettera  f), ed ai soli fini dell'accertamento dei requisiti per il  mantenimento del trattamento stesso, al valore dell'ISEE e' sottratto  dall'ente erogatore l'ammontare del trattamento percepito dal  beneficiario nell'anno precedente la presentazione della DSU  rapportato al corrispondente parametro della scala di equivalenza.

Allegato: Regolamento ISEE - DPR_159_2013.pdf Allegato: Regolamento ISEE - Allegato 3.pdf Allegato: Regolamento ISEE - Allegato 2.pdf Allegato: regolamento ISEE - ALLEGATO 1.pdf
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LaPrevidenza.it, 29/01/2014

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