martedž, 14 luglio 2020

Diritto degli enti di ricerca - Le assunzioni a tempo indeterminato speciali nella ricerca. La chiamata diretta del ricercatore nel D.lgs. 127/2003

Avv. Maurizio Danza - Arbitro regionale per il pubblico impiego

 

Nell’ambito del comparto degli enti della ricerca,sono rinvenibili specifiche disposizioni normative  che prevedono particolari fattispecie di assunzione a tempo indeterminato. A tal proposito l’art. 20 c.2 e c.4 lett.a del D.Lgs. 4 giugno 2003 n.127, disciplinante il riordino del Consiglio nazionale della ricerca. Tale disposizione a ben vedere prevede una “assunzione per chiamata diretta di ricercatori” secondo le condizioni dettate dal legislatore; a tal proposito infatti il comma 2 fissa un limite percentuale rispetto alla dotazione organica, individuando le figure professionali da assumere con chiamata diretta. A tal proposito la norma dispone letteralmente che “Il C.N.R., sentito il consiglio scientifico, nell'ambito del 3 per cento dell'organico dei ricercatori, nei limiti delle disponibilità' di bilancio, può assumere per chiamata diretta, con contratto a tempo indeterminato, al massimo livello contrattuale del personale di ricerca, soggetti italiani o stranieri dotati di altissima qualificazione scientifica, ovvero, che siano stati insigniti di alti riconoscimenti scientifici in ambito internazionale.”Appare di tutta evidenza, come con tale istituto il legislatore abbia previsto una disciplina speciale “derogatoria” delle norme in materia di procedure concorsuali, basata sulla circostanza inequivocabile della sussistenza di particolari requisiti professionali in capo al ricercatore individuato. Il successivo c.4. pur sottolineando l’autonomia regolamentare del C.N.R in ordine alle procedure di assunzione summenzionate, ribadisce i principi a cui deve attenersi l’ente richiamando a tal proposito,in tema di instaurazione di rapporto di lavoro a tempo indeterminato dei ricercatori, il generale principio del concorso pubblico. A tal proposito stabilisce infatti che “Il CNR con proprio regolamento sul personale ai sensi del presente articolo, disciplina le procedure di assunzione ai diversi livelli e profili del personale ricercatore e tecnologo, valorizzando prioritariamente le esperienze di ricerca effettuate all'estero ovvero presso università' o imprese nel rispetto dei seguenti principi: a) il rapporto di lavoro a tempo indeterminato come ricercatore o tecnologo dell'ente si instaura, per i livelli di ricercatore, primo ricercatore, dirigente di ricerca, tecnologo, primo tecnologo e dirigente tecnologo, previo espletamento di concorsi pubblici per aree scientifiche o settori tecnologici, idonei a valutare competenze e attitudini finalizzate all'attività richiesta, mediante il ricorso a specifiche commissioni giudicatrici costituite in maggioranza da componenti esterni all'ente e presiedute da dirigenti di ricerca o tecnologi dell'ente o dipendenti da un ente del comparto ricerca ovvero ancora da professori universitari ordinari, con comprovata esperienza internazionale. Per accedere alla selezione per il livello iniziale occorre essere in possesso del titolo di dottore di ricerca attinente all'attività' richiesta dal bando, ovvero, aver svolto per un triennio attività' di ricerca presso università' o qualificati enti, organismi o centri di ricerca pubblici o privati, ovvero, nell'ambito dei contratti di cui al comma 3, ovvero di assegni di ricerca banditi dall'ente ai sensi dell'articolo 51, comma 6, della legge 27 dicembre 1997, n. 449, con valutazione finale delle attività'; b) la periodicità' dei concorsi e' determinata secondo le cadenze indicate nel piano triennale.”

 

 

(Maurizio Danza)

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LaPrevidenza.it, 05/07/2013

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