venerdž, 13 dicembre 2019

Tassazione ridotta sul trattamento percepito a titolo di pensione integrativa

Cassazione civile  sez. trib. 3 dicembre 2010 n. 24577

 

L'Agenzia, con il primo motivo, denuncia – in relazione all’art. 360 c.p.c., n. 3, 4 e 5 – la violazione e falsa applicazione dell’art. 112 c.p.c. E del D.P.R. n. 602 del 1973, art. 38 nonché vizi della motivazione per avere la sentenza impugnata: - in mancanza di appello sul punto e quindi in ultrapetizione, stabilito che per le domande di rimborso operava il termine decadenziale di 18 mesi se antecedenti il 18.5.99 e di 48 mesi se presentate successivamente; - comunque erroneamente individuato la data alla quale fare riferimento per individuare la corretta durata del termine decadenziale, che è invece quella dell’1.1.2001, data di entrata in vigore della riforma del D.P.R. n. 602 del 1973, art. 38 introdotta dalla L. n. 388 del 2000, art. 38.

Tale censura, che contiene una pluralità di profili, è solo parzialmente fondata.

Preliminarmente va esaminato la doglianza di ultrapetizione: la stessa è infondata. In effetti, come si ricava dalla sentenza impugnata (non contrastata con i necessari e specifici richiami sul punto) il giudice di primo grado, nel disporre il rimborso, aveva distinto “precisando che per quanto concerne le ritenute di acconto operate alla fonte si applica la prescrizione decennale ex art. 2946 c.c. Mentre per quanto riguarda i versamenti diretti va osservato il termine decadenziale di 18 o 48 mesi a seconda della data di presentazione della domanda di rimborso. Contro tale punto l'agenzia aveva proposto appello in quanto “appare errato il riconoscere l'applicabilità del termine prescrizionale decennale, perché nella fattispecie anche la giurisprudenza di cassazione ritiene applicabile solo quello previsto dal D.P.R. n. 602 del 1973, art. 38. Gli appellati, controdeducendo, avevano a loro volta eccepito che “le eccezioni in tema di termini prescrizionali sono tutte riproposte per la prima volta in appello e sono quindi inammissibili”. E' chiaro, in virtù di tali passaggi, che non soffre di ultra petizione il punto della sentenza impugnata che, decidendo uno specifico punto dell’appello, prima motiva differenziando tra le fattispecie sussumibili sotto il D.P.R. n. 602 del 1973, art. 37 e quelle sussumibili sotto l'art 38 cit. D.P.R., e poi dispone sia in ordine all’applicabilità alle fattispecie in esame del D.P.R. n. 602 del 1973, art. 38 sia con riferimento al dies a quo per il relativo calcolo. La doglianza in esame è fondata invece per quanto attiene l'individuazione della data alla quale fare riferimento per calcolare la durata del termine decadenziale da applicare. I giudici dell’appello correttamente ritengono che nel caso di specie, non operando la ritenuta direttamente l'Amministrazione dello Stato, dovesse trovare applicazione il D.P.R. n. 602 del 1973, art. 38 e quindi il termine decadenziale dallo stesso previsto, ovvero di 18 mesi prima della riforma e di 48 mesi dopo detta riforma. Errano però nell’individuazione della norma con la quale è stato modificato il detto art. 38 e quindi della data di entrata in vigore della stessa. Ed infatti il cit. art. 38 disciplina con i commi 1 e 2 due diverse ipotesi a seconda che la domanda di rimborso sia presentata dal soggetto che ha effettuato il versamento diretto (cioè il sostituto d'imposta diverso dall’amministrazione statale), oppure dal percipiente delle somme assoggettate a ritenuta, in entrambi i casi l'iniziale termine di decadenza di diciotto mesi e stato elevato a quello di quarantotto mesi, ma nel primo caso (sostituto d'imposta) il termine è stato elevato dalla L. n. 133 del 1999, art. 1, comma 5 con decorrenza dal 18.5.1999; nel secondo caso (percipiente) è stato elevato dalla L. n. 388 del 2000, art. 34, comma 6 con decorrenza dall’1.1.2001. Nel caso di specie la domanda di rimborso è stata presentata dai pensionato, percettore della pensione integrativa erogata dal Fondo Inail: trova pertanto applicazione il comma 2 del cit. art. 38 e, conseguentemente, la data di entrata in vigore del nuovo e più ampio termine decadenziale è quella dell’1.1.2001 (salvi, evidentemente, i principi generali in tema di efficacia delle leggi nel tempo)...

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LaPrevidenza.it, 27/01/2011