mercoledì, 14 ottobre 2026

Identità e finanza nella sostenibilità della guerra ibrida

Geopolitica

 

Nella guerra ibrida attuale uno dei punti del conflitto è la possibile destrutturazione identitaria attraverso l'utilizzo dell'abbassamento culturale in atto nella società che rende il singolo da cittadino a semplice membro di una massa informe, pertanto facilmente influenzabile, fino ad arrivare alla possibilità di un disconoscimento della comunità, creando malessere e lotte intestine, minacciandone la coesione.

Il tutto è facilitato dalla crescita dell'AI in potenza e diffusione, come precedentemente e preliminarmente era avvenuto con Internet ed i social utilizzati quali agenti destabilizzanti.

Elemento portante di una società è la trama della dimensione ambientale, sociale ed economica che è stata evidenziata con il termine di sostenibilità a partire dal Rapporto Bruntland, elaborato dalla Word Commission on Environment and Development nel 1987 con il documento " Our Common Future", ed ampliato nel tempo fino alla conferenza di Rio+10 del 2002 a Johannesburg.

Nell' Agenda 2030 si sottolinea l'importanza dell'equilibrio tra le tre sopra elencate dimensioni e i rischi derivanti dalla perdita di uno dei tre fattori dimensionali, in questo rientra l'aspetto finanziario dei bilanci pubblici in particolare nella questione della sostenibilità del debito pubblico, anche nella prospettiva di una ripartizione intergenerazionale di oneri e benefici.

Nel concetto di sostenibilità oltre all'ambiente ed all'economia rientrano tra l'altro la tempistica, l'affidabilità, la funzionalità, la sicurezza, la comunicazione e l'estetica, tutti fattori che possono essere facilmente compromessi in una società altamente connessa, fino ad indurre una crisi sociale a cui rispondere in termini di autoritarismo, innescando conflitti interni destabilizzanti.

La stessa estetica è un forte elemento identitario permeando la visione del mondo secondo identici valori, infatti gli accordi sociali sono orientati dai valori che permettono di fornire un giudizio e creano le emozioni di approvazione o disapprovazione; il venire meno dei valori sociali, rete portante di un comune sentire, favorisce il disvelato prevalere dei valori individuali innescati sul solo ed esclusivo sistema del desiderio economico.

D'altronde ogni sistema una volta creato viene mantenuto in equilibrio con difficoltà, tendendo ad essere portato all'eccesso ad opera egli elementi predatori della società a scapito degli elementi collaborativi, con una prevalente massa ondivaga che segue il momento.

Ne risulta un ulteriore fattore di scollamento sociale favorito dal prevalere dell'Ego quale lente di letture dei rapporti sociali, la coesione già problematica in termini identitaria per la presenza d'identità differenti su cui agire con i social viene meno nella mancanza del dialogo, favorendo la possibile ulteriore crisi finanziaria innescata dal debito sovrano.

Il debito sovrano risulta pertanto essere l'elemento non immediatamente evidente su cui poter agire per disarticolare attraverso successive crisi finanziarie la coesione sociale, sia orizzontalmente tre identità differenti che verticalmente tra generazioni.

I conflitti attuali, ma ancor più futuri, sono quindi destinati ad una crescente complessità propria della creata connessione globale, allo scontro armato diretto, alla disinformazione, alla propaganda si sovrappongono l'identità, l'affidabilità, la funzionalità e la sicurezza finanziaria, tutte connesse dalle possibilità create da un uso spregiudicato dell'AI, oggetto dell'attuale gara tecnologica, e delle relazioni di interdipendenza di cui esempio ne sono i dazi di Trump, non solo strumento negoziale in termini economici ma arma nella competizione geo-politica oltre la sfera strettamente economico-commerciale (Maronta).



BIBLIOGRAFIA



L. Bartolucci, La sostenibilità del debito pubblico in Costituzione. Procedure  euro-nazionali di bilancio e responsabilità verso le generazioni future, Padova  2020;

V. Beck, La società del rischio. Verso una seconda modernità, Roma 2013;  F. Maronta, I dazi come specchio dei tempi, 81, in "America contro Europa",  Limes 3/2025;

P. Soave, Lo sviluppo sostenibile nella prospettiva dell'Agenda 21. Programma  d'azione lanciato alla Conferenza di Rio de Janerio, 103, in Riv. giur. amb.1993.


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Profilo autore

(Sergio Benedetto Sabetta)

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LaPrevidenza.it, 13/10/2026

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