martedì, 13 ottobre 2026

L'Italia nel mediterraneo globale

Geopolitica - Prima parte

 

L'attuale crisi del Golfo Persico, parte di una più ampia crisi globale, ha evidenziato l'importanza degli stretti nelle rotte marittime di cui il Mediterraneo ne è fulcro tra l'Oceano Atlantico ed Indo ­ Pacifico.

La teoria dei "mari liberi" elaborata nel XVII secolo in sostegno dei commerci olandesi ma anche nel desiderio di superare la continua conflittualità che danneggiava gli scambi a livello globale da Grozio, garantita dalle flotte inglesi nel XVIII ­ metà XX secolo e dagli USA dalla metà del XX secolo al primo ventennio del XXI secolo, appare definitivamente compromessa per cause strategiche, tecnologiche ed economiche.

Il salto tecnologico ha reso più semplice e meno costoso colpire efficacemente che dovere difendersi, favorendo utilitaristicamente l'aggressore, d'altronde gli USA dagli anni Ottanta del `900 hanno progressivamente diminuito i finanziamenti per il rinnovo e la manutenzione della flotta militare, perdendo al contempo il primato nella cantieristica passata da 110 cantieri di interesse nazionale a meno di 23; mancando la manodopera specializzata, i servizi, la finanza e l'alta tecnologia non hanno potuto sostituire nella strategia la manifattura, è venuta meno una adeguata integrazione tra questi in una euforia neoliberista ( Petroni ), con la necessità di ricorrere ai cantieri stranieri.

I processi informatici dai sensori ai droni con la rapida evoluzione dell'AI applicata alla tecnologia militare e civile, con costi contenuti rispetto alle grandi flotte, hanno messo in crisi un controllo diretto costante con attacchi rapidi mordi e fuggi, frantumando il confine marittimo ed obbligando ad una continua negoziazione, come già sperimentato tra il XVII e l'inizio del XIX secolo con i corsari saraceni nei protettorati turchi tra Libia ed Algeria, causa prima nel 1830 dell'intervento francese ad Algeri ed Orano con l'inizio dell'occupazione della costa e successiva penetrazione all'interno.

Circa l'80% del commercio marittimo passa dagli stretti tanto che le recenti crisi hanno causato 14 miliardi di dollari di perdite all'anno, è inoltre da considerare che per gli stretti passano i dati delle fibre ottiche, la diversificazione per percorsi ibridi terra ­ mare non sarà semplice né rapida per i conflitti in atto nella parte mediana del globo ( Bianchini).

L'Italia si trova al centro di questa rete per la sua collocazione nel cuore del Mediterraneo, con una rendita di 216,7 miliardi di euro all'anno, ma occorre conoscere chi avrà la forza di muoversi unitariamente in termini non solo economici ma dottrinali e geo-strategici per dirigere i movimenti in atto, ponendosi al centro di una rete di accordi con la forza e la credibilità necessari, vedesi i casi dei nostri rapporti con Malta, l'Albania per l'isola di Saseno e nella crisi libica sia per la Zona Economica Esclusiva ( Zee ) che per i flussi migratori, solo per limitarsi ai maggiori (Caffio).

Anche relativamente ai cavi sottomarini dove transita il traffico internet l'Italia grazie alla sua posizione centrale nel Mediterraneo tra Europa, Asia e Africa gestisce il 25% del traffico globale, questo da elemento di forza può diventare una debolezza senza una dottrina nazionale esplicita, con una necessaria compattezza nazionale, divenendo come nel XVI secolo terra di scontro e di conquista nel prevalere del vecchio motto popolare cinquecentesco " Spagna o Francia basta che se magna" in contrapposizione alla fierezza di Ettore Fieramosca e del mito risorgimentale della disfida di Barletta, dando inizio ad un periodo di depauperazione per le classi subalterne ed il mettersi a servizio delle potenze estere per le classi superiori.

Grazie alla sia posizione la Sicilia è stata designata recentemente quale sede di un hub di sorveglianza delle infrastrutture critiche sottomarine contro le minacce relative alla guerra ibrida moderna, una iniziativa che rientra nella ricerca strategica europea di una propria sovranità tecnologica, in questo l'Italia attraverso il Mef e Retelit ha acquistato il controllo totale di Sparkle, società rilevante internazionalmente per le capacità di rete, secondo la tendenza globale a riacquistare la " sovranità delle infrastrutture" , a cui ha affiancato la creazione dell'Asas ( Agenzia nazionale per la sicurezza subacquea), allargando la zona marittima di controllo a 24 miglia marine con L. n. 70 del 7 maggio 2026.

E' stato osservato che questa centralità dovrebbe essere sfruttata in ambito internazionale, europeo ed economico, al fine di evitare interferenze straniere e per gestire le varie crisi, comprese quelle migratorie dove i diritti vengono usati impropriamente quale arma in una guerra ibrida ( Uri ).  Dobbiamo considerare che la mancanza di una propria forte identità nazionale quale insieme di valori elaborati dalla propria storia a cui aderire, indebolisce la visione strategica e la conseguente azione, rendendo incerto l'agire e la creazione di una propria dottrina nazionale, questo ricade negativamente alla lunga innanzitutto sulla classe media per estendersi a quella di base, classi radicate sul territorio, essendo le elite transnazionali.

Dobbiamo considerare che la compattezza acquisita nella Grecia classica dagli opliti e dalla falange macedone risiedeva sulla padronanza di sé ( SOPHROSYNE ), sull'ordine mentale ( TAXIS ) e sulla disciplina ( EUTAXIA ), elementi necessari nella complessa formazione identitaria in un mondo globalizzato ma conflittuale quale è emerso in questi ultimi anni, dove anche il green è oggetto di una ambigua collaborazione formale ma di fatto rientra in una sostanziale concorrenza per il primato.



Bibliografia



· AA.VV., Gli stretti indispensabili, Limes 7/2026;

· L. Franchina, I cavi marittimi e la rilevanza strategica delle infrastrutture  critiche di connettività, Mimit 2025;

· U. Grozio, Il diritto di guerra e di pace, Vol. III, Istituto Italiano di Studi  Filosofici Press 2023;

· C. M. Santoro, L'Italia e il Mediterraneo. Questioni di politica estera e militare,  Franco Angeli 1990.

(Sergio Benedetto Sabetta)

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LaPrevidenza.it, 05/10/2026

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