venerdž, 20 aprile 2018

NASpI - La Nuova Assicurazione Sociale per l'Impiego

Monografia di approfondimento - Aggiornata al 31.12.2017

 

Open week LaPrevidenza.it

La monografia di approfondimento della NASpI è una pubblicazione articolata e completa. In 20 punti sono illustrati i vari aspetti di questa prestazione a sostegno del reddito.

Il lavoro è stato realizzato dallo staff di redazione che ha rilasciato questa prima versione agiornata al 31.12.2017. La pubblicazione descrive in modo chiaro e con l'ausilio di tabelle sinottiche ed esempi le caratteristiche di questa prestazione previdenziale.

La monografia è già in fase di revisione pronta per essere aggiornata e pubblicata solo in area riservata di Rete Consulenti.

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***

Indice

1) Quadro normativo

2) Destinatari - Soggetti esclusi
2.1) Destinatari
2.2) I Soggetti esclusi

3) Le cause della perdita involontaria del lavoro
3.1) Dimissioni per giusta causa
3.2) Licenziamento disciplinare con offerta economica

4) Requisiti
4.1) I requisiti necessari per ottenere la NASpI
4.2) Il requisito delle 13 settimane
4.3) Le 13 settimane - Quale contribuzione si considera
4.4) Le 13 settimane - Quale contribuzione si esclude
4.5) Il requisito delle 30 giornate
4.6) Le 30 giornate - Ampliamento del periodo
4.7) Le 30 giornate - Particolari casistiche
 4.8) Le 30 giornate nel lavoro domestico
 4.9) Individuazione del quadriennio e situazioni particolari
4.9.1) Lavoro svolto all'estero in Stati che non hanno accordi bilaterali con l'Italia in materia di assicurazione contro la disoccupazione
 4.9.2) Aspettativa sindacale

5) Misura
 5.1.) Particolarità
 5.2) Importi spettanti nel 2017 riferiti alla misura massima e con decurtazione

6) Durata
6.1) Limite massimo, indennità di mobilità e mobilità in deroga
6.2) I periodi contributivi da prendere come riferimento
6.3) Applicazione del metodo di non computo di contribuzione che ha già dato luogo a Disoccupazione Ordinaria o ASpI

7) Presentazione della domanda

8) Decorrenza 
8.1) le condizioni
8.2) Casi particolari

9) Regime fiscale

10) Anticipazione della NASpI
10.1) Alcune caratteristiche
10.2) Condizioni
10.3) Restituzione delle somme

11) NASpI e nuova occupazione lavorativa
11.1) Lavoro subordinato
11.2) Doppio part time
11.3) Impresa individuale e lavoro autonomo
11.4) Conseguenze
11.5) Lavoro accessorio (fino al 31.12.2017)
11.6) Lavoro intermittente

12) Decadenza 

13) Sanzioni

14) La contribuzione figurativa

15) Finanziamento della NASpI
15.1) Il contributo ordinario
15.2) Tipologie di lavoratori interessati agli sgravi
15.3) Il contributo addizionale
15.4) Il contributo di licenziamento

16) Incentivo per l'assunzione di lavoratori in NASpI
16.1) Come viene corrisposto l'incentivo
16.2) Limiti
16.3) Compatibilità

17) Servizio civile e NASpI 
17.1) Compatibilità
17.2) Comunicazioni

18) Lavoro prestato all'estero e NASpI

19) NASpI e svolgimento di cariche elettive e non

20) Utilizzo diretto dei lavoratori che percepiscono la NASpI
20.1) Impegno orario settimanale
20.2) Copertura assicurativa


***

1) Quadro normativo

Regolamento CE 30.4.2004 n. 883; legge 15.7.1966 n. 604; legge 20.5.1970 n. 300; legge 12.6.1984 n. 222; legge 28.2.1986 n. 41; legge 5.2.1992 n. 104; legge 27.12.1996 n. 296 ; legge 23.12.2000 n. 388; legge 23.12.2005 n. 266; legge 20.4.2017 n. 49; D.l. 17.3.2017 n. 25; art. 2116 c.c.

D.p.r. 30.4.1970 n. 602; D.Lgs. 30.3.2001 n. 165; D.Lgs. 14.9.2011 n. 167; D.Lgs. 4.3.2015 n. 22; D.Lgs. 4.3.2015 n. 23; D.Lgs. 15.6.2015 n. 81; D.Lgs. 14.9.2015 n. 148; D.Lgs. 14.9.2015 n. 150; 

Inps, messaggio 8.1.2009 n. 367; Inps, circolare 12.12.2012 n. 137; Inps, circolare 18.12.2013 n. 175; Inps, messaggio 30.4.2015 n. 2971; Inps, circolare 12.5.2015 n. 94; Inps, circolare 29.7.2015 n. 142; Inps, messaggio 30.6.2015 n. 4441;  Ministero del Lavoro, interpello 13/2015; Ministero del Lavoro, interpello 15/2015



2) DESTINATARI E SOGGETTI ESCLUSI

2.1) Destinatari della nuova prestazione di disoccupazione sono tutti quei lavoratori che hanno perso involontariamente il lavoro:
  • Tutti i dipendenti del settore privato;
  • Lavoratori con qualifica di dirigenti;
  • Gli apprendisti, i soci lavoratori di cooperative (D.p.r. 602/70)
  • Personale artistico titolare di rapporto di lavoro subordinato (art. 13, c. 1 D.Lgs. 22/2015). Confronta con circolare Inps 94/2015

2.2) Soggetti esclusi dalla Nuova Assicurazione Sociale per l'Impiego sono:
  • I lavoratori dipendenti a tempo indeterminato delle P.A.
  • Gli operai agricoli a tempo determinato e indeterminato (art. 2, c. 1 D.Lgs. 22/2015)

Tipologia lavoratori Destinatari Soggetti esclusi
Tutti i dipendenti del settore privato X  
Dirigenti X  
Apprendisti - Soci lavoratori di cooperative (D.p.r. 602/70) X  
Personale artistico con rapporto di lavoro subordinato X  
Lavoratori dipendenti a tempo indeterminato nelle P.A.   X
Operai agricoli a tempo determinato e indeterminato   X

3) LE CAUSE DELLA PERDITA INVOLONTARIA DEL LAVORO

La perdita involontaria della propria occupazione si configura in occasione di dimissioni per giusta causa e licenziamento disciplinare con offerta economica (c.d. conciliazione agevolata)

3.1) Dimissioni per giusta causa

Come più volte ricordato la NASPI non spetta in caso di dimissioni o risoluzione consensuale del rapporto di lavoro salvo le eccezioni e le dimissioni per giusta causa.

Si considera eccezione le dimissioni rassegnate dalla lavoratrice durante il periodo di maternità tutelato corrispondente ai 300 giorni prima della data presunta del parto e fino al compimento del primo anno di vita del nascituro (ex art. 55 D.Lgs. 151/2001).

Devono intendersi dimissioni rassegnate dal lavoratore per giusta causa (con diritto alle prestazioni) per le seguenti motivazioni:
  • Mancato pagamento della retribuzione;
  • Molestie sessuali nei luoghi di lavoro;
  • Mobbing e demansionamento;
  • Trasferimento di azienda o di sede lavorativa;
  • Comportamento ingiurioso del superiore nei confronti del sottoposto (INPS, circolare 94/2015)

3.2) Licenziamento disciplinare con offerta economica

Il Ministero del Lavoro, con gli interpelli 13/2015 e 15/2015 chiarisce quali siano le ipotesi da ricomprendere ai fini concessione della NASpI con particolare riferimento al lavoratore licenzianto per motivi disciplinari. Tra questi è ricompreso il licenziamento disciplinare in sede di "Conciliazione agevolata" (ex art. 6 D.Lgs. 23/2015).
In questa fattispecie il lavoratore accetta l'offerta economica proposta dal datore di lavoro al fine di giungere alla risoluzione contrattuale per validazione del licenziamento. Secondo l'interpretazione del Ministero la fattispecie è conforme al quadro normativo e di conseguenza è corretto considerare il licenziamento disciplinare del lavoratore che accetta l'offerta economica quale fattispecie della disoccupazione involontaria con il conseguente diritto alla NASpI.


4) REQUISITI

4.1) I requisiti necessari per ottenere la NASpI sono:

  • Avere perso involontariamente la propria occupazione;
  • Trovarsi in stato di disoccupazione;
  • Fare valere almeno 13 settimane di contribuzione nei 4 anni precedenti l'inizio del periodo di disoccupazione;
  • Fare valere almeno 30 giornate di lavoro effettivo (escluso il minimale contributivo) nei 12 mesi che precedono l'inizio del periodo di disoccupazione (art. 3, c. 1 D.Lgs. 22/2015)

4.2.) Il requisito delle 13 settimane

Per perfezionare il requisito sono da ritenersi valide tutte le settimane retribuite a condizione che per le stesse risulti pagato o dovuto un salrio retributivo non inferiore ai minimali settimanali di legge.
La contribuzione dovuta e non versata si può considerare valida secondo il principio dell'automaticità delle prestazioni (ex art. 2116 c.c.).

4.3) Le 13 settimane - Quale contribuzione si considera

a) contributi previdenziali versati in occasione di rapporto di lavoro dipendente (comprensivi di quota per disoccupazione e ASpI);
b) contributi figurativi per maternità obbligatoria versati (cioè in essere) alla data di inizio dell'astensione;
c) contributi derivanti da congedo parentale se intervenuti in occasione di rapporto lavorativo regolarmente indennizzato;
d) contributi per lavoro svolto all'estero in paesi comunitari o convenzionati dove è prevista la facoltà di totalizzazione contributiva;
e) contributi derivati da astensione lavorativa causata da malattia dei figli (per un periodo massimo di 5 giornate lavorative nell'anno solare)

4.4.) Le 13 settimane - Quale contribuzione si esclude

1) Periodi di lavoro all'estero in Stati dove non esiste una convenzione bilaterale in materia di sicurezza sociale con l'Italia (ricordiamo che questi periodi non sono utili ma si considerano "neutri" ai fini dell'ampliamento del quadriennio di osservazione - Confronta e approfondisci al paragrafo "Individuazione del quadriennio e situazioni particolari");
2) Malattia e infortunio sul lavoro nel caso in cui vi sia carenza dell'integrazione retributiva da parte del datore di lavoro sempre rispettando il minimale retributivo di legge;
3) Malattia con integrazione retributiva a carico del datore di lavoro (confronta con circolare INPS 142/2015);
4) C.I.G. ordinaria e straordinaria con sospensione dell'attività lavorativa a zero ore;
5) Assenze dal lavoro per permessi e congedi fruiti dal coniuge convivente, genitore, figlio convivente, fratello o sorella convivente di soggetto portatore di handicap in situazione di gravità ai sensi dell'art. 3, c. 3 della legge 104/92.

4.5) Il requisito delle 30 giornate

In linea generale le giornate da considerare utlli sono quelle di effettiva presenza sul luogo di lavoro slegate dalla sua durata oraria e rilevabili dal flusso Uniemens (codice S).

4.6) Le 30 giornate - Ampliamento del periodo

Come ricordato in precedenza, al fine di poter individuare le 30 giornate all'interno dei 12 mesi precedenti la cessazione dell'attività lavorativa è necessario tenere presente che vi sono alcuni eventi che determinano l'ampliamento di tale lasso temporale. Questi eventi sono:

  • Periodi di malattia e infortunio sul lavoro laddove non vi sia integrazione della retribuzione a carico del datore di lavoro (sempre rispettando il minimale retributivo di legge);
  • C.I.G. ordinaria e straordinaria con sospensione dell'attività a zero ore;
  • Assenze dal lavoro per permessi e congedi fruiti dal coniuge convivente, genitore, figlio convivente, fratello o sorella convivente di soggetto portatore di handicap in situazione di gravità ai sensi dell'art. 3, c. 3 della legge 104/92.

4.7) Le 30 giornate - Particolari casistiche

Nel lavoro intermittente e nel contratto di somministrazione di lavoro le interruzioni lavorative (periodi non lavorati) sono da considerarsi neutri per l'individuazione del requisito delle 30 giornate di effettivo lavoro in quanto non utili ai fini del raggiungimento delle 13 settimane di contribuzione.

Il lavoratore agricolo può dedurre il numero delle giornate lavorative dalle buste paga qualora tale dato non sia desumibile dagli archivi telematici Inps.

In presenza di periodi che interessano contratti di solidarietà a zero ore si può procedere alla neutralizzazione dei periodi sia ai fini del raggiungimento delle 30 giornate effettivamente lavorate che del requisito delle 13 settimane di contribuzione (confronta con circolare Inps 194/2015).

Quando il flusso Uniemens non riporta i dati relativi alle giornate effettivamente lavorate come per alcune categorie di lavoratori come:
  • I lavoratori a domicilio;
  • I lavoratori con periodi neutri molto lunghi dove Uniemens non indica le giornate effettivamente lavorate ai fini della ricostruzione del quadriennio;
  • I lavoratori per i quali i dati contributivi provengono da modelli e formulari esteri
Il requisito delle 30 giornate effettivamente lavorate è da ritenersi soddisfatto quando il lavoratore può fare valere almeno 5 settimane di contribuzione nei 12 mesi precedenti la data di cessazione dal lavoro.

4.8.) Le 30 giornate nel lavoro domestico

Per il lavoratore che ha in essere un rapporto di lavoro domestico non è possibile verificare l'entità delle giornate effettivamente lavorate (in seno a ciascuna settimana retribuita).
Premesso che per la copertura di una settmana contributiva sono necessario 24 ore di lavoro, il raggiungimento dei requisiti necessari per maturare il diritto alla NASpI deve intendersi soddisfatto quando nei 12 mesi precedenti la cessazione del rapporto di lavoro il richiedente abbia svolto attività lavorativa per almeno 5 settimane.

In estrema sintesi il requisito si intende soddisfatto se il lavoratore dimostra di avere lavorato almeno 120 ore nell'anno che precede la cessazione del rapporto di lavoro.
Nella fattispecie il requisito è soddisfatto con 30 giornate in 5 settimane lavorative strutturate (convenzionalmente) di 6 giorni ciascuna.

Per calcolare il numero delle settimane accreditate nel trimestre si dovranno sommare tutte le ore lavorate dividendole per 24 (Circolare Inps 194/2015)

4.9) Individuazione del quadriennio e situazioni particolari

Di seguito sono individuate alcune casistiche che hanno una incidenza diretta nella individuazione del periodo di osservazione ovvero il quadriennio da prendere in considerazione al fine di verificare l'esistenza dei prescritti requisiti.

4.9.1) Lavoro svolto all'estero in Stati che non hanno accordi bilaterali con l'Italia in materia di assicurazione contro la disoccupazione

In questi casi l'assenza di accordi bilaterali con l'Italia sul tema specifico fa si che tali periodi siano da considerarsi neutri per:

a) la determinazioned el quadriennio all'interno del quale dovranno essere ricercate le 13 settimane di contribuzione necessarie per perfezionare parte del requisito contributivo;
b) la ricerca delle 30 giornate di lavoro effettivo nei 12 mesi precedenti la cessazione del rapporto di lavoro

con il conseguente ampliamento del periodo di monitoraggio ovvero i 4 anni precedenti l'inizio del periodo di disoccupazione

4.9.2) Aspettativa sindacale

Il lavoratore chiamato a ricopreire cariche sindacali o funzioni pubbliche ai sensi dell'art. 31 della legge 20.5.1970 n. 300 si trova in aspettativa non retribuita. Poichè tali periodi sono utili sia ai fini del diritto che della misura della pensione, non avendo assegnato alla norma un diverso e più ampio riferimento i periodi di aspettativa sindacale non sono utili per il perfezionamento del requisito contributivo per ottenere la NASpI ma sono considerati periodi neutri.
In virtù di tale considerazione i periodi di aspettativa sindacale sono considerati periodi neutri che determinano l'ampliamento del quadriennio di osservazione ai fini della ricerca della contribuzione utile riferita:

  • al lasso temporale dei 12 mesi antecedenti la cessazione del rapporto di lavoro;
  • alla ricerca delle 30 giornate di effettivo lavoro (Confronta con circolare INPS 142/2015)

4.9.3) CIG in deroga

Anche i periodi di CIG in deroga con sospensione dell'attività a zero ore (in analogia con la CIG ordinaria e straordinaria si considerano neutri ai fini della determinazione del periodo di osservazione (quadriennio) per la ricerca del requisito contributivo necessario delle 13 settimane insieme agli altri requisiti per l'accesso alla NASpI nonchè per ricercare le 30 giornate di lavoro effettivo nei 12 mesi precedenti la cessazione del rapporto di lavoro.
Quindi, i periodi derivanti da CIG in deroga a zero ore ampliano il periodo di osservazione per la ricerca sia dei 12 mesi precedenti la cessazione lavorativa che per l'individuazione delle 30 giornate di effettivo lavoro (Inps, circolare 142/2015.

4.9.4) Eventi neutri

I periodi neutri non sono utili ai fini della indivduazione del requisito contributivo lavorativo.
In caso di periodi neutri consecutivi è necessario che il primo evento inizi osia già in corso nei quattro anni di monitoraggio che interessano la ricerca del requisito contributivo. Conseguentemente il quadriennio verrà ampliato aggiungendo il periodo dell'evento neutro.

In presenza di un ulteriore evento neutro il quadriennio dovrà essere aumentato in misura eguale alla misura dell'evento. In ogni caso, ai fini della ricerca del requisito amministrativo la procedura di ampliamento si protrae fino alla ricostruzione del quadriennio sottraendo gli eventi neutri sopraggiunti.


5) MISURA

La base di calcolo della NASpI è rapportata alla retribuzione imponibile a fini previdenziali dei 4 anni che precedono la cessazione del rapporto di lavoro e divisa per il numero totale delle settimane di contriuzione moltiplicata per il coefficiente 4,33 (numero delle settimane nell'anno intero rapportate a mese - 52:12) così come indicato all'art. 4, c. 1 del D.Lgs. 22/2015.

LA MISURA NEL 2017
75% della retribuzione mensile se questa se questa è pari o inferiore (riferita all'anno 2017 - confronta con circolare inps 36/2017) a 1.195,00 euro
75% di 1.195,00 euro + 25% della retribuzione eccedente
IL TETTO MASSIMO PER L'ANNO 2017 E' PARI A €. 1.300,00
L'importo si rivaluta annualmente come previsto dall'art. 2, c. 4 del D.Lgs. 22/2015


LA MISURA DAL 2018

IMPORTI MASSIMI 
(Alla NASpI non si applica la riduzione di cui all'art. 26 legge 41/86)
AnnoRetribuzione di riferimento in euroImporto massimo erogabile nell'anno in euro
20181.208,15 (cfr. circolare 12.5.2015 n. 94)1.314,30 

5.1.) Particolarità

  • L'importo della NASpI viene ridotto del 30% a partire dal quarto mese di fruizione (art. 3, c. 3 D.Lgs. 22/2015);
  • L'indennità non subisce la trattenuta dovuta per gli apprendisti ai sensi della legge 41/86;
  • Nel caso in cui l'indennità sia riferita a frazione di mese il valore giornaliero si determina dividendo l'importo ottenuto per 30

5.2) Importi spettanti nel 2017 riferiti alla misura massima e con decurtazione

NASpI - Importi spettanti nei 24 mesi riferiti alla misura massima spettante
Con riduzioni art. 3, comma 3 D.Lgs. 22/2015
1° mese €. 1.300,00 2° mese €. 1.300,00
3° mese €. 1.300,00 4° mese €. 1.261,00
5° mese €. 1.223,17 6° mese €. 1.186,47
7° mese €. 1.150,88 8° mese €. 1.116,35
9° mese €. 1.082,86 10° mese €. 1.050,38
11° mese €. 1.018,87 12° mese €. 988,30
13° mese €. 958,65 14° mese €. 929,89
15° mese €. 902,00 16° mese €. 874,94
17° mese €. 848,69 18° mese €. 823,23
19° mese €. 798,53 20° mese €. 774,57
21° mese €. 751,34 22° mese €. 728,80
23° mese €. 706,93 24° mese €. 685,72



6) DURATA

La NASpI viene concessa per una durata massima di 24 mesi (pari alla metà delle settimane di contribuzione del periodo di osservazione - 4 anni).
Originariamente, ai sensi dell'art. 1, c. 5 del D.Lgs. 22/2015 la durata massima della indennità per gli eventi verificatisi a partire dal gennaio 2017 era stata individuata in 78 settimane. Con la pubblicazione del D.Lgs. 148/2015 la durata massima della prestazione è stata confermata in 24 mesi anche per gli eventi successivi al 31.1.2016.

6.1) Limite massimo e indennità di mobilità e mobilità in deroga

6.2)
I periodi contributivi da prendere come riferimento

La circolare INPS del 12.5.2015 n. 94 chiarisce anceh alcuni punti relativi alla contribuzione da prendere in considerazione ai fini del calcolo della durata della NASpI e ribadisce che:
  • Si considera solo ed esclusivamente la contribuzione versata nei 4 anni precedenti la data di cessazione del rapporto di lavoro (il c.d. periodo di osservazione);
  • La contribuzione versata successivamente al termine dell'ultima prestazione per disoccupazione si considera utile per determinare la durata della nuova NASpI;
  • La contribuzione versata precedentemente all'ultima prestazione per disoccupazione deve essere esclusa dal computo;

I PERIODI CONTRIBUTIVI DA PRENDERE COME RIFERIMENTO (Circ. INPS 94/2015)
Contribuzione versata nel periodo di osservazione
Si considera
Contribuzione versata dopo l'ultima prestazione per disoccupazione
Si considera
Contribuzione versata prima dell'ultima prestazione per disoccupazione
Non si considera

6.3) Applicazione del metodo di non computo di contribuzione che ha già dato luogo a Disoccupazione Ordinaria o ASpI

Al fine di applicare il metodo di non computo delle settimane che sono sono già state utilizzate per la concessione di DSO (Disoccupazione Ordinaria) o ASpI (per le quali la durata della prestazione non era rapportata alla contribuzione preesistente) il procedimento di calcolo da adottare viene esmplificato con gli esempi contenuti nella circolare 94/2015.

1) In caso di fruizione totale della DSO o ASpI viene escluso dal computo dei contributi utili per una NASpI un numero di settimane di contribuzione pari alla durata teorica della prestazione e comunque non inferiore a 52 setimane che rappresentano il requisito minimo di accesso alle prestazioni DSO e ASpI.

(1) ESEMPI DI FRUIZIONE TOTALE DELLA PRESTAZIONE
Con contribuzione necessaria accreditata PER INTERO nei 12 mesi precedenti la DSO o ASpI
In questi casi sono esclusi dal computo

A
52 settimane per i soggetti che, a seguito di eventi di cessazione dal lavoro avvenuti negli anni 2011, 2012 e 2013, hanno percepito otto mesi di prestazione avendo un'età anagrafica inferiore a 50 anni o 12 mesi avendo un'età anagrafica pari o superiore a 55 anni

B
52 settimane per i soggetti che, a seguito di eventi di cessazione dal lavoro avvenuti nel 2014, hanno percepito otto mesi di prestazione avendo un'età anagrafica inferiore a 50 anni o 12 mesi avendo un'età anagrafica pari o superiore a50 anni e inferiore a 55 anni
C 52 settimane per i soggetti che, a seguito di eventi di cessazione del lavoro avvenuti nel 2015 e fino al 30 aprile del 2015 hanno percepito 10 mesi di prestazione avendo un'età anagrafica inferiore a 50 anni
D 52 settimane per i soggetti che, a seguito di eventi di cessazione del lavoro avvenuti nel 2015 e fino al 30 aprile del 2015 hanno percepito 12 mesi di prestazione avendo un'età anagrafica pari o superiore a 50 anni e inferiore a 55 anni
 
2) In caso di fruizione parziale della DSO o ASpI, il numero di settimane di contribuzione da escludere dal computo di cui al punto precedente viene ridotto proporzionalmente in ragione del rapporto esistente tra la durata della prestazione effettivament fruita e la durata teorica che quest'ultima avrebbe dovuto avere.

(2) ESEMPI DI FRUIZIONE PARZIALE DELLA PRESTAZIONE
Con contribuzione necessaria accreditata PER INTERO nei 12 mesi precedenti la DSO o ASpI



A
Con riferimento al caso C) della precedente tabella (Tabela 1), si ipotizzi che un soggetto di età anagrafica inferiore a 50 anni, a seguito di evento di cessazione dal lavoroavvenuta nel 2015 e fino al 30 aprile 2015, abbia percepito 8 mesi dei 10 spettantigli teoricamente.
La contribuzione che permetteva di accedere alla prestazione di 10 mesi era non inferiore a 52 settimane.
Dovendo determinare quanta parte di detta contribuzione ha dato luogo alla prestazione fruita in concreto per soli 8 mesi e non può più essere utilizzata in futuro si opererà dividendo 52 per 10 e moltiplicando il risultato per 8. Si otterrà 41,6 che rappresenta il numero di settimane di contribuzione che dovrà essere escluso (sempre che tale numero di settimane sia presente negli ultimi 12 mesi) dal procedimento di calcolo della durata di una prestazione NASpI.
Analoghe modalità di proporzionamento si applicheranno per tutti gli altri casi di fruizione parziale della prestazione.

3) In entrambi i casi 1) e 2), tuttavia, per le prestazioni di DSO e ASpI con durata teorica fino a 12 mesi, nell'ipotesi in cui le settimane presenti negli ultimi 12 mesi precedenti la prestazione siano inferiori a 52, verranno esclusi dal computo dei contributi utili per una NASpI, al massimo le settimane presenti nell'arco temporale precedente alla prestazioni pari alla durata teorica che quest'ultima avrebbe dovuto avere.


(3) ESEMPI DI FRUIZIONE TOTALE DELLA PRESTAZIONE
Con contribuzione necessaria accreditata PARZIALMENTE nei 12 mesi precedenti la DSO o ASpI

A
Per un lavoratore che ha fruito interamente di prestazione DSO o ASpI, con durata teorica fino a 12 mesi, dovrebbero non essere computate ai fini di una NASpI 52 settimane. Tuttavia nei 12 mesi precedenti la prestazione di DSO o ASpI non sono presenti 52 settimane ma solo 40. Non verranno computate ai fini della NASpI solo 40 settimane



(3) ESEMPI DI FRUIZIONE PARZIALE DELLA PRESTAZIONE
Con contribuzione necessaria accreditata PARZIALMENTE nei 12 mesi precedenti la DSO o ASpI


A
Per un lavoratore che ha fruitoparzialmente di prestazione DSO o ASpI (si ipotizzino 2 mesi dei 12 spettanti) dovrebbe non essere computato ai fini della NASpI un numero di settimane pari a 2/12 di 52 settimane. Questo lavoratore può fare valere nei 12 mesi precedenti la prestazione DSO o ASpI non 52 settimane bensì 18. Non verranno computate ai fini della NASpI 9 settimane di quelle presenti nei 12 mesi precedenti la NASpI o la DSO in quanto pari a quelle di fruizione effettiva della prestazione rispetto alla durata teorica

Esempio:
Settimane presenti negli ultimi 12 mesi = 18; 2/12 di 52 settimane = 9; Si assume il minore tra i due valori cioè 9



B
Diversamente, per un lavoratore che ha fruito parzialmente di una prestazione DSO o ASpI (si ipotizzi 5 mesi dei 12 spettanti) dovrebbe non essere computato ai fini della NASpI un numero di settimane pari a 5/12 di 52 settimane. Questo lavoratore può fare valere nei 12 mesi precedente la prestazione DSO o ASpI non 52 settimane ma solo 18. Non verranno computate ai fini della NASpI solo le 18 settimane presenti nei 12 mesi precedenti l'ASpI o la DSO.

Esempio:
Settimane presenti negli ultimi 12 mesi = 18; 5/12 di 52 settimane = 18; Si assume il minore tra i due valori cioè 18



(3) ESEMPI DI FRUIZIONE TOTALE DELLA PRESTAZIONE ASpI - LAVORATORI ULTRACINQUANTACINQUENNI
Con contribuzione necessaria accreditata PER INTERO nel numero di mesi pari alla durata teorica della prestazione che precedono l'ASpI
In questi casi vengono esclusi dal computo


A
60 settimane per i soggetti che, a seguito di eventi di cessazione dal lavoro avvenuti nel 2014, hanno percepito 14 mesi di prestazione avendo un'età anagrafica pari o superiore a 55 anni e possedendo 60 settimane di contribuzione nei 14 mesi precedenti l'evento di disoccupazione.


B
69 settimane per i soggetti che, a seguito di eventi di cessazione lavorativa avvenuti nel 2015 e fino al 30 aprile del 2015, hanno percepito 16 mesi di prestazione avendo un'età anagrafica pari o superiore a 55 anni e possedendo 69 settimane di contribuzione nei 16 mesi precedenti l'evento di disoccupazione.



(3) ESEMPI DI FRUIZIONE TOTALE DELLA PRESTAZIONE ASpI - LAVORATORI ULTRACINQUANTACINQUENNI
Con contribuzione necessaria accreditata PARZIALMENTE nel numero di mesi pari alla durata teorica della prestazione che precedono l'ASpI


A
Per un lavoratore ultracinquantacinquenne che ha fruito interamente di prestazione ASpI 2014 dovrebbero non essere computate, ai fini di una NASpI, 60settimane. Tuttavia nei 14 mesi precedenti la prestazione DSO o ASpI non sono presenti 60 settimane ma solo 40. Non verranno computate ai fini della NASpI solo 40 settimane.


(3) ESEMPI DI FRUIZIONE PARZIALE DELLA PRESTAZIONE ASpI - LAVORATORI ULTRACINQUANTACINQUENNI
Con contribuzione necessaria accreditata PARZIALMENTE nel numero di mesi pari alla durata teorica della prestazione che precedono l'ASpI


A
Per un lavoratore ultracinquantacinquenne che ha fruito parzialmente di una prestazione ASpI 2015 (si ipotizzi 2 mesi dei 16 spettanti) dovrebbe non essere computato ai fini della NASpI un numero di settimane pari a 2/16 di 69 settimane. Questo lavoratore può fare valere nei 16 mesi precedenti la prestazione ASpI non 69 settimane ma solo 18 settimane. Non verranno computate ai fini della NASpI 9 settimane di quelle presenti nei 16 mesi precedenti l'ASpI in quanto pari a quelle di fruizione effettiva della prestazione rispetto alla durata teorica.

Esempio
Settimane presenti negli ultimi 16 mesi = 18; 5/16 di 69 settimane = 22; si assume il minore tra i due valori cioè 18



B
Per un lavoratore ultracinquantacinquenne che ha fruito parzialmente di una prestazione ASpI 2015 (si ipotizzi 5 mesi dei 16 spettanti) dovrebbe non essere computato ai fini della NASpIun numero di settimane pari a 5/16 di 69 settimane. Questo lavoratore può fare valere nei 16 mesi precedenti la prestazione ASpI non 69 settimane ma solo 18 settimane. Non verranno computate ai fini della NASpI solo le 18 settimane presenti nei 16 mesi precedenti l'ASpI.

Esempio
Settimane presenti negli ultimi 16 mesi = 18; 5/16 di 69 settimane = 22; si assume il minore tra i due valori cioè 18.


2) Non si computa, ai fini del calcolo della durata della NASpI, l'intera contribuzione che ha dato luogo a indennità di dispccupazione ordinariacon requisiti ridotti e mini ASpI 2012.

3) le indennità di disoccupazione mini ASpI, operando già in base ad un criterio di commisurazione alla contribuzione preesistente danno luogo ad esclusione (ai fini del calcolo di una prestazione NASpI) di un numero di settimane di contribuzione doppio rispetto alla durata avuta dalle indennità di disoccupazione mini ASpI effettivamente erogate.

4) Per tutte le prestazioni di disoccupazione ordinaria con requisiti normali (DSO) o di ASpI le cui ultime 52 settimane di contribuzione che vi hanno dato luogo siano a cavallo dell'inizio del quadriennio (o periodo di osservazione), la valutazione della contribuzione utilizzata deve riguardare (all'interno dei 12 mesi che precedono le prestazioni DSO o ASpI) prioritariamente la contribuzione più risalente delle ultime 52 settimane di contribuzione che hanno dato luogo a prestazioni DSO o ASpI anche se detta contribuzione si colloca al di fuori del quadriennio di riferimento.

CASO ESEMPLIFICATIVO
Valutazione su una prestazione di disoccupazione ordinaria (DSO) erogata nel 2012:
Contribuzione che dava luogo alla prestazione pari a 52 settimane, 22 settimane di contribuzione che hanno dato luogo alla DSO sono precedenti l'inizio del quadriennio di riferimento NASpI;
30 settimane di contribuzione che hanno dato luogo alla DSO sono comprese nel quadriennio di riferimento NASpI;
Durata teorica della prestazione DSO = 52 settimane;
durata della prestazione DSO effettivamente fruita = 26 settimane.
Le settimane non computabili ai fini della determinazione della durata di una NASpI sono in questo esempio solo 4, poichè le altre 22 settimane di contribuzione in esame sono esterne al quadriennio di riferimento NASpI.

5) Una considerazione particolare si impone sulla contribuzione versata in agricoltura nel periodo di osservazione per il calcolo della durata della NASpI.
In caso di prestazioni di disoccupazione in agricoltura erogate all'interno del quadriennio da prendere in considerazione per il calcolo della NASpI, saranno detratte dalla contribuzione utile a definire la durata di quest'ultima le giornate di effettivo lavoro dipendente, agricolo e non agricolo coperte da contribuzione contro la disoccupazione involontaria che hanno determinato la durata dell'indennità di disoccupazione agricola.
La detrazione delle giornate di effettivo lavoro dipendente in agricoltura andrà effettuata manualmente.
Al fine della durata delle indennità NASpI successiva alla prima, le indennità NASpI già percepite determinano il non computo di un numero di settimane di contribuzione doppio rispetto alla durata della prestazione NASpI percepita.



7) LA PRESENTAZIONE DELLA DOMANDA

La domanda deve essere presentata entro 68 giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro in via telematica tramite:

  • Il canale web di accesso ai servizi telematici messi a disposizione dall'Inps sul sito istituzionale mediante utilizzo di credenziali (PIN e SPID) rilasciati al cittadino;
  • Il Contact Center chiamando il numero 803164;
  • L'assistenza di Patronati e intermediari dell'istituto attraverso l'utilizzo dei servizi telematici messi a disposizione dall'istituto (confronta con messaggio Inps 2971/2015)


8) DECORRENZA

La NASpI, secondo quanto indicato all'art. 6, secondo comma del D.Lgs. 22/2015 spetta:

a) dall'ottavo giorno successivo alla data di cessazione dell'ultimo rapporto di lavoro qualora la domanda venga presentata entro l'ottavo giorno;
b) dal giorno successivo a quello di presentazione della domanda se presentata a partire dall'ottavo giorno.

8.1) Le condizioni

La NASpI può essere concessa a condizione che il richiedente partecipi regolarmente alle iniziative di attivazione lavorativa e ai percorsi di riqualificazione professionale offerti dai competenti servizi (art. 7, c. 1 D.Lgs. 22/2015).
I titolari di prestazioni a sostegno del reddito come la NASpI e la DIS-COLL disoccupati sono obbligati a prendere contatti con il Centro per l'impiego e la mancata presentazione entro i 15 giorni dalla presentazione della domanda fa scattare la convocazione finalizzata alla sottoscrizione del patto di servizio (art. 21, c. 2 D.Lgs. 150/2015)

8.2) Casi particolari

Mancato preavviso - La decorrenza della prestazione avverrà dall'ottavo giorno successivo alle date di mancato preavviso nel caso in cui la domanda sia stat presentata entro l'ottavo giorno. Se la domanda viene presentata dopo l'ottavo giorno ma comunque entro il termine del 68° giorno la decorrenza avverrà dal giorno successivo alla presentazione della domanda.

Licenziamento per giusta causa - La decorrenza della prestazione avverrà dall'ottavo giorno successivo alla data del licenziamento per giusta causa se la domanda è stata presentata entro l'ottavo giorno.
Nel caso in cui la domanda sia presentata successivamente all'ottavo giorno ma entro il termine dei 68 giorni la prestazione decorrerà dal giorno successivo alla presentazione della domanda.

Infortunio sul lavoro - Malattia professionale - Malattia comune e Maternità - La decorrenza della prestazione avverrà dall'ottavo giorno successivo alla data di fine di uno degli eventi se la domanda è stata presentata entro l'ottavo giorno.
Nel caso in cui la domanda sia presentata successivamente all'ottavo giorno ma entro il termine dei 68 giorni la prestazione decorrerà dal giorno successivo alla presentazione della domanda.


9) REGIME FISCALE

La NASpI è un trattamento  sostitutivo della retribuzione ed è pertanto assoggetata a ritenute fiscali in equiparazione al reddito da lavoro dipendente. Le trattenute sono operate dall'INPS che agisce come sostituto d'imposta. In qualità di sostituto d'imposta l'istituto provvederà al rilascio della certificazione ai fini fiscali (C.U. - Certificazione Unica).


10) ANTICIPAZIONE DELLA NASpI

Il lavoratore con diritto alla NASpI può chiedere il pagamento (in unica soluzione) degli importi a lui spettanti al fine di intraprendere una attività di lavoro autonomo.
L'art. 8, c. 1 del D.LGS. 22/2015 chiarisce quali siano le fattispecie per le quali viene concesso l'anticipo della indennità spettante (ma non ancora erogata):

a) Inizio di una attività di lavoro autonomo (artigiano, commerciante, ecc..);
b) Avvio di una impresa individuale;
c) Sottoscrizione di quote di capitale di cooperativa dove il rapporto mutualistico ha come oggetto la prestazione di attività lavorativa da parte del socio sottoscrittore della quota/quote.

10.1) Alcune caratteristiche

L'anticipazione delle somme spettanti a titolo di NASpI e non ancora riscosse determina:
  • Il mancato accredito della contribuzione figurativa;
  • Il mancato diritto alla corresponsione dell'ANF (Assegno per il Nucleo Familare)

10.2) Condizioni

Il richiedente l'anticipo della NASpI dovrà inoltrare la domanda all'INPS entro 30 giorni dalla data di inizio dell'attività autonoma, dell'avvio dell'impresa individuale o dalla data di sottoscrizione della quota di capitale sociale della cooperativa (art. 8, c. 3 D.Lgs. 22/2015). 
Il tema dell'incentivo all'autoimprenditorialità viene affrontato al paragrafo 2.9. della circolare INPS 12.5.2015 n. 194.

10.3) Restituzione delle somme

L'art. 8, c. 4 del D.Lgs. 22/2015 dispone che "il lavoratore che instaura un rapporto di lavoro subordinato prima della scadenza del periodo per cui è riconosciuta la liquidazione anticipata della NASpI è tenuto a restituire per intero l'anticipazione ottenuta, salvo il caso in cui il rapporto di lavoro subordinato sia instaurato con la cooperativa della quale il lavoratore ha sottoscritto una quota di capitale sociale.


11) NASpI E NUOVA OCCUPAZIONE LAVORATIVA

11.1) Lavoro subordinato

Per il soggetto che percepisce l'indennità per disoccupazione e inizi un'attività lavorativa con contratto di lavoro dipendente (subordinato), ai fini del mantenimento del diritto alla NASpI si dovrà determinare:

a) l'ammontare del reddito annuo del lavoratore;
b) la durata del rapporto di lavoro subordinato.

NASpI e NUOVA OCCUPAZIONE - LAVORO DIPENDENTE
CASO DURATA DEL RAPPORTO DI LAVORO EFFETTI NOTE E PRECISAZIONI



Reddito annuale superiore al reddito minimo (escluso da tassazione)

SUPERIORE A 6 MESI


LA PRESTAZIONE DECADE

**********


INFERIORE A 6 MESI

La prestazione viene sospesa per tutta la durata del contratto di lavoro
I contributi versati nel periodo della sospensione sono utili sia ai fini del raggiungimento del requisito necessario per ottenere la prestazione che per la durata (artt. 3 e 5 del D.Lgs. 22/2015)







Reddito annuale inferiore al reddito minimo (escluso da tassazione)


SUPERIORE A 6 MESI










Il diritto alla prestazione si conserva
Condizioni da soddisfare
a) Entro 30 giorni dall'inizio dell'attività della presunzione del reddito;
b) Assenza di legame o collegamento tra datore di lavoro o utilizzatore e datore o utilizzatore per i quali il lavoratore prestava la sua attività quando è cessato il rapporto di lavoro

Nota - I contributi versati nel periodo della sospensione sono utili sia ai fini del raggiungimento del requisito necessario per ottenere la prestazione che per la durata (artt. 3 e 5 del D.Lgs. 22/2015)




INFERIORE A 6 MESI

11.2) Doppio part time

E' il caso del lavoratore titolare di due rapporti di lavoro subordinato part-time il quale, a seguito di:
  1. licenziamento;
  2. dimissioni per giusta causa;
  3. risoluzione consensuale intervenuta con procedura di cui all'art. 7 legge 604/66

Metta fine ad uno dei due rapporti lavorativi a tempo parziale potendo dimostrare di possedere un reddito inferiore al limite stabilito per legge relativo alla conservazione dello status di disoccupato. In questo caso, in presenza degli altri requisiti di legge (ne abbiamo parlato al capitolo 4 di questa monografia di aprofondimento) ha diritto a percepire la NASpI in misura ridotta (art. 10 D.Lgs. 22/2015) a condizione che comunichi all'INPS entro 30 giorni dalla domanda il reddito annuo previsto così come espressamente indicato dal comma 3 dell'articolo 9 del D.Lgs. 22/2015. 

11.3) Impresa individuale e lavoro autonomo 

L'avvio di una attività di lavoro autonomo o di impresa individuale che produca un reddito con un'imposta lorda pari o inferiore alle detrazioni spettanti ai sensi dell'art. 13 del TUIR (per reddito di lavoro autonomo il limite è di 4.800 €) determina l'obbligo, per il lavoratore di inviare specifica comunicazion all'INPS entro 30 giorni dal suo inizio. Il lavoratore dovrà altresì dichiarare il reddito presunto annuo che prevede di realizzare (confronta e approfondisci con il capitolo 6 della circolare INPS 94/2015 - Abrogazioni e norme di coordinamento).

11.4) Conseguenze 

RIDUZIONE  dell'80% dell'indennità rapportata al reddito che si presume di produrre considerando il periodo intercorrente tra la data di avvio dell'impresa autonoma e la data di cessazione della disoccupazione o la fine dell'anno (se antecedente). 

CONGUAGLIO d'ufficio sui redditi presunti della riduzione operata al momento della presentazione della dichiarazione dei redditi
Nel caso in cui il soggetto interessato non sia obbligato alla presentazione della dichiarazione dei redditi il conguaglio avverrà in seguito alla presentazione di una autocertificazione da presentarsi tassativamente entro il 31 marzo di ogni anno. 

DECADENZA - La mancata presentazione della dichiarazione da parte del lavoratore comporta la decadenza dal diritto alla prestazione con la conseguente restituzione degli importi percepiti dalla data di avvio dell'impresa autonoma o della ditta individuale (art. 10, c. 1 D.Lgs. 22/2015).

11.5) Lavoro accessorio (fino al 31.12.2017)

Il lavoro accessorio è stato abrogato con il D.l. 17.3.2017 n. 25 convertito in legge 20.4.2017 n. 49. Gli effetti avranno comunque validità fino al 31.12.2017 (in costanza del regime transitorio di validità dei c.d. voucher lavorativi) pertanto le disposizioni attualmente vigenti troveranno applicazione sino a quando il legislatore in interverrà in merito.

Le prestazioni di lavoro accessorio svolte da soggetti che beneficiano di prestazioni integrative del salario o di sostegno al reddito possono essere effettuate nel limite complessivo di €. 3.000,00 (su base annua considerando il calendario civile) in ogni settore lavorativo o produttivo compresi gli Enti Locali.
Il limite complessivo dei 3.000,00 euro si riferisce ad ogni singolo lavoratore ed è rapportato in relazione alla totalità dei compensi derivanti da lavoro accessorio che il lavoratore percepisce nell'anno civile. Ciò anche se le prestazioni venissero rese nei confronti di molteplici datori di lavoro.

Per prestazioni di sostegno al reddito devono intendersi tutte quelle che hanno un rapporto diretto (che siano conseguenza) ad uno stato disoccupazione. Tali prestazioni sono:

  • la disoccupazione ordinaria;
  • la mobilità;
  • la disoccupazione speciale nel settore dell'edilizia

Prestazioni escluse

Le prestazioni di integrazione salariale erogate a consuntivo come l'indennità di disoccupazione agricola o l'indennità di disoccupazione non agricola con requisiti ridotti non sono comprese e pertanto non producono effetti in relazione allo svolgimento di prestazioni erogate a titolo di lavoro accessorio.

La CONTRIBUZIONE FIGURATIVA derivante da prestazioni di lavoro accessorio viene decurtata da quella relative alle prestazioni integrative del salario o di sostegno al reddito (art. 48, c. 2, D.Lgs. 15.6.2015 n. 81).

Superamento del limite di reddito - Il lavoratore è tenuto a comunicare all'INPS entro 30 giorni dall'inizio dell'attività lavorativa di natura occasionale il superamento del limite reddituale. In caso di attività occasionale già esistente il termine sarà di 30 giorni dalla data di presentazione della domanda di NASpI (confronta con circolare iNPS 142/2015).

Analogamente a quanto avviene in caso di svolgimento di lavoro autonomo l'INPS provvede alla riduzione dell'indennità di un importo dell'80% rapportata al periodo intercorrente tra la data di avvio dell'impresa autonoma e il termine della disoccupazopne o la fine dell'anno (se antecedente).

Si ricorda che i voucher lavorativi per lo svolgimento di lavoro accessorio richiesto alla data di entrata in vigore del D.l. 25/2017 potranno essere utilizzati fino al 31.12.2017

Nel caso in cui il soggetto interessato non sia obbligato alla presentazione della dichiarazione dei redditi il conguaglio avverrà dietro presentazione di una autocertificazione entro il 31 marzo di ogni anno.
La mancata presentazione della dichiarazione da parte del lavoratore comporta la decadenza dal diritto alla prestazione con l'obbligo di restituzione degli importi percepiti alla data di avvio dell'impresa autonoma o della ditta individuale (art. 10, c. 1, D.Lgs. 22/2015).

11.6) Lavoro intermittente - Contratto con obbligo di risposta - Con indennità di disponibilità

E' il caso del lavoratore che già riscuote l'indennità di disoccupazione NASpI che si occupi (nuova occupazione lavorativa) con contratto di lavoro intermittente dal quale derivi il diritto alla indennità di disponibilità conseguente all'obbligo di risposta alla chiamata.
Qualora il reddito da lavoro dipendente (comprensivo della indennità di disponibilità) sia inferiore a 8.000 euro (che è il limite reddituale per conservare lo stato di disoccupato) il lavoratore potrà cumulare la NASpI con il reddito da lavoro intermittente (confronta con par. 9.2 della circolare iNPS 29.7.2017 n. 142).

11.7) Lavoro intermittente - Contratto senza obbligo di risposta - Senza indennità di disponibilità

In questo caso la NASpI verrà sospesa per le sole giornate di effettiva prestazione lavorativa essendo riconosciuta relativamente ai soli periodi interni al contratto che non sono interessati da attività lavorativa tra una chiamata e l'altra.

Tuttavia l'INPS (sempre al paragrafo 9.2. della circolare 142/2015) precisa che "anche per tale tipologia di lavoro intermittente, in applicazione dell'art. 9, c. 2 del D.Lgs. 22/2015 è ammesso il cumulo delle prestazioni di disoccupazione con l'attività lavorativa qualora quest'ultima non produca un reddito che superi il limite annuo di 8.000 euro (limite indicato per il mantenimento dello status di disoccupato).
Pertanto, laddove il percettore di NASpI intenda cumulare il reddito derivante da rapporto di lavoro intermittente con la prestazione di disoccupazione è tenuto a comunicare all'INPS, entro un mese dalla ripresa dell'attività lavorativa il reddito annuo che prevede di produrre da tale attività di lavoro subordinato.
Nel caso in cui venga superao il limite di reddito la prestazione viene ridotta e sarà effettuato un conguaglio a fine anno tra redditi conseguiti in seguito all'attività lavorativa e l'indennità NASpI.

12) DECADENZA

La prestazione decade nei seguenti casi:

a) perdita dello stato di disoccupazione;
b) nuova occupazione con contratto di lavoro dipendente della durata superiore a 6 mesi;
c) avvio di una nuova attività autonoma senza che il beneficiario della prestazione effettui la comunicazione all'INPS;
d) riconoscimento del diritto all'A.O.I. (assegno ordinario di invalidità ex legge 222/84) a meno che il lavoratore non opti per la NASpI,
e) rifiuto a partecipare, senza motivazione ad una iniziativa di politica attiva o di attivazione proposta dai servizi competenti;
f) la saltuaria partecipazione agli eventi di politica attiva o di attivazione di cui al punto precedente;
g) la mancata accettazione di una congrua offerta di lavoro (Cfr. con circolare INPS 142/2015)

La prestazione NON decade in presenza della maturazione dei requisiti necessari per il pensionamento di vecchiaia o pensionamento anticipato. L'INPS, con la pubblicazione della circolare 29.7.2015 n. 142 (punto 11) ha chiarito (su indicazione del ministero) che la prestazione decade solo dall'effettiva decorrenza della pensione e non dalla maturazione dei requisiti.

13) SANZIONI
Il regime sanzionatorio per i beneficiari della indennità NASpI è regolato dall'art. 21, c. 7 del D.Lgs. 150/2015. La decadenza dalle prestazioni determina inoltre l'impossibilità ad effettuare una nuova registrazione al "Portale Nazionale del Lavoro" prima che siano decorsi due mesi dalla decorrenza medesima. 

SANZIONI PREVISTE PER I BENEFICIARI DELLA NASpI
La mancata presentazione a iniziative di orientamento lavorativo o formativo
CASISTICA SANZIONE
INIZIATIVE DI ORIENTAMENTO LAVORATIVO - CONVOCAZIONI O APPUNTAMENTI PRIMA MANCATA PRESENTAZIONE  - Decurtazione di un quarto di mensilità
SECONDA MANCATA PRESENTAZIONE - Decurtazione di una mensilità
ULTERIORE MANCATA PRESENTAZIONE - La prestazione decade
INIZIATIVE DI RIQUALIFICAZIONE - FORMATIVE - INIZIATIVA DI POLITICA ATTIVA O DI ATTIVAZIONE PRIMA MANCATA PRESENTAZIONE - Decurtazione di una mensilità
ULTERIORE MANCATA PRESENTAZIONE - La Prestaizone decade

14) La contribuzione figurativa

Il lavoratore che beneficia della NASpI ha diritto all'accreditamento della contribuzione figurativa ai fini pensionistici.
La contribuzione figurativa è rapportata alla retribuzione imponibile a fini previdenziali degli utlimi quattro anni divisa per il numero di settimane di contribuzione e moltiplicata per 4,33 (art. 1, c. 1 D.Lgs. 22/2015) entro il limite retributivo che è pari a quattro volte l'importo massimo mensile della NASpI con riferimento all'anno in corso (art. 12, c. 1, D.Lgs. 22/2015).

Esempio

Considerato che l'importo massimo della NASpI per l'anno 2017 è pari a €. 1.300,00 la retribuzione massima di riferimento da utilizzare per il calcolo della contribuzione figurativa sarà di €. 1.820,00 (1.300 x 1,4)


15) Finanziamento della NASpI

Il finanziamento della NASpI è a totalie carico del datore di lavoro mediante il pagamento di contribuzione a titolo di contributo ordinario, contributo addizionale e contributo di locenziamento.
Di seguito affrontiamo i vari aspetti di ciascuna delle tipologie di contributo che finanziano la prestazione di disoccupazione.

15.1) Il contributo ordinario (1,61%)

La composizione del contributo ordinario nel periodo 2013 - 2017 è formata dal contributo base (1,31%) e dal contributo di finanziamento dei fondi interprofessionali per la formazione continua (0,30%).

Al contributo ordinario possono essere applicati abbattimenti (sgravi) previsti dalle seguenti normative:

a) art. 120 legge 388/2000
b) art. 8 D.l. 203/2005 in caso di conferimento del TFR ai fondi di previdenza complementare o fondi di tesoreria;
c) art. 1, c. 361 legge 266/2005

15.2) Tipologie di lavoratori interessati agli sgravi

  • Soci lavoratori delle cooperative (D.p.r. 602/70) in costanza di rapporto di lavoro dipendente;
  • personale artistico, cinematografico e teatrale con contratto di lavoro dipendente dove risultino applicate (per i predetti lavoratori) le riduzioni contributive previste dalle leggi 388/2000 e 266/2005 (confronta e approfondisci con messaggio INPS del 30.6.2015 n. 4441).

15.3) Il contributo addizionale 

Pari all'1,40% della retribuzione imponibile è a carico del datore di lavoro con riferimento ai rapporti lavorativi subordinati a tempo determinato.

Il contributo è dovuto anche in occasione dell'interruzione dei rapporti lavorativi di apprendistato in assenza di dimissioni o recesso del lavoratore anche per termine del periodo di formazione (art. 2, c. 1 lettera m) del D.Lgs. 167/2011).

TIPOLOGIE DI ASSUNZIONI DOVE E' PREVISTO IL VERSAMENTO DEL CONTRIBUTO ADDIZIONALE
A) Assunzioni che si sono rese necessarie per la sostituzione di lavoratori assenti
B) Assunzioni necessitate per lo svolgimento di attività stagionali ai sensi del D.p.r. 1525/63
C) Assunzioni effettuate nei periodi contributivi maturati Dal 1° gennaio 2013 al 31 dicembre 2015 necessitate dallo svolgimento di attività definite dal contratti nazionali di lavoro stipulati entro il 31 dicembre 2011
D) Assunzioni di lavoratori con qualifica di apprendista
E) Assunzioni effettuate dalla Pubblica Amministrazione (con riferimento a contratti a tempo determinato) ai sensi dell'art. 1, c. 2 D.Lgs. 165/2001. In questo caso il contributo aggiuntivo viene recuperato quando il periodo di prova è terminato (confronta con circolare Inps 29.1.2014 n. 15)
F) Assunzione di lavoratori con contratto a termine per i quali si effettua la trasfomazione in contratto a tempo indeterminato
G) Assunzione di lavoratore con contratto a tempo indeterminato entro il termine di 6 mesi dalla cessazione del pregresso contratto a termine


15.4) Il contributo di licenziamento

Si tratta di un contributo che il datore di lavoro è obbligato a versare in tutti quei casi dove si interrompa il rapporto di lavoro a tempo indeterminato per tutte quelle cause che fanno ricnoscere al lavoratore la prestazione di disoccupazione NASpI.


IL CONTRIBUTO DI LICENZIAMENTO NON E' DOVUTO NEI SEGUENTI CASI
A) Dimissioni, con esclusione di quelle rassegnate per giusta causa o intervenute durante il periodo di maternità ***
B) Risoluzioni consensuali con esclusione di quelle derivate da procedura di conciliazione presso la Dtl nonchè da quelle per trasferimento del lavoratore in altra sede della stessa azienda distante oltre 50 km. dalla residenza del lavoratore oppure mediamente raggiungibile in 80 o più minuti mediante l'utilizzo dei mezzi pubblici ***
C) In occasione del decesso del lavoratore ***
D) Licenziamento conseguente a cambi di appalto dove si sono succedute (in rispetto di clausole sociali specifiche a tutela della continuità occupazionale) assunzioni presso altri datori di lavoro Dal 1.1.2013
E) Interruzione del rapporto di lavoro a tempo indeterminato nel settor edile ai fini del completamento delle attività di chiusura del cantiere Dal 1.1.2013

La misura del contributo di licenziamento

L'importo massimo del contributo è pari a €. 1.195,00 (art. 4, c. 2 D.Lgs. 22/2015).

Dall'1.1.2017 la misura del contributo di licenziamento viene moltiplicata per 3 in caso di licenziamento senza la stipula di un accordo sindacale.

16) INCENTIVO PER L'ASSUNZIONE DI LAVORATORI IN NASpI

I beneficiari

  • Datori di lavoro in genere;
  • Cooperative che avviano rapporti di lavoro subordinato con i soci lavoratori;
  • Imprese di somministrazione di lavoro per lavoratori assunti a scopo di somministrazione;
  • Datori di lavoro che adottano la disciplina di lavoro comunitaria dei c.d. de minimis (in questo caso è necessario trasmettere all'Inps la prescritta dichiarazione allegata alla circolare 18.12.2013 n. 175)

Quando il datore di lavoro assume un un lavoratore a tempo pieno (lavoratore che beneficia della NASpI) con contratto a tempo indeterminato beneficia di un contributo mensile del 20% della indennità mensile residua che sarebbe spettata al lavoratore (INPS, Messaggio 4441/2015).

Art. 2, c. 10 bis legge 92/2012 - Il beneficio non viene concesso quando l'impresa che ha licenziato i lavoratori nei 6 mesi precedenti può essere collegata con l'impresa che assume (si considera collegamento il controllo sulla precedente impresa che ha licenziato il lavoratore). 

Per fruitore o beneficiario di NASpI si intende quel soggetto che ha titolo alla prestazione in presenza dei requisiti di legge pur non avendola effettivamente percepita.

Lavoratore con contratto a termine con NASpI sospesa

Anche in questo caso, se il datore di lavoro trasforma in tempo pieno il contratto a tempo determinato di un lavoratore titolare di NASpI sospesa ha diritto agli incentivi di legge (confronta e approfondisci con circolare INPS 175/2013)

16.1) Come viene corrisposto l'incentivo

a) mediante l'erogazione di un contributo mensile limitatamente ai periodi di effettiva corresponsione della retribuzione. Sono considerate retribuite le giornate in cui è stata corrisposta una retribuzione ridotta;
b) per ogni giornata effettivamente lavorata. In caso di effettivo lavoro per tutto il mese l'incentivo sarà corrisposto in misura intera;
c) in misura ridotta nel caso in cui vi siano giornate non retribuite (sciopero, malattia, maternità solo per citare qualeche esempio). In questi casi si dovrà procedere al frazionamento dividendo l'importo mensile dell'incentivo per i giorni di calendario del mese interessato. Il risultato andrà moltiplicato per il numero di giornate per le quali non è stata corrisposta la retribuzione detraendo il risultato dall'intero incentivo spettante.

Esempio

IMPORTO DELL'INCENTIVO = 329,00 €
GIORNATE NON RETRIBUITE NEL MESE = 8
GIORNI DI CALENDARIO = 31

***

329:31 = 10,62 €
10,62 X 8 = 84,96 €




16.2) Limiti

  1. L'importo dell'incentivo spettante all'azienda non può superare l'importo della retribuzione corrisposta al lavoratore in relazione alla mensilità interessata. Ai fini del computo si tiene in considerazione la corresponsione di emolumenti aggiuntivi ;
  2. Il beneficio non può avere una durata più ampia rispetto al periodo di durata della prestazione che sarebbe spettata al lavoratore assunto. La durata si calcola prendendo come riferimento la data iniziale (la decorrenza della NASpI) meno quanto già benenficiato dal lavoratore alla data dell'assunzione. Il riferimento non è alla durata massima a prescindere ma si considerano le eventuali riduzioni temporali previste dalla norma per coloro che non hanno i requisiti per beneficiare dell'indennità per tutti i 24 mesi;
  3. Il diritto al beneficio previsto per l'assunzione del lavoratore cessa nel momento in cui il medesimo raggiunge il diritto a pensione di vecchiaia o pensione anticipata (confronta cin circolare INPS 175 del 2013).

16.3) Compatibilità

L'incentivo previsto per l'assunzione di lavoratori che beneficiano la NASpI è compatibile con le atre agevolazioni previste dalle normative vigenti. Inoltre:

a) Non è cumulabile con aiuti che hanno carattere finanziario:
b) Viene concesso a condizione che si rispettino i princìpi generali satbiliti dalla legge 92/2012 in tema di agevolazioni (confronta con la circolare INPS 137 del 2012);
c) E' corrisposto solo se in linea con le previsioni di cui all'art. 1, c. 1175 della legge 27.12.1996 n. 296 (regolarità del DURC)

L'art. 1175 sopra richiamato cita testualmente "A decorrere dal 1° luglio 2007, i benefici normativi e contributivi previsti dalla normativa in materia di lavoro e legislazione Sociale sono subordinati al possesso, da parte dei datori di lavoro, del documento unico di regolarità contributiva (DURC), fermi restando gli altri obblighi di legge ed il rispetto degli accordi e contratti collettivi nazionali nonchè di quelli regionali, territoriali o aziendali, laddove sottoscritti, stipulati dalle organizzazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale.

17) SERVIZIO CIVILE E NASpI 

17.1) Compatibilità

In base alla vigente normativa e alle indicazioni dell'Agenzia Entrate contenute nella circolare 10.6.2004 n. 24/E che riconducono il compenso percepito dai volontari del servizio civile al compenso per collaborazione coordinata e continuativa la concomitanza tra prestazione per disoccupazione  e svolgimento del servizio determina la riduzione della NASpI nella misura dell'80% (art. 10 del D.Lgs. 22/2015).
Conseguentemente le modalità applicative di gestione dei fruitori della NASpI che inizino il servizio civile volontario saranno le stesse riservate per i beneficiari della medesima prestazione (NASpI) che, durante il periodo indennizzato inizino una attività di lavoro parasubordinata (le specifiche modalità sono contenute nella circolare INPS 94/2015, punto 2.10.b).
In concomitanza dei due eventi si realizza la copertura contributiva relativa ai periodi di disoccupazione indennizzata pertanto, per i periodi in cui non c'è sovrapposizione tra servizio civile e NASpI non essendo coperti da contribuzione figurativa tali periodi potranno essere riscattati in tutto o in parte.

ESEMPI
CASO CONSEGUENZA
NASpI e Servizio civile dall'1.1.2012 al 31.12.2012 - Lavoratore in piena concomitanza tra servizio civile e NASpI L'accredito della contribuzione sarà per tutto il periodo - La tipologia della contribuzione accreditata sarà quella derivante dall NASpI.
Servizio civile dall'1.1.2012 al 31.12.2012
NASpI dall'1.5.2012 al 31.12.2012
L'accredito della contribuzione figurativa per NASpI avverrà solo dal 1° maggio 2012 mentre per il periodo dal 1° gennaio al 30 aprile 2012 si potrà avanzare domanda di riscatto ai sensi dell'articolo 13 della legge 1338 del 1962 

17.2) Comunicazioni

Poichè l'inizio del servizio civile non risulta da archivio Unilav tutte le comunicazioni relative all'inizio del servizio e la comunicazione del compenso annuo previsto aono a carico dell'interessato (Circolare Inps 142/2015)

Il termine per effettuare la comunicazione di inizio del servizio civile volontario è di un mese dall'inizio del servizio medesimo quando si è in costanza di fruizione della prestazione oppure entro un mese dalla domanda di presentazione della NASpI trasmessa in seguito alla cessazione del precedente rapporto lavorativo (nel caso in cui il servizio civile sia in corso di svolgimento).

SERVIZIO CIVILE E NASpI - TERMINI PER L'INVIO DELLE COMUNICAZIONI ALL'INPS
CASO TERMINI
Quando l'interessato sta beneficiando della NASpI 1 mese dall'inizio del servizio civile
Quando è cessato il precedente rapporto lavorativo 1 mese dalla presentazione della domanda di NASpI


18) LAVORO PRESTATO ALL'ESTERO E NASpI

Quali effetti si ripercuotono sulla NASpI in caso di lavoro prestato all'estero?

Il tema viene affrontato dall'INPS (cfr. con par. 9.3 della circolare Inps 29/7/2015 n. 142) che individua le varie casistiche di seguito rappresentate in tabella.

Quando il fruitore della prestazione sottoscrive un contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato all'estero occorre verificare in quale paese sia stato attivato il contratto medesimo ovvero:

  • In uno Stato che applica la normativa comunitaria;
  • In uno Stato non comunitario che sia convenzionato con l'Italia in materia di disoccupazione con previsione di esportabilità della prestazione;
  • In uno Stato non comunitario che non sia convenzionato con l'Italia in materia di disoccupazione

NASpI E LAVORO PRESTATO ALL'ESTERO
CASISTICA NOTE E CHIARIMENTI
Lavoratore che beneficia di NASpI che si reca in un paese che applica la normativa comunitaria e prevede l'esportabilità della prestazione Il lavoratore può  chiedere di esportare la prestazione poichè è in cerca di lavoro presso lo Stato estero che applica la normativa comunitaria (Regolamento CE 30.4.2004 n. 883). Se il lavoratore sottoscrive un contratto di lavoro nello Stato in cui si è trasferito la NASpI decade
Lavoratore che beneficia della NASpI e che lascia l'Italia avendo già sottoscritto un contratto di lavoro in uno Stato che applica la normativa comunitaria  In questo caso la NASpI viene sospesa fino ad un massimo di 6 mesi. Per poter ripristinare l'indennità sarà necessario verificare che il lavoratore non sia iscritto nelle liste dell'ufficio del lavoro dello Stato dove ha svolto la attività lavorativa richiamata in precedenza e non abbia richiesto analoga prestazione di disoccupazione allo Stato estero. In presenza delle ultime due condizioni richiamate (iscrizione nelle liste dell'ufficio del lavoro dello Stato estero e fruizione di prestazione a carico del medesimo Stato) la prestazione decade
Lavoratore che beneficia della NASpI e che si reca in uno Stato non comunitario che applica l'esportabilità della prestazione convenzionato con l'Italia in materia di disoccupazione che esporta la prestazione  Il lavoratore (che non è più in carico al Centro per l'Impiego in Italia) può chiedere l'esportabilità della prestazione di disoccupazione NASpI ai sensi del già citato regolamento CE 883/2004. Nel caso in cui detto lavoratore sottoscriva un contratto di lavoro in detto Stato la NASpI decade
Lavoratore che beneficia della NASpI che abbandona l'Italia avendo già sottoscritto un contratto di lavoro in un paese non comunitario convenzionato con l'Italia in materia di disoccupazione con previsione di esportabilità della prestazione  In questo caso il lavoratore è iscritto al Centro per l'Impiego in Italia. La NASpI verrà sospesa fino ad un massimo di 6 mesi. Per poter ripristinare l'indennità sarà necessario verificare che il lavoratore non sia iscritto nelle liste dell'ufficio del lavoro dello Stato dove ha svolto la attività lavorativa richiamata in precedenza e non abbia richiesto analoga prestazione di disoccupazione allo Stato estero. In presenza delle ultime due condizioni richiamate (iscrizione nelle liste dell'ufficio del lavoro dello Stato estero e fruizione di prestazione a carico del medesimo Stato) la prestazione decade
Lavoratore percettore di NASpI che si reca in un paese non comunitario e non convenzionato con l'Italia in materia di disoccupazione Prima opera la sospensione fino a 6 mesi e dopo la decadenza dal diritto nel caso in cui il soggetto abbia già sottoscritto un contratto di lavoro. Se l'interessato si sposta verso l'altro Stato per brevi periodi e per motivazioni ampiamente documentate trovano applicazione le disposizioni fornite dall'Inps con il messaggio 367/2009
Lavoratore che riscuote la NASpI e che sottoscriva in Italia un contratto di lavoror dipendente da svolgere presso uno Stato che applica la normativa comunitaria In questo caso il rapporto lavorativo viene disciplinato dalle normative Italiane. Ne consegue che si applica il D.Lgs. 22/2015 dove, all'art. 9 si individuano le modalità di sospensione, decadenza e riduzione della prestazione a suo tempo concessa. Per analogia possiamo citare l'esempio del lavoratore che riscuote la NASpI e che intenda nuovamente occuparsi in territorio Italiano 



19) NASpI E SVOLGIMENTO DI CARICHE ELETTIVE E NON

Il lavoratore che ricopre cariche pubbliche (percependo l'indennità di funzione prevista per legge) e perde involontariamente il posto di lavoro può, in presenza dei requisiti di legge accedere alla prestazione di disoccupazione NASpI.
L'indennità di funzione per svolgimento di cariche pubbliche è equiparata al reddito di lavoro dipendente e pertanto, in caso di nuova occupazione troveranno applicazione le modalità di cumulo, sospensione e decadenza previste per il caso specifico (ciò anche in relazione all'importo annuo lordo della indennità e alla durata della carica rivestita). Ne abbiamo parlato nel paragrafo "Decadenza NASpI e nuova occupazione.

Secondo quanto contenuto nella circolare INPS 142/2015 il beneficiario della prestazione ha l'obbligo di comunicare all'istituto l'inizio dello svolgimento della carica pubblica e l'importo annuo della indennità percepita a tale titolo.

20) UTILIZZO DIRETTO DI LAVORATORI CHE PERCEPISCONO LA NASpI

Secondo quanto disposto dall'art. 26, c. 1 del D.Lgs. 22/2015, al fine di permettere il mantenimento e lo sviluppo delle competenze acquisite, i soggetti che fruiscono della NASpI o comunque di sostegno al reddito in costanza di rapporto di lavoro possono essere chiamati a svolgere attività varie con fini di pubblica utilità a beneficio della comunità territoriale di appartenenza e sotto la direzione ed il coordinamento delle pubbliche amministrazioni (art. 1, c. 2 D.Lgs 165/2001) presenti nel territorio del comune di residenza.

L'utilizzo dei lavoratori, così come indicato all'art. 26, comma 3 del già citato D.Lgs. 150/2015:

  • Avviene mediante la sottoscrizione di convenzioni;
  • Non si configura come inizio di un ulteriore rapporto di lavoro;
  • non deve incidere negativamente sul corretto svolgimento del rapporto lavorativo in essere

20.1) Impegno orario settimanale

I soggetti impegnati in lavori di pubblica utilità che percepiscono strumenti di sostegno al reddito devono essere impegnati nei limiti massimi di orario settimanale corrispondente alla proporzione tra il trattamento stesso e il livello retributivo iniziale, calcolato al netto ritenute previdenziali ed assistenziali, previsto per i dipendenti che svolgono attività analoghe presso il soggetto promotore dell'intervento (art. 26, comma 4 D.Lgs. 150/2015).

20.2) Copertura assicurativa

Il comma 8 del decreto dispone che per i soggetti utilizzatori di lavoratori che beneficiano di strumenti di sostegno al reddito vi è l'obbligo di attivare idonee coperture assicurative persso l'INAIL connesse allo svolgimento dell'attività lavorativa nonchè specifiche coperture assicurative per la responsabilità civile presso terzi.


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LaPrevidenza.it, 16/04/2018

DANIELA CONTE
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