Inps, circolare 4.10.2012 n. 119
Nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 300 del 27 dicembre 2011 è stata pubblicata la legge 22 dicembre 2011, n. 214, di conversione, con modificazioni, del decreto legge 6 dicembre 2011, n. 201, recante “Disposizioni urgenti per la crescita, l’equità e il consolidamento dei conti pubblici”. L’art. 24 del citato decreto legge ha introdotto, tra l’altro, nuove disposizioni in materia di trattamenti pensionistici e l’articolo 21 ha disposto la soppressione dell’INPDAP e dell’ENPALS dal 1° gennaio 2012, con attribuzione delle relative funzioni all’INPS. L’Istituto, pertanto, ha emanato la circolare applicativa n. 35 del 14 marzo 2012 con la quale è stato evidenziato in particolare che, dal 1° gennaio 2012, per i lavoratori e le lavoratrici iscritte all’assicurazione generale obbligatoria e alle forme sostitutive ed esclusive della medesima, nonché alla gestione separata di cui all’art. 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, che, nei regimi misto e contributivo, maturino i requisiti a decorrere dalla medesima data, le pensioni di vecchiaia, di vecchiaia anticipata e di anzianità sono sostituite dalle seguenti prestazioni: pensione di vecchiaia e pensione anticipata. Determinate categorie di lavoratori continuano ad essere assoggettati alla previgente disciplina. Con la presente circolare si forniscono, ad integrazione della circolare suindicata, disposizioni e chiarimenti riguardanti le pensioni in regime internazionale.... 1. Rivalutazioni periodiche -regolamento (CE) n. 883/2004: articoli 5 e 53 - Secondo quanto previsto dall’articolo 24, comma 25, del decreto legge 6 dicembre 2011 convertito, con modificazioni, nella legge 22 dicembre 2011, n. 214, per gli anni 2012 e 2013 la rivalutazione automatica è riconosciuta, nella misura del 100 per cento, esclusivamente ai trattamenti pensionistici di importo complessivo fino a tre volte il trattamento minimo INPS. Per le pensioni d’importo superiore a tre volte il trattamento minimo INPS e inferiore a tale limite incrementato della quota di rivalutazione automatica, l’aumento di rivalutazione è comunque attribuito fino a concorrenza del predetto limite perequato. In particolare, per l’anno 2012, in base a quanto precisato con circolare n. 10 del 2 febbraio 2012, la perequazione del 2,60% viene attribuita sui trattamenti pensionistici complessivi il cui importo mensile non superi euro 1.405,05. La perequazione del 2,60%, inoltre, è attribuita fino al raggiungimento del limite massimo di euro 1441,59, limite oltre il quale non spetta alcuna rivalutazione. In base all’articolo 5 del regolamento (CE) n. 883/2004, la pensione italiana ed i redditi conseguiti in Italia devono essere assimilati alle pensioni e redditi conseguiti all’estero, salvo diversamente disposto dallo stesso regolamento. Al riguardo, occorre tenere presenti, inoltre, le clausole anticumulo del regolamento suindicato e in particolare quanto previsto dall’articolo 53, paragrafo 3, lettera a), ai sensi del quale uno Stato può tener conto delle prestazioni e dei redditi conseguiti in un altro Stato soltanto se specificamente previsto dalla legislazione che esso applica (vedi circolare n. 82 del 1° luglio 2010). Peraltro, il paragrafo 2 dell’articolo 59 del medesimo regolamento sancisce che le variazioni percentuali o di importo fisso, dovute per aumento del costo della vita, devono essere attribuite direttamente alle prestazioni calcolate a norma dell’articolo 52 (c.d. pensione a calcolo). Pertanto, ai fini dell’individuazione dell’importo del trattamento pensionistico su cui attribuire l’aumento di perequazione, l’eventuale prestazione estera è irrilevante, considerato che il comma 25 dell’articolo 24 del decreto legge 6 dicembre 2011 convertito, con modificazioni, nella legge 22 dicembre 2011, n. 214, non prevede che se ne debba tener conto aipredetti fini....
LaPrevidenza.it, 28/10/2012
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