lunedž, 16 dicembre 2019

Il tatuaggio invisibile non ostacola l'ammissione al concorso in Polizia

Consiglio di Stato, Sentenza 13.5.2010 n. 2950

 

Con la sentenza impugnata il primo giudice ha respinto il ricorso proposto dall’odierna appellante avverso il provvedimento con cui quest’ultima era stata esclusa dalla procedura concorsuale per la selezione di 1507 allievi agenti della P.S., nonché avverso il decreto di approvazione della relativa graduatoria. Nel dettaglio, alla contestata esclusione l’Amministrazione si è determinata avendo la Commissione medica concorsuale riscontrato, in sede di accertamento della idoneità psico fisica della candidata, la presenza di un tatuaggio in zona del corpo non coperta dall’uniforme, conseguentemente assumendo la ricorrenza dell’ipotesi di non idoneità prevista dal d.m. n. 198 del 2003, tab. 1, punto 2., lett.”b”, laddove ha riguardo a “tatuaggi sulle parti del corpo non coperte dall’uniforme, o quando, per la loro sede o natura, siano deturpanti o per il loro contenuto siano indice di personalità abnorme..”. Con la sentenza gravata, il primo giudice, nel respingere il ricorso, ha rimarcato la chiara visibilità e immediata percepibilità degli ideogrammi disegnati sull’arto sinistro della ricorrente, al di sopra della caviglia, inalterate quantomeno con l’impiego della divisa ordinaria estiva femminile in cui l’indumento della gonna non è associato alle calze a mente del d.m. 19.2.1992 che detta le caratteristiche delle divise degli appartenenti alla P.S. Nonché i criteri generali circa l’obbligo e le modalità d’uso. Insorge l’appellante sostenendo l’erroneità della sentenza di cui chiede l’annullamento. All’udienza del 2 marzo 2010 la causa è stata trattenuta per la decisione.

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LaPrevidenza.it, 27/05/2010