domenica, 03 luglio 2022

Aziende Ospedaliere e altri enti del S.s.n.: istituito l'elenco nazionale dei soggetti idonei alla nomina di direttore generale

Decreo Legislativo 4.8.2016 n. 171 - G.U. 206 del 3.9.2016 - Giovanni Dami

 

Con la pubblicazione del Decreto Legislativo 171 si isitituisce l'elenco nazionale dei soggetti idonei alla nomina di D.G. di aziende ospedaliere e altri enti del SSN. Viene altresì istituita la commissione per la realizzazione dell'elenco indicato al primo commma del decreto con compiti di valutazione dei requisiti previsti per l'inserimento dei soggetti idonei alla nomina e conseguente attribuzione di punteggio in relazione ai titoli posseduti.

(Giovanni Dami)

***

DECRETO LEGISLATIVO 4 agosto 2016, n.  171

Attuazione della delega di cui all'articolo 11, comma 1, lettera p), della legge 7 agosto 2015, n. 124, in materia di dirigenza sanitaria. (16G00185)

(GU n.206 del 3-9-2016)

Vigente al: 18-9-2016

 

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA


... Omissis...


Emana il seguente decreto legislativo: 


Art. 1

Elenco nazionale dei soggetti idonei alla  nomina  di  direttore generale delle aziende sanitarie locali, delle aziende  ospedaliere  e degli altri enti del Servizio sanitario nazionale 

1. I provvedimenti di nomina dei direttori generali delle aziende sanitarie locali, delle aziende ospedaliere e degli altri enti del Servizio sanitario nazionale sono adottati nel rispetto di quanto previsto dal presente articolo.

2. E' istituito, presso il Ministero della salute,  l'elenco nazionale dei soggetti idonei alla nomina di direttore generale delle aziende sanitarie locali, delle aziende ospedaliere  e  degli  altri enti del Servizio sanitario nazionale, 

aggiornato con  cadenza biennale. Fermo restando l'aggiornamento biennale, l'iscrizione nell'elenco e' valida per quattro anni, salvo quanto previsto dall'articolo 2, comma 7. L'elenco nazionale e' alimentato  con procedure 

informatizzate ed e' pubblicato sul sito internet del Ministero della salute.

3. Ai fini della formazione dell'elenco di cui al comma 2,  con decreto del Ministro della salute e' nominata ogni due anni,  senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, una  commissione composta da cinque membri, di cui uno designato dal Ministro della salute con funzioni di presidente scelto tra magistrati ordinari, amministrativi, contabili e avvocati dello Stato, e  quattro  esperti di comprovata competenza ed esperienza, in particolare in materia di organizzazione sanitaria o di gestione aziendale,  di  cui  uno designato dal Ministro della salute, uno designato dall'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, e due designati dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano. I componenti  della commissione possono essere nominati una sola volta  e  restano  in carica per il tempo necessario alla formazione dell'elenco e all'espletamento delle attivita' connesse e conseguenziali.  In  fase di prima applicazione, la commissione e' nominata entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto.

4. La commissione di cui al comma 3 procede alla formazione dell'elenco nazionale di cui al comma 2,  entro  centoventi  giorni dalla data di insediamento, previa pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e sul  sito internet del Ministero della salute di un avviso pubblico di selezione per titoli. Alla selezione sono ammessi i candidati che non abbiano compiuto sessantacinque anni di eta' in possesso di:

a) diploma di laurea di cui all'ordinamento previgente al decreto ministeriale 3 novembre 1999, n. 509, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 4 gennaio 2000, n. 2, ovvero laurea specialistica o magistrale;

b) comprovata esperienza dirigenziale, almeno quinquennale, nel settore sanitario o settennale in altri settori, con autonomia gestionale e diretta responsabilita' delle risorse umane, tecniche  e  o finanziarie, maturata nel settore pubblico o nel settore privato;

c) attestato rilasciato all'esito del corso  di  formazione  in materia di sanita' pubblica e di organizzazione e gestione sanitaria.  I predetti corsi sono organizzati e attivati dalle regioni, anche in ambito interregionale, avvalendosi anche dell'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, e in collaborazione con le universita' o altri soggetti pubblici o privati accreditati ai sensi dell'articolo 16-ter, del decreto legislativo 30 dicembre 1992,  n.  502,  e successive modificazioni, operanti nel campo della formazione manageriale, con periodicita' almeno  biennale.  Entro  centoventi giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto,  con Accordo in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di  Trento  e  di  Bolzano,  sono definiti i contenuti, la metodologia delle attivita' didattiche  tali da assicurare un piu' elevato livello della formazione, la durata dei corsi e  il  termine  per  l'attivazione  degli  stessi,  nonche'  le modalita' di conseguimento della certificazione. Sono fatti salvi gli attestati di formazione conseguiti alla data di entrata in vigore del presente decreto, ai sensi delle disposizioni previgenti e, in particolare dell'articolo 3-bis, comma 4, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e successive modificazioni, nonche'  gli attestati in corso di conseguimento ai sensi di quanto previsto dal medesimo articolo 3-bis, comma 4, anche se conseguiti in  data posteriore all'entrata in vigore del presente  decreto,  purche'  i corsi siano iniziati in data antecedente alla data di stipula dell'Accordo di cui al presente comma.

5. I requisiti indicati nel comma 4 devono essere  posseduti  alla data di scadenza del termine stabilito per la presentazione della domanda di ammissione. Alle domande dovranno essere allegati il curriculum formativo e professionale  e l'elenco dei titoli valutabili ai sensi del comma 6. La partecipazione alla procedura  di  selezione e' subordinata al versamento ad apposito capitolo di entrata del bilancio dello Stato di un contributo pari ad euro 30,  non rimborsabile. 

relativi introiti sono riassegnati  ad  apposito capitolo di spesa dello stato di previsione  del  Ministero  della salute per essere destinati alle spese necessarie per assicurare il supporto allo svolgimento delle procedure selettive e per la gestione dell'elenco di idonei cui al presente articolo.

6. La commissione procede alla valutazione dei titoli formativi e professionali e della comprovata esperienza  dirigenziale  assegnando un punteggio secondo parametri definiti con  decreto  del  Ministro della salute, da emanare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, e criteri specifici  predefiniti nell'avviso pubblico di cui al comma 4, considerando  in  modo paritario:

a) relativamente alla comprovata esperienza dirigenziale, la tipologia e dimensione delle strutture nelle quali e' stata maturata, anche in termini di risorse umane e finanziarie gestite, la posizione di coordinamento e responsabilita' di strutture con  incarichi  di durata non inferiore a un anno, nonche' eventuali provvedimenti di decadenza, o provvedimenti assimilabili;

b) relativamente ai titoli formativi e  professionali,  l'attivita' di docenza svolta in corsi universitari e post universitari presso istituzioni pubbliche e private di riconosciuta rilevanza, delle pubblicazioni e delle produzioni scientifiche degli  ultimi  cinque anni, il possesso di diplomi di specializzazione,  dottorati  di ricerca, master, abilitazioni professionali.

7. Il punteggio massimo complessivamente attribuibile dalla commissione a ciascun candidato e' di 100 punti e possono essere inseriti nell'elenco nazionale i candidati che abbiano conseguito un punteggio minimo non inferiore a 75 punti. Il punteggio e' assegnato ai fini dell'inserimento del candidato nell'elenco nazionale.

8. Non possono essere reinseriti nell'elenco nazionale coloro che siano stati dichiarati decaduti dal precedente incarico di direttore generale per violazione degli obblighi di trasparenza di  cui  al decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33, come modificato dal decreto legislativo 25 maggio 2016, n. 97.

Art. 2

Disposizioni relative al conferimento degli incarichi di direttore generale

1. Le regioni nominano direttori generali esclusivamente  gli iscritti all'elenco nazionale dei direttori generali di  cui all'articolo 1. A tale fine, la regione rende noto,  con  apposito avviso pubblico, pubblicato sul sito internet istituzionale della regione l'incarico che intende attribuire, ai  fini  della manifestazione di interesse da parte  dei  soggetti  iscritti nell'elenco nazionale. La valutazione  dei  candidati  per  titoli e colloquio e' effettuata da una commissione regionale, anche tenendo conto di eventuali provvedimenti di accertamento  della  violazione degli obblighi in materia di trasparenza. La commissione, composta da esperti, indicati da  qualificate  istituzioni  scientifiche indipendenti che non si trovino in situazioni  di  conflitto d'interessi, di cui uno designato dall'Agenzia  nazionale  per  i servizi sanitari regionali, e uno dalla regione, senza  nuovi  o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, propone al presidente della regione una rosa di candidati, non inferiore a tre e  non superiore a cinque, nell'ambito dei quali viene scelto quello che presenta requisiti maggiormente coerenti con le caratteristiche dell'incarico da attribuire. Nella rosa proposta non possono essere inseriti coloro che abbiano ricoperto l'incarico  di  direttore generale, per due volte consecutive, presso la medesima azienda sanitaria locale, la medesima azienda ospedaliera o il medesimo  ente del Servizio sanitario nazionale.

2. Il provvedimento di nomina, di conferma o  di  revoca  del direttore generale e' motivato e pubblicato sul sito internet istituzionale della regione e delle aziende o degli enti interessati, unitamente al curriculum del nominato, nonche' ai  curricula  degli altri candidati inclusi nella rosa. All'atto della nomina di ciascun direttore generale, le regioni definiscono e assegnano, aggiornandoli periodicamente, gli obiettivi di salute e  di  funzionamento  dei servizi con riferimento alle relative risorse, gli obiettivi di trasparenza, finalizzati a rendere i dati pubblicati di immediata comprensione e consultazione per il cittadino, con particolare riferimento ai dati di bilancio sulle spese e ai costi del personale, da indicare sia in modo aggregato che analitico,  tenendo  conto  dei canoni valutativi di cui al comma 3, e ferma restando la  piena autonomia gestionale dei direttori stessi. La durata dell'incarico di direttore generale non puo' essere inferiore a tre anni e superiore a cinque anni. Alla scadenza dell'incarico, ovvero, nelle ipotesi di decadenza e di mancata conferma dell'incarico, le regioni  procedono alla nuova nomina, previo espletamento delle  procedure  di  cui presente articolo. In caso di  commissariamento  delle  aziende sanitarie locali, delle aziende ospedaliere e degli altri enti del Servizio sanitario nazionale, il commissario e' scelto tra i soggetti inseriti nell'elenco nazionale.

3. Al fine di assicurare omogeneita' nella  valutazione dell'attivita' dei direttori generali, entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, con  Accordo  sancito in sede di Conferenza permanente per i rapporto tra lo Stato,  le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, sono  definiti  i criteri e le procedure per valutare e verificare tale attivita', tenendo conto:

a) del raggiungimento di obiettivi di salute e di funzionamento dei servizi definiti nel quadro della programmazione regionale, con particolare riferimento  all'efficienza,  all'efficacia,  alla sicurezza, all'ottimizzazione dei servizi sanitari  e al  rispetto degli obiettivi economico-finanziari e di bilancio concordati, avvalendosi anche dei dati e degli elementi forniti dall'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali;

b) della garanzia dei livelli essenziali di assistenza, anche attraverso la riduzione delle liste di attesa e  la  puntuale  e corretta trasmissione dei flussi informativi ricompresi nel Nuovo Sistema Informativo Sanitario, dei risultati del programma nazionale valutazione esiti dell'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali e dell'appropriatezza prescrittiva;

c) degli obblighi in materia di trasparenza, con particolare riferimento ai dati di bilancio sulle spese e ai costi del personale;

d) degli ulteriori adempimenti previsti dalla legislazione vigente.

4. Trascorsi ventiquattro mesi dalla nomina di ciascun direttore generale, la regione, entro sessanta giorni, sentito il parere del sindaco o della Conferenza dei sindaci di cui all'articolo  3,  comma 14, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n.  502,  e successive modificazioni, ovvero, per le aziende ospedaliere,  della  Conferenza di cui all'articolo 2, comma 2-bis, del medesimo decreto legislativo, verifica i risultati aziendali conseguiti e il raggiungimento degli obiettivi di cui ai commi 2 e 3, e in caso  di  esito  negativo dichiara, previa contestazione e nel rispetto del principio del contraddittorio, la decadenza immediata dall'incarico con risoluzione del relativo contratto, in caso di valutazione positiva la Regione procede alla conferma con provvedimento motivato. La disposizione si applica in ogni altro procedimento di valutazione dell'operato del direttore generale. A fini di monitoraggio, le regioni trasmettono all'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali una relazione biennale sulle attivita' di valutazione dei direttori generali e sui relativi esiti.

5. La regione, previa contestazione e nel  rispetto  del  principio del contraddittorio, provvede, entro trenta giorni dall'avvio del procedimento, a risolvere il contratto, dichiarando l'immediata decadenza del direttore generale con   provvedimento  motivato  e provvede alla sua sostituzione con le procedure di cui al presente articolo, se ricorrono gravi e comprovati motivi, o se la gestione presenta una situazione di grave disavanzo imputabile al mancata  raggiungimento degli obiettivi di cui al comma 3, o in caso  di manifesta violazione di legge o regolamenti o del principio di buon andamento e di imparzialita' dell'amministrazione, nonche'  di violazione degli obblighi in materia di  trasparenza di cui al decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33, come modificato dal decreto legislativo 25 maggio 2016, n. 97. In tali casi la regione provvede previo parere della Conferenza di cui all'articolo  2,  comma  2-bis, del  decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e successive modificazioni, che si esprime nel termine di dieci giorni dalla richiesta, decorsi inutilmente i quali la risoluzione del  contratto puo' avere comunque corso. Si prescinde dal  parere nei casi di particolare gravita' e urgenza. Il sindaco o  la  Conferenza  dei sindaci di cui all'articolo 3, comma 14, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e successive modificazioni, ovvero, per le aziende ospedaliere,  la Conferenza di cui  all'articolo  2,  comma 2-bis, del medesimo decreto legislativo, nel caso di manifesta inattuazione nella realizzazione del Piano attuativo locale, possono chiedere alla regione di revocare l'incarico del direttore  generale. Quando i procedimenti di valutazione e di decadenza dall'incarico  di cui al comma 4 e al presente comma riguardano i direttori  generali delle aziende ospedaliere, la Conferenza di cui al medesimo  articolo 2, comma 2-bis,  e' integrata con il sindaco  del  comune  capoluogo della provincia in cui e' situata l'azienda.

6. E' fatto salvo quanto previsto dall'articolo  52,  comma  4, lettera d), della legge 27 dicembre 2002, n. 289, e quanto previsto dall'articolo 3-bis, comma 7-bis, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e successive modificazioni, e  dall'articolo  1, commi 534 e 535, della legge 28 dicembre 2015, n. 208.

7. I provvedimenti di decadenza di cui ai commi 4 e  5  e  di decadenza automatica di cui al comma 6 sono comunicati al Ministero della salute ai fini della cancellazione dall'elenco nazionale del soggetto decaduto dall'incarico. Fermo  restando quanto disposto  al comma 6, lettera a), dell'articolo 1, i direttori generali decaduti possono essere reinseriti nell'elenco esclusivamente previa nuova selezione.

Art. 3

Disposizioni per il conferimento  dell'incarico  di  direttore sanitario, direttore amministrativo e, ove previsto dalle leggi regionali, di direttore dei servizi socio-sanitari delle aziende sanitarie locali, delle aziende ospedaliere e degli altri enti del Servizio sanitario nazionale

1. Il direttore generale, nel rispetto dei principi di trasparenza di cui al decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33,  come  modificato dal decreto legislativo 25 maggio 2016, n. 97, e di cui  all'articolo 1, comma 522, della legge 28 dicembre 2015, n. 208,  nomina  il direttore amministrativo, il direttore sanitario  e,  ove  previsto dalle leggi regionali, il direttore dei servizi socio sanitari, attingendo obbligatoriamente agli elenchi regionali di idonei,  anche di altre regioni, appositamente costituiti, previo avviso pubblico e selezione per titoli e colloquio, effettuati da una  commissione nominata dalla regione, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, e composta da esperti di  qualificate  istituzioni scientifiche indipendenti che non si trovino in  situazioni  di conflitto d'interessi, di comprovata professionalita' e  competenza nelle materie oggetto degli incarichi, di cui uno designato dalla regione. La commissione valuta i titoli formativi e professionali, scientifici e di carriera presentati dai candidati, secondo specifici criteri indicati nell'avviso pubblico, definiti, entro  centoventi giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto,  con Accordo in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento  e  di  Bolzano,  fermi restando i requisiti previsti per il direttore amministrativo e il direttore sanitario dall'articolo 3, comma 7, e dall'articolo 3-bis, comma 9, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n.  502,  e successive modificazioni. L'elenco regionale  e'  aggiornato  con cadenza biennale. L'incarico di  direttore  amministrativo,  di direttore sanitario e ove previsto dalle  leggi  regionali,  di direttore dei servizi socio sanitari, non puo' avere durata inferiore  a tre anni e superiore a cinque anni. In caso di manifesta violazione di leggi o regolamenti o del principio di buon andamento e di imparzialita' della amministrazione, il direttore generale, previa contestazione e nel rispetto del principio  del  contraddittorio, risolve il contratto, dichiarando la decadenza del direttore amministrativo e del direttore sanitario, e ove previsto dalle leggi regionali, di direttore dei servizi socio sanitari, con provvedimento motivato e provvede alla sua sostituzione con le procedure di cui al presente articolo.

Art. 4

Disposizioni in materia di inconferibilita' e incompatibilita' dell'incarico di direttore generale, di direttore sanitario, di direttore amministrativo e, ove previsto dalle leggi regionali, di direttore dei servizi socio-sanitari

1. In materia di inconferibilita' e di  incompatibilita',  si applicano all'incarico di direttore generale, di direttore amministrativo, di direttore sanitario e, ove previsto dalle leggi regionali, di direttore dei servizi socio-sanitari, le disposizioni vigenti.

Art. 5

Disposizioni transitorie

1. Fino alla costituzione dell'elenco nazionale e degli elenchi regionali di cui, rispettivamente, agli articoli 1 e 3, si applicano, per il conferimento degli incarichi di direttore  generale,  di direttore amministrativo, di direttore sanitario  e,  ove  previsto dalle leggi regionali, di direttore dei servizi socio-sanitari, delle aziende sanitarie locali e delle aziende ospedaliere e  degli  altri enti del Servizio sanitario nazionale, e per la valutazione degli stessi, le procedure vigenti alla data di entrata in vigore  del presente decreto. Nel caso in cui non e' stato costituito l'elenco regionale, per il conferimento degli incarichi di direttore amministrativo, di direttore sanitario e, ove  previsto  dalle leggi regionali, di direttore dei servizi socio-sanitari, le  regioni attingono agli altri elenchi regionali gia' costituiti.

Art. 6

Aziende ospedaliero universitarie

1. Le disposizioni di cui agli articoli 1, 2, 3, 4  e  5,  si applicano anche alle aziende  ospedaliero  universitarie,  ferma restando per la nomina del direttore generale l'intesa della  regione con il rettore.

Art. 7

Competenze delle regioni a Statuto speciale e delle province autonome

1. Le disposizioni del presente decreto sono applicabili  nelle regioni a Statuto speciale e nelle province autonome di Trento e di Bolzano compatibilmente con i rispettivi statuti e le relative  norme di attuazione, anche con riferimento alla legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3.

Art. 8

Disposizioni finanziarie

1. La partecipazione alla commissione nazionale di cui all'articolo 1 e alle commissioni regionali di cui agli articoli 2 e  3,  e'  a titolo gratuito e ai componenti non sono  corrisposti  gettoni, compensi, rimborsi di spese o altri emolumenti comunque denominati.

2. Fermo restando quanto disposto dall'articolo 1, comma 5, all'attuazione delle disposizioni derivanti dal presente decreto si provvede nell'ambito delle risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente e, comunque,  senza  nuovi  o maggiori oneri per la finanza pubblica.

Art. 9

Abrogazioni e disposizioni finali

1. A decorrere dalla data di istituzione dell'elenco  nazionale  di cui all'articolo 1, sono abrogate le disposizioni del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e successive modificazioni,  di cui all'articolo 3-bis, comma 1, commi da 3 

a 7, e commi 13  e  15. Tutti i riferimenti normativi ai commi abrogati dell'articolo 3-bis devono, conseguentemente, intendersi come  riferimenti  alle disposizioni del presente decreto.

2. Restano altresi' ferme, in ogni caso, le disposizioni recate dai commi 2, 7-bis, 8 per la parte compatibile con le disposizioni del presente decreto, e da 9 a 12 e 14 dell'articolo 3-bis, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e successive modificazioni, non abrogate dal presente decreto.

Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara' inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della  Repubblica italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.

Dato a Roma, addi' 4 agosto 2016

MATTARELLA

Visto, il Guardasigilli: Orlando

Renzi, Presidente del Consiglio dei ministri

Madia, Ministro  per  la semplificazione e la pubblica amministrazione

Lorenzin, Ministro della salute

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LaPrevidenza.it, 04/09/2016

ANGELA LACARBONARA
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