martedì, 13 ottobre 2026

Formalità della comunicazione delle modifiche di un bando di concorso pubblico già in atto

Consiglio di Stato, Sezione quinta, 5 febbraio 2009, n. 638 - Gesuele Bellini

 

Le eventuali modifiche o integrazioni apportate ad un concorso pubblico dopo l’emanazione del bando originario, ai fini della legittimità della procedura, non devono essere comunicate personalmente ai partecipanti, ma è sufficiente la pubblicazione, nelle stesse forme previste per la comunicazione dell’originario bando di concorso.  Questa la decisione del Consiglio di Stato, sezione quinta, 5 febbraio 2009, n. 638.

La questione ha riguardato un candidato che aveva impugnato il bando di un concorso a vigili urbani in quanto l’originaria stesura dello stesso era stata integrata, successivamente, mediante una delibera della giunta municipale, con la modifica delle modalità di svolgimento della procedura selettiva, introducendo una seconda prova scritta. 

Il TAR aveva accolto il ricorso annullando i provvedimenti adottati dal Comune interessato, il quale ha rivolto appello al Consiglio di Stato. 

Quest’ultimo, nel ritenere fondato il ricorso e dunque legittima la procedura adottata dall’Ente, aderendo a un altro indirizzo (Consiglio Stato, sez. V, 15 gennaio 1990, n. 32) ha affermato che la pubblicazione nell'albo di un comune di delibere con le quali si modifica la precedente disciplina prevista in un bando di concorso interno, costituisce la forma ufficiale e legale per portare a conoscenza degli interessati le modifiche intervenute. 

Pertanto, nel caso in argomento il Comune ha modificato il bando, ma ha anche previsto la riapertura dei termini per la presentazione delle domande di partecipazione, pubblicando tale integrazione nelle stesse forme previste per il bando originario, e per ciò, ad avviso dell’Alto Consesso, non era necessaria alcuna comunicazione personale agli originari partecipanti alla procedura. 

(dr. Gesuele Bellini)

 

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LaPrevidenza.it, 17/02/2009

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