martedì, 13 ottobre 2026

Sulla formazione della cittadinanza

Riflessioni

 

In Italia l'età media è sui 49 anni, con una popolazione mediamente anziana e conseguentemente non portata a modifiche veloci, questo in opposizione all'Africa dove l'età media è sui 18 anni e all'Asia con una età media di 31 anni, la pressione migratoria e demografica che ne consegue ci impone di essere molto attenti a quello che ci circonda, dove al caos della tumultuosa crescita delle città si contrappone una popolazione piatta, se non in decrescita, nelle campagne.

A sua volta l'Italia è immersa nel Mediterraneo, sottoposta non solo alle pressioni migratorie ma anche su un mare conteso da varie potenze locali, dove le zone economiche esclusive vengono intese da molti come aree marine di sovranità nazionale, ne consegue che studiare la Storia e la Geografia, materie negate nella scuola attuale, risulta indispensabile per progettare il futuro e fornire una identità nazionale, altrimenti si rischia lo sbando diventando da soggetti semplici oggetti.

Questa difficoltà di identificarsi con la Nazione è un sentimento che si estende anche a Stati di primaria rilevanza quali gli USA, vedesi il caso della portaerei FORD, quale contrappasso vi è un imbarbarimento dello scontro nelle attuali guerre, disumanizzando il nemico.

In questo scenario i giovani non vedono chiaro nel loro futuro, manca ad essi lo scopo ed il perché, essi vivono il presente in quanto hanno angoscia per il futuro vivendo in famiglie disgregate dove molte volte si sostituisce la parola con i regali, coprendoli di oggetti non desiderati in quanto non guadagnati mediante impegno, si annoiano e quindi si estingue il desidero.

La scuola istruisce ma non educa, se regge ancora la scuola elementare la media cede, mancando l'educazione delle emozioni si rimane alle pulsioni, privi di emozioni quindi apatici, né viene sostenuta la letteratura quale educatrice delle emozioni come viene meno la figura carismatica del maestro quale educatore.

Interessa la semplice competenza e non la conoscenza umanistica, premessa per la capacità di analisi di un perché dell'agire, la tecnica non ha di per sé scopi ma solo funzioni, ossia la semplice capacità di realizzazione dove tutto si riduce al solo utile ma non alla valutazione etica dell'agire, una riduzione alla sola efficienza e produttività, con la conseguente riduzione del pensiero alla semplice contabilità ( Heidegger).

Questo venire meno di valori solidi si riflette a tutti i livelli nel procedere per onde in una decrescita culturale, per Platone obbedire alle passioni è il vizio mentre nell'obbedire alla ragione (logos) risiede la virtù, essendo il piacere delle passioni più forte del logos le leggi dovrebbero aiutare il logos, occorre pertanto la legge degli educatori e della polis.

Se in Platone sono le leggi con gli educatori a insegnare la morale, in Protagora è l'insieme della società civile che necessita a formare l'etica, ossia il carattere del singolo. Aristotele rileva che il fine dei giovani è solo l'agire in una immaturità, essendo privi di una conoscenza del mondo e della capacità di gestire le proprie emozioni, occorre pertanto che il giovane abbia un buon comportamento anche se non ne conosce il perché, lo capirà successivamente attraverso l'insegnamento, collegando e consolidando i principi morali con l'esperienza.

Negli anni '60 del 900 ad Ancona frequentai la scuola elementare intestata a "Manlio Marinelli", nato nel 1886 e caduto sul Carso con il grado di Tenente di Fanteria il 28/11/1915, si veniva condotti su per le scale incolonnati per due, passando davanti al busto in bronzo del giovane Tenente, avvolto alla base da un filo spinato.

Alla ricorrenza del 4 novembre, davanti ai parenti del decorato, convenuti per l'occasione e alle classi riunite, nella palestra della scuola addobbata con il tricolore venivano premiati con l'assegnazione di un libretto di risparmio i primi della classe, mentre dai più meritevoli erano recitate su una pedana delle poesie.

Sai raccoglievano cartoline foto di ogni regione italiana che venivano appese alle pareti durante le lezioni di geografia con le foto o disegni relativi ai fatti storici che i maestri Bongrani e Belardinelli, che si erano succeduti, ci insegnavano, si creava nella classe mista uno spirito di collaborazione, aiutandoci a vicenda nella preparazione dei cartelloni e nell'appendere le immagini o nel riporre, si cre ava l'idea di una comunità nazionale.

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Profilo autore

(Sergio Benedetto Sabetta)

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LaPrevidenza.it, 30/04/2026

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