martedž, 25 giugno 2019

Valori catastali: spetta al competente ufficio catasto dimostrare il maggior valore di un terreno

Cassazione, Sezione tributaria, sentenza 30.9.2010 n. 20496

 

Il Collegio letto il ricorso proposto dall’Agenzia delle Entrate per la cassazione della sentenza n. 14/01/08 del 18.2.2008 della Commissione Tributaria Regionale della Campania, Sezione distaccata di Salerno, che, in riforma della pronuncia di primo grado, aveva accolto il ricorso proposto da M.S. E B.L. Per l’annullamento degli avvisi di accertamento che, ai fini delle imposte dirette, avevano recuperato a tassazione per l’anno 2000 la plusvalenza non dichiarata derivante dalla compravendita di un immobile, irrogando le relative sanzioni... omissis ......  con il primo motivo di ricorso l’Agenzia delle Entrate, denunziando violazione o falsa applicazione del D.P.R. n. 600 del 1973, artt. 39 e 40, del D.P.R. n. 917 del 1986, art. 81, comma 1, lett. b), e art. 82, e dell’art. 2697 c.c., censura la sentenza impugnata, come specificato nel quesito di diritto formulato ai sensi dell’art. 366 bis c.p.c., per avere accolto la domanda dei contribuenti sulla base dell’assunto che l’Ufficio, che aveva proceduto al recupero sulla base del valore del terreno ceduto accertato ai fini dell’imposta di registro, non aveva dato prova della corrispondenza tra il prezzo conseguito ed il valore venale accertato ai fini dell’imposta di registro. - il secondo motivo di ricorso denunzia violazione e falsa applicazione dell’art. 295 c.p.c., e D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 29, lamentando che la sentenza impugnata, come specificato ne quesito di diritto formulato ai sensi dell’art. 366 bis c.p.c., abbia ritenuto illegittimo l’atto impugnato in forza della considerazione che l’accertamento compiuto ai fini dell’imposta di registro non era divenuto definitivo stante la pendenza di un distinto giudizio di impugnativa, con ciò violando le norme che impongono la sospensione necessaria della causa pregiudiziale...

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LaPrevidenza.it, 29/12/2010