marted́, 13 ottobre 2026

Qualche spunto di riflessione a margine della legge di stabilità e della riduzione dei premi e dei contributi Inail ivi prevista

D.ssa Silvana Toriello

 

QUALCHE SPUNTO DI RIFLESSIONE A MARGINE DELLA LEGGE DI STABILITÀ E DELLA RIDUZIONE DEI PREMI E DEI CONTRIBUTI INAIL IVI PREVISTA

PREMESSA

Com'è noto la legge di stabilità prevede tra le altre misure di riduzione del cuneo fiscale contributivo, anche la riduzione dei premi Inail. Come rappresentato dal Ministro Saccomanni nella propria audizione ,Con riferimento al costo del lavoro, vengono ridotti i premi e i contributi INAIL per complessivi 3,3 miliardi nel triennio. Nelle pagine che seguono riportiamo le opinioni espresse in sede di audizione parlamentare sul ddl stabilità da CONFINDUSTRIA e da RE.TE.IMPRESE ITALIA per lo specifico aspetto della riduzione dei premi Inail che, nella storia recente dell'Istituto rappresenta una novità di notevole rilievo se si considera la stasi che governa sin dal 2000 le Tariffe dei premi mai più aggiornate nonostante la previsione in senso contrario contenuta nell'articolo 3 del D. Lgs. 38/2000 che ne prevedeva un aggiornamento ogni tre anni. La legge finanziaria 2006 (legge 23 dicembre 2005, n. 266) all'articolo 1, comma 364, aveva previsto, infatti, che «La misura dei premi assicurativi dovuti all'Inail è rideterminata, ai sensi dell'articolo 3 del decreto legislativo 23 febbraio 2000, n. 38, in misura corrispondente al relativo rischio medio nazionale tenuto conto dell'andamento infortunistico delle singole gestioni e dell'attuazione della normativa in tema di prevenzione degli infortuni sul lavoro, nonché degli oneri che concorrono alla determinazione dei tassi di premi, in maniera tale da garantire comunque l'equilibrio finanziario complessivo delle gestioni senza effetti sui saldi di finanza pubblica».Un adeguamento dei premi al reale andamento infortunistico è stato reso conseguentemente impossibile dalla necessità di non intaccare i saldi di finanza pubblica essenso Inail ente che appartiene alla finanza pubblica allargata e che detti saldi contribuisce a costituire proprio con i premi assicurativi pagati dalle aziende. L'OPINIONE DI CONFINDUSTRIA : Nella propria audizione sulla legge di stabilità il 24 ottobre 2013 Confindustria ha sul punto rappresentato quanto segue: "Il principale intervento di interesse per le imprese riguarda la riduzione dei premi INAIL.Negli ultimi anni, l'andamento infortunistico si è ridotto notevolmente, per effetto del miglioramento delle condizioni di lavoro. Nonostante ciò, le tariffe dei premi assicurativi sono rimaste invariate dal 2000 (decreto ministeriale 12 dicembre 2000), così ponendo i presupposti per la creazione di un avanzo economico, che ammonta a oltre un miliardo di euro all'anno. L'avanzo deriva in particolare dalla riduzione del fabbisogno per prestazioni (legata alla riduzione degli infortuni) rispetto al gettito tariffario. La legge di stabilità prevede la riduzione dei premi, per un importo complessivo di 1 miliardo nel 2014, 1,1 miliardi nel 2015 e 1,2 dal 2016, a regime. Sono, inoltre, previsti trasferimenti dallo Stato in favore dell'INAIL di 400, 500 e 600 milioni di euro (rispettivamente nei tre anni prima indicati) "in considerazione dei risultati gestionali dell'ente e dei relativi andamenti prospettici, per effetto della riduzione dei premi". L'intervento è sostanzialmente positivo, in particolare perché si supera il vincolo di destinazione delle risorse INAIL ai saldi di finanza pubblica, vincolo che ha sempre impedito la riduzione dei premi assicurativi. Il testo definitivo del DdL presenta, però, come anticipato dal Ministro del lavoro, una disposizione che altera notevolmente la natura dell'intervento, poiché condiziona l'operatività della riduzione agli "andamenti degli eventi relativi al rispetto della normativa generale sulla sicurezza e salute sui luoghi di lavoro". Dunque la misura non prevede più una riduzione generalizzata dei premi, ma opera in una logica premiale, in collegamento con l'andamento infortunistico, il che pone notevoli problemi interpretativi e attuativi. Trattandosi di una misura a regime e non temporanea, determinare una riduzione dei premi cristallizzata all'andamento infortunistico di un determinato momento (se così va intesa l'oscura dizione normativa utilizzata) è improprio, in quanto danneggia (in contrasto con lo stesso andamento infortunistico, che è da anni in continuo miglioramento) proprio le imprese che, nel tempo, conseguiranno quel medesimo risultato, ma non possono accedere allo sconto (quindi disincentivando, paradossalmente, l'intervento prevenzionale), non essendo state inizialmente contemplate, ovvero vi accedono in misura minore. Vale evidentemente anche il contrario: accederebbero allo sconto anche le imprese che oggi registrano un casuale andamento positivo e non lo perderebbero successivamente nonostante il peggiorare del parametro infortunistico (e quindi è un disincentivo a restare virtuose, avendo ormai ottenuto lo sconto per una fortuita coincidenza). Al contrario, le misure di oscillazione previste dalla normativa in tema di assicurazione per gli infortuni sul lavoro variano annualmente e sono condizionate al costante rispetto della normativa ovvero all'andamento infortunistico (secondo una logica evolutiva che contrasta evidentemente con una misura a regime). Inoltre, non è chiaro se "l'andamento degli eventi relativi al rispetto della normativa generale sulla sicurezza e salute sui luoghi di lavoro" sia riferito all'accadimento di infortuni e malattie professionali ovvero alla semplice irrogazione di sanzioni, pur in assenza di eventi lesivi. Ancora, non sono indicati né il parametro temporale al quale ancorare la disposizione (ultimo anno, triennio), né a quale fatto giuridico fare riferimento (la data dell'evento, la presenza di una sentenza passata in giudicato), né, soprattutto, in che modo/misura "l'andamento degli eventi" incida sulla riduzione dei premi (esclude o modera la riduzione?). Si nota, poi, che il condizionamento introdotto non sembra in grado di operare in una logica realmente prevenzionale, alla luce del fatto che il 90% delle imprese non registra infortuni (statistiche INAIL). Inoltre, è stato confermato nella versione finale del DdL che i contributi rientrano nella riduzione, quindi la misura riguarda anche la gestione agricoltura, nonostante essa registri una forte passività di bilancio. Occorre assolutamente ripristinare la logica della previsione originaria, che ­ facendo riferimento all'avanzo economico del bilancio dell'INAIL ormai stabilizzato da anni ­ consente di ridurre i premi (con esclusione dei contributi), eliminando ogni riferimento al dato prevenzionale (non perché scorretto in linea di principio ma perché, per sua natura, essendo un dato variabile nel tempo, non si presta a costituire la base per una misura strutturale). Occorre, inoltre, introdurre una indicazione precisa che assegni la riduzione dei premi in modo proporzionale all'apporto delle singole sottogestioni (industria in senso stretto, artigianato, commercio, altri) al bilancio INAIL.

L'OPINIONE DI RETE IMPRESE ITALIA

Nella propria audizione sempre il 24 ottobre 2013 Rete imprese Italia , che riunisce le imprese più piccole dell'artigianato e del terziario ha precisato " Servono misure per la crescita (sotto forma di minori entrate o maggiori uscite), per ridurre il costo del lavoro, iniziando dall'adeguamento dei contributi INAIL alle prestazioni effettivamente erogate. per le imprese è troppo modesta la riduzione prevista per i contributi sociali, con l'abbattimento delle tariffe INAIL.(.....omissis) La scelta del Governo di operare una riduzione orizzontale dei premi e dei contributi versati dei datori di lavoro, pur lodevole nell'obiettivo e nella decisione di intervenire sui premi INAIL, è da ritenersi insufficiente, in quanto non tiene in alcun conto l'andamento finanziario delle singole gestioni e delle peculiarità dei diversi settori. Dall'analisi della serie storica dei consuntivi delle gestioni separate INAIL emergono infatti avanzi gestionali (in costante incremento) pari a circa 2 miliardi di euro annui per i comparti del terziario e dell'artigianato. Questi dati dimostrano come i premi richiesti alle imprese siano strutturalmente sovradimensionati rispetto ai fabbisogni della gestione, come emerge dai consuntivi INAIL, illustrati nella tabella seguente. .....

Dr.ssa Silvana Toriello

Allegato: legge di stabilità e premi e contributi Inail.pdf
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LaPrevidenza.it, 05/11/2013

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