domenica, 03 luglio 2022

Inabilità legge 335/95: il beneficio spetta anche ai cessati ante 1.1.1996

Corte Conti Liguria, Sentenza 10.3.2006 n. 218 - Avvocato Andrea Bava

 

Il beneficio spetta a chi possieda l’anzianità richiesta alla data della domanda di cessazione, e non alla data di effettiva cessazione dal servizio. Il migliore trattamento compete dal 1.01.1996 anche a chi è cessato prima di tale data.

Due interessanti sentenze della Corte dei Conti, Sezione Giurisdizionale per la Liguria riscrivono per motivi diversi, ma tramite lo stesso strumento, ossia la disapplicazione in parte qua del D.M. 187/97, il concetto di pensione di inabilità assoluta. 

Come è noto l’art. 2 comma 12 l. 335/95 statuisce: 

12. Con effetto dal 1° gennaio 1996, per i dipendenti delle Amministrazioni pubbliche di cui all'articolo 1 del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, iscritti alle forme di previdenza esclusive dell'assicurazione generale obbligatoria, nonché per le altre categorie di dipendenti iscritti alle predette forme di previdenza, cessati dal servizio per infermità non dipendenti da causa di servizio per le quali gli interessati si trovino nell'assoluta e permanente impossibilità di svolgere qualsiasi attività lavorativa, la pensione è calcolata in misura pari a quella che sarebbe spettata all'atto del compimento dei limiti di età previsti per il collocamento a riposo. In ogni caso non potrà essere computata un'anzianità utile ai fini del trattamento di pensione superiore a 40 anni e l'importo del trattamento stesso non potrà superare l'80 per cento della base pensionabile, né quello spettante nel caso che l'inabilità sia dipendente da causa di servizio. Ai fini del riconoscimento del diritto alla pensione di cui al presente comma è richiesto il possesso dei requisiti di contribuzione previsti per il conseguimento della pensione di inabilità di cui all'articolo 2 della legge 12 giugno 1984, n. 222. Con decreto dei Ministri del tesoro, per la funzione pubblica e del lavoro e della previdenza sociale saranno determinate le modalità applicative delle disposizioni del presente comma, in linea con i princìpi di cui alla legge 12 giugno 1984, n. 222, come modificata dalla presente legge. Per gli accertamenti ed i controlli dello stato di inabilità operano le competenze previste dalle vigenti disposizioni in materia di inabilità dipendente da causa di servizio. 

L’art. 2, comma 12, della legge 8 agosto 1995, n. 335, in sostanza ha esteso ai dipendenti pubblici l’istituto della pensione di inabilità previsto dall’art. 2 della legge 12 giugno 1984, n. 222, onde rimediare alla disparità, precedentemente esistente, tra impiego privato (dove appunto chi cessasse per non poter più prestare alcuna attività lavorativa aveva diritto alla pensione calcolata come se il pensionamento fosse avvenuto con il massimo dell’anzianità) e impiego pubblico, dove al contrario il diritto a pensione in tale identica ipotesi era assicurato solo se l’anzianità maturata era sufficiente al trattamento di anzianità, e solo nei limiti dell’anzianità medesima effettivamente raggiunta.

La disposizione in esame, che in sostanza intendeva assicurare ai dipendenti pubblici il trattamento dei privati alle medesime condizioni, richiedeva un intervento di adattamento per convertire i requisiti contributivi propri del regime Inps nei corrispondenti  requisiti propri dell’ordinamento pubblico (dove la contribuzione non può mai essere settimanale o giornaliera, bensì mensile).

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LaPrevidenza.it, 25/04/2007

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