Poteri ispettivi e norme di riferimento della Guardia di Finanza. I riferimenti normativi per l'attività ispettiva

(Mariagabriella Corbi)


L'attività di controllo è la funzione ispettiva relativa verifica ad un singolo elemento di gestione, anche se connesso agli altri obblighi fiscali. La funzione preventiva e deterrente a fine di dissuadere il contribuente all’evasione, trasmettendo, in maniera sublimale, al contribuente che esiste un'azione di controllo mirata.


Esistono vari tipi d'indagine :


- le verifiche strumentali (in materia di scontrino e ricevuta fiscale);


- le verifiche incrociate (con clienti e fornitori);


- le verifiche preventive o ricognitive, quali ad esempio, l’attività di controllo e rilevamento prezzi, indagini mirate alle nuove partite Iva per esigenze conoscitive di varia natura, anche correlate all’emanazione di nuovo provvedimenti legislativi (ex art.37, c.18 D.L. 223/06).


I progetti in campo fiscale non sono altro che particolari programmi ispettivi, che prendono origine dall’esperienza di verifica consolidata dai reparti, per ostacolare e prevenire alcune tipologie di evasione o di frode fiscale già note o di cui si sospetta la propagazione.


RIFERIMENTI LEGISLATIVI IN SUPPORTO DEI POTERI ISPETTIVI IN CAMPO FISCALE:


La gran parte dei poteri previsti dalle singole norme tributarie per gli uffici finanziari ed estesi alla G. di F. provengono dall’art.1 R.D.L. n.63/1926, come sostituito dall’art.1 R.D.L. n.1290/37, tuttora vigente, da esso agli appartenenti al Corpo “sono conferiti tutti i poteri e diritti di indagine, accesso, visione, controllo, richiesta d’informazioni, che spettano per legge ai diversi uffici finanziari incaricati dell’applicazione dei tributi diretti ed indiretti”.


Il dovere della G. di F. all’accertamento delle violazioni alle deroghe inserite nelle leggi finanziarie discende dall’art.34 Legge n.4/1929, che attribuisce tale compito agli ufficiali ed agli agenti della polizia tributaria, come: ufficiali, ispettori e sovrintendenti, gli appuntati e finanzieri del Corpo;


Per gli appuntati e finanzieri del Corpo la stessa Legge n.4/1929, all’art.35, autorizza, al fine di assicurarsi dell’adempimento delle funzioni previste dalle leggi o dai regolamenti in materia finanziaria, di libero accesso negli esercizi pubblici e in ogni locale adibito ad azienda industriale o commerciale ed eseguirvi controlli e verifiche.


Tale attività rientra:


nei capisaldi costituzionali che riconoscono le garanzie ed i diritti fondamentali della persona;


dell’art.97 Costituzione, che circoscrive i principi generali di legalità, buon andamento ed imparzialità dell’azione amministrativa e conseguenze e dai quali scaturiscono gli elementi basilari dell’efficacia, efficienza, trasparenza ed economicità dell’attività della P.A.;


dell’art.53 Costituzione, che stabilisce l'uguaglianza tra tutti i cittadini nel concorso alla contribuzione delle spese pubbliche in ragione della loro capacità fiscale ed include la natura inderogabile e non disponibile dell’obbligo tributario;


Legge n.212/2000 (Disposizioni in materia di Statuto dei Diritti del Contribuente) stabilisce i principi generali dell’ordinamento tributario


le funzioni e i compiti del corpo di polizia finanziaria di cui al c.2 dell’art.2 D.Lgs. n.68/2001, di prevenzione, ricerca e repressione delle violazioni in materia di entrate ed uscite dello Stato, Regioni, Enti locali e dell’U.E. ;


in materia delle entrate tributarie:


i diritti doganali di confine e altre risorse proprie del bilancio dell’U.E.;


le imposte dirette ed indirette, le tasse, i contributi, i monopoli fiscali ed ogni altra tassa, di tipo erariale locale;


ogni altra entrata tributaria, anche a carattere sanzionatorio o di diversa natura, di spettanza erariale o locale.


ARTICOLI DI LEGGE CHE ATTRIBUISCONO I POTERI DEL CORPO IN MATERIA FISCALE:


"artt.51 e 52 Dpr n.633/72, richiamati dall’art.63 Dpr n.633/72, in materia di I.V.A. (e degli altri tributi per il richiamo effettuato dall’art.2, c.4 D.Lgs. n.68/2001);


artt.32 e 33 Dpr 600/73, richiamati dall’art.33, c.3, Dpr n.600/73 e dall’art.2, c.4, D.Lgs. n.68/2001, in materia di imposte sui redditi (e degli altri tributi per il richiamo effettuato dall’art.2, c.4 D.Lgs. n.68/2001).


art.24, c.5, D.Lgs. n.446/97, in materia di Irap;


art.10,c.1, lett.d), in riferimento all’art.15 Dpr n.131/86, richiamato dall’art.1, R.D.L. n.63/26, in materia di imposta di registro ed art.53-bis Dpr n.131/86, introdotto dal D.L. n.223/06, convertito in Legge n.248/06;


art.2, c.47 D.L. 262/06, come modificato dalla Legge n.286/06, in materia di imposte sulle successioni e donazioni;


art.13, c.1, D.Lgs. n.347/90, in materia di imposte ipotecarie e catastali;


artt.35 e 36 Dpr n.642/72, in materia di imposte di bollo e TT.CC.GG.;


art.18, D.Lgs. n.60/99, in materia di imposta sugli intrattenimenti;


art.3, c.24/40, Legge n.549/95, in materia di deposito in discarica di rifiuti speciali;


art.2, c.4, D.Lgs. n.68/2001 in materia di tributi locali."



Mariagabriella CORBI


Dottoressa in Scienze dell'educazione - Consulente dell'educazione familiare - Mediatrice Familiare – email maria.gabmaria.gab@hotmail.it