Cassazione, sezione tributaria, Sentenza 22.10.2010 n. 21713
L’Agenzia delle entrate ha proposto ricorso per cassazione (r.g.n. 11374/07), sulla base di tre motivi, avverso la sentenza della Commissione tributaria regionale del Molise depositata il 21 febbraio 2006, con la quale, rigettando sia l’appello principale della contribuente s.n.c. Ristorante S. C. di M. Assunta & C, sia quello incidentale dell’Ufficio, è stata confermata la parziale illegittimità degli avvisi di accertamento e di rettifica emessi, rispettivamente ai fini dell’ILOR e dell’IVA, nei confronti della detta società per l’anno 1992, avverso i quali quest’ultima aveva proposto distinti ricorsi, riuniti dalla Commissione tributaria provinciale di Termoli. In particolare, per quanto qui interessa, il giudice a quo ha ritenuto che le somministrazioni di pasti, da parte della società contribuente, ai soci, ai loro familiari e ai dipendenti, costituissero prestazioni di servizi estranee all’esercizio dell’impresa e quindi non imponibili né ai fini dell’IVA, né ai fini dell’ILOR. La contribuente non si è costituita. 2. All’esito dell’adunanza in camera di consiglio del 12 gennaio 2010, per la quale il ricorso era stato originariamente fissato, la Corte ha rinviato la causa alla pubblica udienza, ai sensi dell’art. 375 cod. proc. Civ., comma 3, nel testo vigente ratione temporis. 3. L’Agenzia delle entrate ha proposto altresì ricorso per cassazione (r.g.n. 21332/08), sulla base di un unico motivo, avverso la sentenza della Commissione tributaria regionale del Molise depositata il 15 giugno 2007, con la quale, in parziale accoglimento dell’appello di M.A. E M.M., è stata affermata la parziale illegittimità degli avvisi di accertamento con i quali era stata rettificata la dichiarazione dei redditi dei contribuenti per l’anno 1992, in relazione alla loro partecipazione nella s.n.c. Ristorante S. C. di M. Assunta & C..
LaPrevidenza.it, 26/11/2010
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