venerdì, 03 dicembre 2021

Vittime del dovere: il Consiglio di Stato si piega ma non si spezza

Avv. Andrea Bava

 

Come limitare il portato di una legge in vigore sulla base di una legge abrogata (nota a commento della sentenza del Consiglio di Stato 12 gennaio 2012, n. 480).

Una recentissima sentenza del Consiglio di Stato, pubblicata su LA PREVIDENZA.it del 9 febbraio 2012, ha respinto la domanda della famiglia di un povero militare di leva, deceduto nel 1972 a causa di una valanga che lo aveva colpito in una marcia di addestramento in alta montagna, diretta all’ottenimento dei benefici quale Vittima del Dovere ex art. 1 comma 564 l. 266/05.

La sentenza in esame meriterà una attenta disamina, onde dimostrare come in effetti, in questo caso, ci si trovi di fronte ad una sentenza assolutamente non condivisibile sul piano del diritto, nonché assai dolorosa sul piano del fatto: insomma, una palese ingiustizia.

Prima di passare a esaminare nei suoi vari passaggi la sentenza in commento, giova introdurre l’argomento richiamando per sommi capi, giusto quelli poi necessari per trattare la sentenza in commento, la nozione di Vittima del Dovere (e soggetti equiparati) che sortisce dalla legge 266/05, art. 1 commi 563 e 564, (norma quest’ultima invocata dal ricorrente nella fattispecie), nonché dal regolamento di attuazione poi fornito dal D.P.R. 243/06  .

Il comma 563   si pone  in una posizione estensiva del concetto di Vittima del Dovere precedentemente delineato  dai primi tre articoli della  Legge 27/10/1973 n. 629, e in particolare dall’art. 3  secondo comma , introdotto dall'articolo 1 della legge 13 agosto 1980, n. 466, e ciò sia dal punto di vista soggettivo, che oggettivo.

Dal punto di vista soggettivo l’estensione si evince dal fatto che la nuova norma contempla come potenziali beneficiari non solo i soggetti di cui all'articolo 3 della legge 13 agosto 1980, n. 466 (ossia quelli già ritenuti tali dalla norma previgente: “magistrati ordinari, ai militari dell'Arma dei carabinieri, del Corpo della guardia di finanza, del Corpo delle guardie di pubblica sicurezza, del Corpo degli agenti di custodia, al personale del Corpo forestale dello Stato, ai funzionari di pubblica sicurezza, al personale del Corpo di polizia femminile, al personale civile dell'Amministrazione degli istituti di prevenzione e di pena, ai vigili del fuoco, agli appartenenti alle Forze armate dello Stato”) ma altresì “tutti i pubblici dipendenti, deceduti o che abbiano subito un'invalidita' permanente in attivita' di servizio o nell'espletamento delle funzioni di istituto per effetto diretto di lesioni riportate in conseguenza di eventi verificatisi:

a) nel contrasto ad ogni tipo di criminalità;

b) nello svolgimento di servizi di ordine pubblico;

c) nella vigilanza ad infrastrutture civili e militari;

d) in operazioni di soccorso;

e) in attivita' di tutela della pubblica incolumità;

f) a causa di azioni recate nei loro confronti in contesti di impiego internazionale non aventi, necessariamente, caratteristiche di ostilità”

Come si vede, nel comma 563 sono indicate, dalle lettere da a) ad f) sei tipologie di attività ,   coprendo dunque una serie di situazioni ben più ampia di quella precedentemente fissata dall’art. 3 l. 27 ottobre 1973, che così dava la definizione della Vittima del Dovere:

Per vittime del dovere ai sensi del precedente comma s'intendono i soggetti di cui all'art. 1 della presente legge  deceduti nelle circostanze ivi indicate (id est: “attività di servizio per diretto effetto di ferite o lesioni riportate in conseguenza ad azioni terroristiche o criminose o in servizio di ordine pubblico”) nonché quelli deceduti in attività di servizio per diretto effetto di ferite o lesioni riportate in conseguenza di eventi connessi all'espletamento di funzioni d'istituto e dipendenti da rischi specificamente attinenti a operazioni di polizia preventiva o repressiva o all'espletamento di attività di soccorso 

Ciò non basta: la nuova normativa della legge 266/05 contiene di seguito al comma 563  una disposizione di chiusura che ha anche creato, ex novo, il concetto che può definirsi di “soggetto equiparato alle vittime del dovere”

564. Sono equiparati ai soggetti di cui al comma 563 coloro che abbiano contratto infermita' ermanentemente invalidanti o alle quali consegua il decesso, in occasione o a seguito di missioni di qualunque natura, effettuate dentro e fuori dai confini nazionali e che siano riconosciute dipendenti da causa di servizio per le particolari condizioni ambientali od operative).

I due concetti di “missioni di qualunque natura” e di “particolari condizioni” del comma 564 sono poi stati chiariti dal Regolamento fornito dal d.p.r. 243/06, laddove:

1. Ai fini del presente regolamento, si intendono:…

b) per missioni di qualunque natura, le missioni, quali che ne siano gli scopi, autorizzate dall'autorità gerarchicamente o funzionalmente sopraordinata al dipendente;

c) per particolari condizioni ambientali od operative, le condizioni comunque implicanti l'esistenza od anche il sopravvenire di circostanze straordinarie e fatti di servizio che hanno esposto il dipendente a maggiori rischi o fatiche, in rapporto alle ordinarie condizioni di svolgimento dei compiti di istituto

In pratica il  “soggetto equiparato a vittima del dovere” costituisce una nuova nozione, ancorata non già al collegarsi dell’episodio lesivo rispetto a una delle specifiche attività indicate nel comma 563, ritenute di per se stesse pericolose dal legislatore, bensì a un concetto aperto, di  “missioni di qualunque natura” che diano state caratterizzate da “particolari condizioni”, che dunque le abbiano rese più pericolose di quanto si potesse sapere o prevedere, esponendo a un rischio superiore alla norma chi vi è stato esposto per ragioni di dovere.

La normativa appena esaminata è stata oggetto di numerose sentenze, ormai unanimemente emesse da parte del Giudice Ordinario, avendo ritenuto la giurisprudenza  trattarsi di materia di diritti inerente benefici assistenziali, derivanti dalla normativa in tema di terrorismo, che esulano dunque dalla giurisdizione amministrativa.

Documento integrale

Allegato: Vittime del dovere. Il Consiglio di Stato si spezza ma non si piega - Andrea Bava.pdf
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LaPrevidenza.it, 01/06/2012

SERGIO BENEDETTO SABETTA
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LUCA MARIANI
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