Prof. Sergio Sabetta
Vi sono varie prospettive teoriche sulla personalità e il suo modo di interagire con gli altri e l’ambiente, si va dalla prospettiva genetica a quella cognitiva, per finire nell’orientamento evoluzionista. Nella prospettiva genetica prevale una visione della personalità fortemente influenzata dal destino genitoriale, l’individuo non è che il risultato della personalità genetica dei genitori, con caratteri stabili nel tempo, nonostante alcuni supporti da ricerche ed evidenze empiriche questa visione non sembra esaustiva nella sua eccessiva rigida predeterminazione. Secondo una prospettiva cognitiva la base genetica non è che un’ elemento, ma nemmeno il più importante, entrano in gioco altri elementi dati dalla socializzazione e dall’apprendimento, questi con il tempo vengono a modificare ed adattare la personalità genetica formando valori, atteggiamenti e comportamenti, d’altronde l’apprendimento di per sé non garantisce una corrispondenza automatica con il comportamento. Nella socializzazione i comportamenti sono una conseguenza dell’esperienza acquisita nel tempo sia per attività diretta che per osservazione del comportamento altrui (Teoria dell’apprendimento sociale), tuttavia i comportamenti sono determinati anche dalle conseguenze che scaturiscono dalle risposte positive o negative alle nostre azioni; dobbiamo considerare che non tutte le conseguenze sono volute o previste tanto da indurre a riconfermare o modificare il nostro comportamento ( Teoria dei rinforzi). Le due teorie innanzi richiamate hanno comunque una difficoltà di armonizzarsi fra loro, sebbene ognuna possieda una porzione significativa di verità. Tooby e Cosmides hanno dimostrato che l’apprendimento è il prodotto congiunto dell’aspetto genetico e ambientale, essendo alcuni meccanismi di apprendimento il risultato di una nostra architettura evolutiva. L’esperienza ha una funzione quotidiana ma non risolve completamente l’istinto atavico dell’apprendimento, in quanto il quotidiano non costituisce la Conoscenza, questa può derivare esclusivamente dalla Teoria. “Senza una teoria non avremmo niente da revisionare, nulla da imparare…Senza una teoria non si hanno domande da porre. Quindi, senza una teoria non c’è apprendimento…Copiare un esempio di successo, senza comprenderlo con l’aiuto di una teoria, può condurre al disastro”( Deming). L’ulteriore passo è la costituzione del paradigma il quale ci fornisce la visione del mondo attraverso le assunzioni di base che possediamo della realtà, si affronta la visione della realtà, così come formatasi con l’insieme delle assunzioni di base, con la definizione dei problemi da affrontare; in altri termini il paradigma definisce implicitamente le domande nonché gli strumenti e le modalità con cui farlo, il resto....
LaPrevidenza.it, 18/12/2011
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Avvocato
Diritto del Lavoro e della Previdenza Sociale - Diritto Agrario - Magistrato Onorario presso Sezione Lavoro e Previ...
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Professore Avvocato
Diritto del lavoro e delle relazioni sindacali, diritto dell'Unione Europea; amministrativo; diritto scolastico; di...