marted́, 27 ottobre 2020

Mobilità volontaria e scorrimento delle graduatorie ai fini del reclutamento del personale nella P.A.: si pronuncia il Consiglio di Stato

Consiglio di Stato, sez. V, sentenza 27 marzo - 31 luglio 2012, n. 4329

 

Il Comune di Fiumicino, in data 28 febbraio 2011, indiceva “bando per mobilità esterna ex art. 30 del d. lgv. n. 165 del 2001 per la formazione di una graduatoria per la eventuale copertura a tempo indeterminato, tramite selezione pubblica per titoli (curriculum) e colloquio, di posti di istruttore di vigilanza – categoria C – posizione economica C1”. 2.- Con ricorso al TAR Lazio, M. R. e tutti gli altri indicati in epigrafe, impugnavano la determinazione dirigenziale di indizione del suddetto bando di mobilità esterna. Essi ricorrenti, collocati tra gli idonei nella graduatoria relativa alla procedura concorsuale “selezione pubblica per esami e titoli (prove scritte articolate in quiz e prova orale) per la copertura con contratto di lavoro a tempo indeterminato, pieno o parziale di n. 10 posti di istruttore di vigilanza – categoria C – posizione economica C1”, approvata nel mese di dicembre 2008 e ancora valida perché di durata triennale, assumevano che l’indizione del bando di mobilità era immediatamente lesiva della loro posizione giuridica, di pieno diritto o di interesse legittimo ad essere assunti sui posti oggetto del bando di mobilità. 3.- Il TAR Lazio, respinta l’eccezione preliminare di difetto di giurisdizione sollevata dal Comune di Fiumicino, e prescindendo dall’esame delle altre eccezioni in rito, respingeva il ricorso sull’assunto che il comma 2 bis dell’art. 30 del d. lgv. 30 marzo 2001, n. 165 (“Passaggio diretto di personale tra amministrazioni diverse”) a seguito delle modifiche intervenute con il d. l. 31 gennaio 2005, n. 7, convertito dalla legge 31 marzo 2005, n. 43 e con la legge 28 novembre 2005, n. 246, imporrebbe alle pubbliche amministrazioni, compresi gli enti locali, che devono coprire eventuali posti vacanti del proprio organico, di avviare le procedure di mobilità prima di procedere all’espletamento delle procedure concorsuali, e che tale disposizioni varrebbe anche con riferimento all’utilizzazione delle graduatorie ancora valide. 4.- I ricorrenti, con l’atto in esame, hanno impugnato la suddetta sentenza, di cui chiedono l’annullamento o la riforma per error in iudicando alla stregua dei seguenti motivi: 1) ingiustizia; violazione e falsa applicazione dell’art. 97 Cost.; violazione e falsa applicazione dell’art. 91 T.U. Enti Locali (d. lgv. n. 267 del 2000); violazione e falsa applicazione dell’art. 30, comma 1 e 2 bis del d. lgv. n. 165 del 2001, come modificato dal d. lgv. n. 150 del 2009; falsa applicazione dell’art. 2 della delibera G.M. n. 152 del 9 novembre 2010; eccesso di potere per illogicità manifesta e contraddittorietà; 2) ingiustizia; violazione e falsa applicazione degli artt. 81 e 97 della Costituzione; dell’art. 1 della l. n. 241 del 1990; violazione dei principi di economicità ed efficienza; violazione e malgoverno dei principi vigenti in materia di eccesso di potere; contraddittorietà e manifesta irragionevolezza; 3) ingiustizia; violazione e malgoverno dei principi vigenti in materia di eccesso di potere reso palese dall’illogicità manifesta e dalla contraddittorietà dell’operato del Comune. Si è costituito in giudizio il Comune di Fiumicino che ha riproposto l’eccezione di difetto di giurisdizione, l’eccezione di improcedibilità per acquiescenza; di inammissibilità per omessa notifica del ricorso alla contro interessata Q. M. G., che ha presentato domanda di partecipazione al bando di mobilità e nel merito ha dedotto l’infondatezza dei motivi di appello, chiedendone il rigetto, con conferma della sentenza di primo grado. Le parti hanno depositato memorie difensive e alla pubblica udienza del 27 marzo 2012, il giudizio è stato assunto in decisione. 5.- L’eccezione di difetto di giurisdizione, riproposta dal Comune di Fiumicino con memoria di costituzione, è inammissibile, perché il relativo capo della sentenza del TAR, che sul punto ha statuito, non è stato impugnato dal Comune con appello incidentale. A norma dell’art. 161 c.p.c., le nullità anche insanabili, tra le quali rientra il difetto di giurisdizione, possono essere fatte valere solo con i mezzi di impugnazione e secondo le regole proprie di questi, secondo una disciplina applicabile pure al giudizio amministrativo, con la conseguenza di impedirne la rilevabilità negli altri gradi di giurisdizione, ove la mancata impugnazione nei modi e termini suddetti, abbia formato sulla questione della giurisdizione giudicato implicito (cfr. Cass. civ. sez. unite, 25 giugno 2009, n. 14889; 25 maggio 2009, n. 11986; 9 ottobre 2008, n. 24883). 6.- Va respinta l’eccezione di improcedibilità dell’appello per acquiescenza all’atto di riapertura dei termini del bando impugnato. L’assunto è infondato in fatto, atteso che i ricorrenti hanno impugnato con ricorso notificato nei termini la determinazione dirigenziale di riapertura dei termini per la presentazione delle domande di partecipazione alla selezione pubblica per la formazione della graduatoria per la copertura dei posti di cui trattasi, a mezzo mobilità esterna ex art. 30 del d. lgv. n. 165 del 2001. In ogni caso, l’atto di riapertura dei termini non è idoneo ad elidere l’interesse azionato avverso il bando di mobilità il cui accoglimento, stante il rapporto di presupposizione, comporterebbe l’invalidità con effetto caducante sugli atti conseguenti, quale è quello di riapertura dei termini...

 

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LaPrevidenza.it, 31/10/2012

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