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Risarcimento del danno da ripetute trasfusioni di sangue e plasma. ResponsabilitÓ della struttura sanitaria e cumulabilitÓ del danno con l'indennizzo ai sensi della legge 210/92
La transazione con l'assicurazione ed i limiti al risarcimento del danno
Sindrome da fatica cronica nel dipendente ospedaliero, risarcimento del danno e cambio della mansione lavorativa
Il risarcimento del danno non sempre si adegua al valore della moneta del paese di origine del danneggiato
Dirigente medico di pronto soccorso: reintegra nel posto di lavoro senza risarcimento del danno a causa di malattia non afferente al presunto demansionamento
Contratto di somministrazione e richiesta di risarcimento del danno
La nuova frontiera del risarcimento derivante dal danno morale: il suicidio del congiunto
Legittimo il risarcimento dei danni morali alla convivente della vittima del reato
Illegittimo l'aumento del premio causato da scambio di informazioni sensibili tra imprese assicuratrici. Ne deriva la condanna al risarcimento del danno in via equitativa e la soccombenza per le spese
Risarcimento del danno al dipendente pubblico che per anni ha lavorato di domenica senza riposo compensativo
Sinistri stradali: l'assoluzione nel giudizio penale non esonera dal risarcimento in sede civile.
Agenzia Entrate non ha diritto al risarcimento del danno all'immagine
Risarcimento del danno ed indennizzo ex lege 210/92: in caso di eccezione di compensazione Ŕ onere del Ministero della Salute allegare e provare l'effettiva corresponsione dell'indennizzo e l'entitÓ
Aggiornamento annuale degli importi per il risarcimento del danno biologico per lesioni di lieve entitÓ
Danni da sangue infetto: la Cassazione ribadisce che la data di presentazione della domanda di indennizzo rappresenta la barriera preclusiva finale per l'azione di risarcimento
Vittime del dovere: risarcimento, interessi legali e imposizione fiscale dei relativi trattamenti
Il risarcimento da perdita di chances si configura anche con il venir meno di una apprezzabile possibilitÓ di aggiudicarsi un appalto
La ritardata reintegra nel posto di lavoro determina il risarcimento del danno alla professionalitÓ e alla perdita di chances
Il risarcimento del danno da demansionamento e dequalificazione non si configura con un mero atteggiamento di pregiudizio da parte del datore di lavoro
Spina bifida: errata valutazione medico legale con ausilio di specifico esame diagnostico e risarcimento del danno
Risarcimento del danno non patrimoniale all'ex coniuge superstite per la morte dell'altro
Pensione di reversibilitÓ al coniuge separato
Fondo Volo: recupero contribuzione da destinarsi alla previdenza complementare
Disoccupazione speciale per i frontalieri italiani in Svizzera: importi per il 2003
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Pensioni

Indebito pensionistico e recupero da parte dell'Inpdap
(Sentenza Corte dei conti, sez. Marche, 27 febbraio 2012 - Avv. Daniela Carbone)

Con sentenza pubblicata il 27.2.2012, la Corte dei conti, sez. Marche, Dott.ssa D. Scandurra, ha affermato l’irripetibilità delle somme indebitamente corrisposte sulla pensione del ricorrente, con il conseguente obbligo per l’Amministrazione di rimborsare quanto recuperato, in quanto gli errori commessi a causa dell’automazione delle procedure non debbono far carico, sempre e comunque, ai titolari delle pensioni, a fronte del vantaggio di ricevere tempestivamente i pagamenti. Secondo il giudice adito, la tempestività delle procedure non può essere riguardata come un bene aggiuntivo dei pensionati ma come assetto normale e doveroso dei servizi della erogati dalla P.A., anche se di faticosa realizzazione.

La fattispecie di causa attiene all’indebito sorto per omessa effettuazione delle ritenute in conto entrate Tesoro, ex artt. 141 del d.P.R. n. 1092 del 1973 e 21 della legge n. 78 del 1983 (poi abrogati dall'art. 2268, comma 1, n. 691, del D.Lgs. 15 marzo 2010, n. 66, recante “Codice dell'ordinamento militare” con decorrenza ottobre 2010), da parte dell’Inpdap (subentrato dal 01.01.2003 all’Amministrazione militare nella presa in carico della partita di pensione), a seguito di “un’anomalia interna al sistema informatico”. In particolare, gli indebiti pagamenti sono derivati da un errore che si è verificato in sede di esecuzione del provvedimento di liquidazione della pensione, indipendentemente, quindi, dall’emanazione di un successivo decreto di revoca e di modifica. Ne consegue, pertanto, l’inapplicabilità dell’art. 206 del d.P.R. n. 1092 del 1973 sopra richiamato.

Le altre norme invocate a sostegno della pretesa fatta valere sono costituite dall’art. 9 della legge 7 agosto 1985, n. 428 e dall’art. 5 del d.P.R. n. 429/1986.

La sentenza ripercorre esaustivamente la normativa vigente in materia, evidenziando che, nel caso di specie, non si è trattato di una lavorazione meccanografica relativa a variazioni di carattere generale, ma di una lavorazione riguardante una specifica partita di pensione e, pertanto, soggetta alla disciplina dell’art. 9 della legge 428/1985, che prevede, appunto, l’effettuazione del controllo entro il termine di un anno, trascorso il quale le liquidazioni diventano definitive, senza alcuna possibilità di recupero.

E comunque, ancorché si voglia ritenere che la possibilità del recupero permanga oltre il termine annuale di revisione, il recupero stesso non è incondizionato, in quanto il carattere non più provvisorio dei pagamenti effettuati rende applicabile, per identità di principio, il criterio di cui all’art. 206 del t.u. 1092/1973, che consente la ripetibilità soltanto in presenza di dolo del pensionato. Poiché nel caso di specie non sussiste alcun dolo da parte del pensionato, l’amministrazione è stata condannata alla restituzione di quanto trattenuto per irripetibilità dell’indebito.

Documento integrale

LaPrevidenza.it, 24/03/2012

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