RISARCIMENTO PER DANNO SESSUALE
(Mariagabriella Corbi)
Gli Ermellini della Cassazione affrontano, riconoscendolo, l’impatto che hanno sulla sessualità gli interventi demolitivi a carico della sfera genitale. Si evidenziano le possibili mutilazioni somatiche, si descrive la sindrome psichica post isterectomia, si elencano i disturbi sessuali che possono seguire la chirurgia demolitiva, si discute sui parametri di valutazione clinica, si analizzano gli effetti delle indicazioni vere e di quelle dubbie all’intervento e si delinea la condotta del ginecologo operatore avente sensibilità sessuologica.
Infatti la perdita o la riduzione della sessualità vanno risarcite come danno biologico. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione riconoscendo l'importanza di fare sesso come un "modus vivendi essenziale per l'espressione dello sviluppo della persona" e quindi un diritto. Quando tale conseguenza deriva da violenza oppure da fatto colposo come nel caso di responsabilità professionale medica va riconosciuto il diritto al risarcimento. La Corte con sentenza 13547/2009 ha accolto il ricorso di una donna che, per fatto attribuibile a colpa medica, aveva subito un intervento di isterectomia che aveva compromesso, tra l'altro, la sua vita sessuale. Il Tribunale non aveva accolto la petizione del riconoscimento e il relativo risarcimento del danno non considerando risarcibile né quello subito alla vita sessuale né quello di natura estetica. La prima sentenza veniva ribaltata dalla Corte di Appello che riconosceva alla donna 114mila euro di risarcimento per il danno biologico non considerando il diritto al risarcimento del danno alla vita sessuale. In questo caso i giudici dell'Appello avevano sostenuto che non era stata raggiunta la prova "di uno stato depressivo persistente conseguente all'intervento operatorio". La vertenza approdava in Cassazione dove ai Supremi Giudici è stata chiesta la liquidazione di una somma di gran lunga superiore visto che l'asportazione dell'utero aveva sovvertito la vita sessuale. Piazza Cavour, riconoscendo la validità della richiesta, ha rinviato il caso alla Corte d'Appello sottolineando che alla donna dovrà essere riconosciuto un danno maggiore visto che "la perdita o la riduzione della sessualità costituisce anche danno biologico e nessuno ormai nega che la perdita o la compromissione anche soltanto psichica della sessualità (come avviene nei casi di stupro e di pedofilia) costituisca di per sé un danno, la cui rilevanza deve essere apprezzata e globalmente valutata". La Cassazione, con l'occasione, ha ribadito che è fondamentale tenere conto anche delle ripercussioni psichiche che ci possono essere su una persona inibita sessualmente.
La menopausa, specie le menopause chirurgiche, può essere causa della Sindrome da Insufficienza androgenica, può agire sulla funzione sessuale con molteplici modalità: biologiche,psichiche e relazionali.
Influisce con disturbi del desiderio sessuale: prevalenza: 38 - 65% nelle donne in postmenopausa dovuta a:.
- la carenza di estrogeni: riduce i caratteri sessuali secondari e con essi la percezione biologica di femminilità;
- la presenza di riduzione di androgeni può apparire troppo semplicistica di fronte alla complessità della sessualità femminile e dei suoi disordini per poter essere espressa da un singolo marcatore biologico, la carenza di androgeni, evidenziato nelle menopause chirurgiche, può essere causa della Sindrome da Insufficienza androgenica.
Questa sindrome, definita da bassi livelli di testosterone, presenta una sintomatologia caratterizzata da:
- perdita di desiderio sessuale e di energia vitale;
- scarsa assertività;
- perdita di peli pubici;
- riduzione della massa muscolare.
Non è noto il livello di androgeni che definisce una deficienza e inoltre non tutte le donne con bassi livelli di testosterone libero hanno sintomi.
Gli ormoni sessuali sono fattori necessari per il mantenimento di una soddisfacente libido, ma non sufficienti da soli né a orientare la direzione del desiderio su uno specifico partner, né a vivere una sessualità soddisfacente.
A livello centrale (central arousal) la carenza estrogenica ed androgenica può:
* ridurre l’attività dei centri che attivano la risposta sessuale;
* creare o precipitare disturbi dell’affettività, quali ansia e depressione, e/o disturbi del sonno.
La dispareunia in peri- e postmenopausa può essere causata da numerosi fattori:
- Ovariectomia bilaterale. La rimozione chirurgica di entrambe le ovaie comporta la riduzione del 50-60% dei livelli di testosterone.
- Insufficienza pituitaria o surrenalica. Una carenza di androgeni è descritta con la sindrome di Sheehan e con il M. di Addison, inoltre alla riduzione della libido si possono avere sintomi come stanchezza muscolare, perdita di peli pubici e ascellari, osteoporosi e disordini autoimmuni.
- Terapia corticosteroidea e estrogeni. Il livello di androgeni diminuisce con la soppressione dell’ormone corticotropico e lutenizzante provocata dalla terapia con cortisonici e estrogeni.
- Malattie croniche. La carenza di androgeni si ha anche nell’anoressia nervosa, cancro avanzato e nelle ustioni.
Mariagabriella CORBI
Dottoressa in Scienze dell'educazione - Consulente dell'educazione familiare
Mediatrice Familiare
maria.gab@hotmail.com