A cura D.ssa Mariagabriella CORBI
E’ una regola della buona educazione : non telefonare dopo una certa ora della sera. Tale principio è stato maggiormente sottolineato dai Giudici di Cassazione comminando un’ammenda di euro 300 ad un abruzzese che aveva telefonato alla ex moglie dopo le 24 (n. 36/2010). A nulla è valsa la giustificazione addotta che la telefonata dopo quell'ora non era dettata dall'intento di "interferire nella sfera della libertà della ex moglie ma era stata fatta allo scopo di richiedere informazioni sul figlio"., ma esclusivamente per informarsi del mancato incontro con il figlio il giorno prima. Già il Tribunale di Chieti aveva condannato l'uomo, denunciato per lo squillo dalla ex , per il reato punito dall'art. 660 c.p.. Il ricorso avanzato, per dimostrare la buona fede, non è stato accolto anzi la Cassazione ha ritenuto "impertinenti le considerazioni sull'assenza del requisito della petulanza, avendo la sentenza impugnata basato la decisione sull'esistenza dell'unico biasimevole motivo di recare molestia... L'ora in cui era stata effettuata la telefonata, attorno alla mezzanotte, dimostrava sia l'obiettiva molesta intrusione in ore riservate al riposo sia l'evidente intenzione di molestare la moglie piuttosto che di vedere il bambino, che a quell'ora avrebbe dovuto dormire".
LaPrevidenza.it, 24/01/2010
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