Dal neoliberismo alla società conflittuale
Dottrina
Nel neoliberismo lo Stato perde la funzione di regolatore del
mercato mentre il diritto diviene elemento costitutivo del mercato
stesso, che a sua volta acquista un valore di principio ontologico e
morale. Il neoliberismo nella sua razionalità globale fa sì che l'essere
umano perda l'identità di cittadino e lavoratore nella
responsabilità dell'auto imprenditorialità dell'Io, in una perenne corsa
e concorrenza.
Divenendo il mercato unico parametro di
autovalutazione, la responsabilità del singolo non è più verso la
comunità ma del tutto personale, unitamente verso il mercato, la
soggettività quale capitale umano trasforma in cittadino in cliente
nel passaggio dalla società della disciplina alla società della
prestazione, dove il controllo non è più esterno ma interno
all'individuo, trasformando la libertà in violenza per la propria
affermazione.
La tolleranza culturale portata all'estremo
permette e giustifica la violenza, gli arbitri e le diseguaglianze,
essendo tutto valore di scambio, valutato economicamente e calcolato,
individuo, libertà e natura, dove l'elemento finanziario prevale sul
fattore produttivo fino a falsare la veridicità dello stesso PIL,
nella creazione di un neofeudalesimo.
L'identità si forma
nel rapporto relazionale con l'altro ma, come riconoscevano i greci,
nell'essere umano vi è anche la superbia che sfocia nella vanagloria
dell'Io nel non riconoscere i propri limiti, questo comporta la
negazione della comunità, nel non riconoscersi nella polis, nello
sfruttamento senza misura della natura essendo il valore economico
dell'Io unico parametro di valutazione, l'uomo quale funzionario della
tecnica nel suo individualismo esasperato perde il senso del limite.
Hegel ci ricorda che se gli animali uccidono per fame, gli uomini
per il riconoscimento della propria identità, già Platone affermava
essere l'anima tripartita nella parte più animale dell'ira e della
concupiscenza, a cui affiancare l'aspetto umano più elevato del
coraggio, dell'onore e della nobiltà, ma solo coloro che lottano per
esse possono raggiungere la pienezza dell'essere umano, da qui l'eccesso
opposto dell'assoluta uguaglianza politica ed economica conduce alla
fine della gloria, ovvero della lotta per la realizzazione del proprio
sogno.
Come osserva Freud se nell'inconscio vi è
l'aggressività oltre alla sessualità al fine della continuazione della
specie, nella ricerca di una autoaffermazione dell'Io è organizzato
l'essere umano, tuttavia questa è limitata dall'etica che nella
sua relazionalità regola i conflitti umani, lasciando all'esterno gli
enti di natura.
La concezione neoliberale conduce ad
occupare "spazi"secondo un ottica economica di cassa dove nel rapporto
tra finanza e ricchezze territoriali vi è l'utile, all'opposto
dell'impero dove il "tempo" attraverso la visione diplomatica
ne costituisce l'impalcatura, Washington contro Roma (P. Schiavazzi, La
Roma di Leone è croce e centro del mondo, 125-130, Roma, Limes 11/2025).
Nello scontro in atto a seguito della crisi neoliberale dove i
dazi diventano arma finanziaria, la tecnologia costituisce elemento
portante per la cosiddetta "guerra ibrida" che tende a destabilizzare
l'avversario sfruttando le sue vulnerabilità e divisioni interne
attraverso disinformazione, sabotaggi, corruzione politica, sostegno a
forze estremiste fino a promuovere traffici illeciti dalla droga alle
armi, agli esseri umani, al riciclaggio di capitali illeciti e merci
contraffatte mediante organizzazioni criminali che utilizzano i mercati
illeciti globali, indebolendo le strutture sociali e istituzionali delle
democrazie occidentali.
Il cyber-prime finanziario in
questo scenario risulta essere uno dei principali strumenti colpendo
infrastrutture economiche ed aziendali, rubando informazioni e denaro,
destabilizzando i mercati mediante capitali illeciti e cripto-valute, in
questo scenario l'economia della globalizzazione da fattore di crescita
diviene arma dove anche gli scandali sono utilizzati al fine di
destabilizzare.
L'impoverimento culturale, in particolare
delle nuove generazioni, risulta funzionale alla trasformazione del
cittadino in puro consumatore privo della capacità critica, ma
indebolisce al contempo anche la struttura della Nazione, la
sua coesione e tenuta, frammentandola e permettendo la formazione di
fasce sociali autonome staccate culturalmente e sentimentalmente dalla
comunità nazionale.
La visione econometria del mondo si
riflette anche sulla natura, quando il consumo del territorio esplode in
un continuo inurbamento occasione per ulteriori investimenti e flussi
finanziari dubbi, lo stesso problema degli incendi boschivi che nell'UE
ha causato la distruzione di oltre mezzo milione di ettari in due
anni, causando una perdita di produzione stimata tra i 13 e i 21
miliardi di euro e il rilascio in atmosfera di una quantità di carbonio
uguale a quello prodotto dall'intero settore globale dell'aviazione in 4
mesi, diventa un settore sensibile sia in termini speculativi che di
destabilizzazione (E. Nevola, Dalle foreste alle fiamme, 14-15,
Panda Magazine, n. 3 del settembre 2025).
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Profilo autore
(Sergio Benedetto Sabetta)
LaPrevidenza.it, 21/12/2025