martedì, 28 giugno 2022

Demansionamento: anche il dipendente di Equitalia ha l'onere di provare l'esistenza dell'assoluto potere datoriale nel rapporto con il dipendente

Cassazione civile  sez. lav., , Sentenza 29 maggio 2012,  n. 8526

 

Con sentenza del 14/3/05 il giudice del lavoro del Tribunale di Forlì respinse la domanda proposta nei confronti della CO.RI.T. Rimini-Cesena s.p.a. da B.P., il quale aveva chiesto l'accertamento del diritto a svolgere mansioni d'ufficio interne, la declaratoria di illegittimità dell'assegnazione a mansioni inferiori e dei trasferimenti operati nei suoi riguardi dal 14/1/98 al 13/12/99 presso le sedi di Mercato Saraceno, Forlì e Meldola, con condanna della convenuta al risarcimento dei danni da dequalificazione e di quelli arrecatagli alla salute psico-fisica, nonchè al pagamento dei premi di anzianità, di rendimento, di produttività aziendale ed al rimborso delle spese di viaggio. La Corte d'appello di Bologna - sezione lavoro, investita dal gravame del B., con sentenza del 9/7/09 - 16/2/10 ha respinto l'impugnazione dopo aver condiviso le motivazioni adottate dal primo giudice per il rigetto della domanda sulla base delle seguenti considerazioni: l'inquadramento alla categoria superiore era stato solo formale, in quanto frutto di accordi desunti dalla contrattazione integrativa aziendale, essendo, invece, rimaste immutate le pregresse funzioni; all'istanza di esonero dall'attività esterna esattiva la datrice di lavoro aveva risposto col trasferimento del dipendente presso la sede di Cesena, ove le funzioni di riscossione restavano complementari rispetto alla prevalente attività interna; gli altri trasferimenti si erano resi necessari per migliorare il clima aziendale alterato dagli stessi comportamenti del B., il quale non aveva, comunque, ottemperato a tali ordini di trasferimento, lasciando scoperte le sedi di destinazione; la mancata erogazione dei premi connessi alla produttività ed al rendimento era dipesa dalla non positiva efficienza del servizio prestato; le risultanze istruttorie non avevano fornito un riscontro probatorio alla lamentata dequalificazione; il ricorrente non aveva dimostrato l'esistenza di un obbligo della datrice di lavoro di adibirlo a mansioni interne, restando così discrezionale il relativo potere datoriale, nè era stato dimostrato che lo stesso era stato esercitato in maniera non corretta, per cui, in definitiva, non sussisteva alcuna responsabilità risarcitoria della convenuta. Per la cassazione della sentenza propone ricorso il B., il quale affida l'impugnazione a sei motivi di censura...

 

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LaPrevidenza.it, 09/06/2012

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