martedì, 13 ottobre 2026

Karlsruhe e la fragilità italiana

 

La pandemia che dopo un secolo ci ha colpiti inaspettatamente nella nostra apparente perfezione e sicurezza tecnologica, ci ha immersi nella insicurezza di una regressione economica, evidenziando come in tutte le eccezionalità, i coraggi, le viltà, gli egoismi e gli altruismi, ossia i lati peggiori e migliori dell'animo umano.

Dopo una prima fase di sbigottimento e la conseguente reazione di "tutto andrà bene", sono emerse le difficoltà della ripresa e si è scoperto che "non tutto andrà bene".

In Italia vivono varie Italie, la Nazione delle mille città, parrocchie e signorie, in un continuo rimescolare sotto una superficiale apparente unità.

Il crescere del debito pubblico, già di per sé pesante (160%), nella necessaria ricerca di un rilancio economico ci rende più fragili e sospetti anche ai nostri partner europei, da ultimo l'intervento della Corte costituzionale tedesca sulla BCE, mentre cresce la nostra complessità burocratica alimentata, nella patologia medica dell'epidemia, dal virus di una inondazione di decreti, circolari, ordinanze e comunicati alla media calcolata di 1,6 al dì.

Lo scontro in atto tra l'alta Corte tedesca e la Corte di Giustizia europea sull'operato della BCE è di fatto una delegittimazione delle possibilità politiche autonome dell'UE da parte di una corrente di pensiero interna alla Germania, questo sebbene vi siano state dichiarazioni congiunte a favore dell'operato della BCE da parte dei vice delle Banche centrali di Germania, Francia e Italia.

Quello che è avvenuto a Karlsruhe è stato definito da alcuni come una "dichiarazione di guerra" finanziaria di una parte dell'Europa verso l'altra, in sostanza una dichiarazione di sfiducia pericolosa sul piano internazionale.

Nel difendere il principio costituzionale della stabilità del valore della moneta inscritto nella Costituzione tedesca, l'Alta Corte ha richiamato esplicitamente nell'area germanica il potere di controllo.

A nostra volta nel diffidente rapporto cittadini-burocrazia, dove vige l'urgenza di aggiustarsi, gli aiuti vengono rallentati anche dalla macchinosa necessità di evitare eventuali raggiri, circostanza che favorisce l'ulteriore aggrovigliarsi burocratico.

Nel frattempo vi è un rimpallo tra i vari livelli di governo, si crea quindi una apparente contraddizione in quanto, se da una parte si chiede un maggiore intervento dello Stato, dall'altra presidenti regionali e sindaci rivendicano competenze e autonomia gestionale sul territorio.

Nella caoticità dei rapporti, nella ricerca anche di una propria visibilità, viene meno il mito dell'efficienza lombarda sotto la pressione sanitaria e si ricrea una "linea gotica" che divide in due l'Italia.  La valle padana, fratturata a sua volta nel suo interno, basti osservare le differenze tra la Lombardia e il Veneto, si differenzia dal resto dell'Italia.

Nel venire meno del mito lombardo, crolla anche il suo presunto primato morale fondato sull'efficienze e la qualità, le grosse deficienze evidenziatesi creano diffidenza sul modello proposto pubblico-privato.

Vi è, pertanto, una contraddizione tra le richieste di una crescente tutela dello Stato e la diffidenza che si è venuta a creare tra le aree geografiche, un indebolirsi dell'Italia sul piano politico internazionale che viene a renderci più facilmente attaccabili come già avvenne nel `500.

La crisi del 2008 mise in mostra l'eccessivo indebitamento della classe medio- bassa americana, che non riusciva più ad essere l'acquirente di ultima istanza del crescente sistema produttivo mondiale, di cui la Cina ne era diventata il motore.

Si cerca di estendere anche all'Italia il sistema di un consumo con indebitamento per sostenere il PIL, a fronte di una riduzione dei redditi (economia degli espedienti) in competizione con il sistema produttivo delocalizzato, ma è proprio il risparmio che permette nella fragilità crescente di un equilibrio economico sempre più complesso di sopportare gli accadimenti imprevisti.

(Sergio Benedetto Sabetta)

Invia per email

LaPrevidenza.it, 10/05/2020

Milano Finanza Osservatorio Partner
STUDIO LEGALE CAPPELLARO
mini sito

Via Piranesi 22, 20137, Milano (MI)

Cellulare:

3497880035

Servizi:

Diritto civile, danni da sangue infetto, da vaccino e da talidomide, con riferimento sia ai profili indennitari (...

MAURIZIO RICIGLIANO
mini sito

Via Matese, 81016, Piedimonte Matese (CE)

Telefono:

0823911023

Cellulare:

3356042932

Professione:

Avvocato

Aree di attività:

Diritto del Lavoro e della Previdenza Sociale - Diritto Agrario - Magistrato Onorario presso Sezione Lavoro e Previ...