martedì, 28 giugno 2022

Svolgimento di più attività lavorative e iscrizione nella gestione previdenziale prevalente

Cassazione sez. lavoro, sentenza 6.6.2012 n. 9153

 

1- Con unico motivo di ricorso il P. lamenta violazione degli artt. da 2380 a 2396 e, segnatamente, dell'art. 2384 c.c., nonchè del D.P.R. n. 633 del 1972, art. 49, comma 5, D.Lgs. n. 276 del 2003, 61, L. n. 662 del 1996, art. 1, comma 203 e L. n. 335 del 1995, art. 2, comma 26, laddove la Corte territoriale ha ritenuto che l'attività di amministratore unico sia solo di indirizzo generale e che, di conseguenza, le concrete attività quotidianamente svolte dal ricorrente all'interno della propria piccola impresa siano di socio lavoratore in posizione apicale, figura non riconosciuta da alcuna norma dell'ordinamento; in tal modo - prosegue il ricorrente - l'impugnata sentenza non ha tenuto conto del disposto dell'art. 2384 c.c. - secondo il quale gli amministratori di società possono compiere tutti gli atti che rientrano nell'oggetto sociale, fatte salve eventuali limitazioni previste dall'atto costitutivo o dalla legge - e della conforme giurisprudenza di questa S.C..

2- Il motivo è infondato.

Recita la L. n. 662 del 1996, art. 1, comma 203: "La L. 3 giugno 1975, n. 160, art. 29, comma 1, è sostituito dal seguente:

"L'obbligo di iscrizione nella gestione assicurativa degli esercenti attività commerciali di cui alla L. 22 luglio 1966, n. 613, e successive modificazioni ed integrazioni, sussiste per i soggetti che siano in possesso dei seguenti requisiti: a) siano titolari o gestori in proprio di imprese che, a prescindere dal numero dei dipendenti, siano organizzate e/o dirette prevalentemente con il lavoro proprio e dei componenti la famiglia, ivi compresi i parenti e gli affini entro il terzo grado, ovvero siano familiari coadiutori preposti al punto di vendita;

b) abbiano la piena responsabilità dell'impresa ed assumano tutti gli oneri ed i rischi relativi alla sua gestione. Tale requisito non è richiesto per i familiari coadiutori preposti al punto di vendita nonchè per i soci di società a responsabilità limitata;

c) partecipino personalmente al lavoro aziendale con carattere di abitualità e prevalenza;

d) siano in possesso, ove previsto da leggi o regolamenti, di licenze o autorizzazioni e/o siano iscritti in albi, registri o ruoli".

Prevede, poi, il comma 208 dello stesso art. 1 che "Qualora i soggetti di cui ai precedenti commi esercitino contemporaneamente, anche in un'unica impresa, varie attività autonome assoggettabili a diverse forme di assicurazione obbligatoria per l'invalidità, la vecchiaia e i superstiti, sono iscritti nell'assicurazione prevista per l'attività alla quale gli stessi dedicano personalmente la loro opera professionale in misura prevalente. Spetta all'Istituto nazionale della previdenza sociale decidere sulla iscrizione nell'assicurazione corrispondente all'attività prevalente. Avverso tale decisione, il soggetto interessato può proporre ricorso, entro 90 giorni dalla notifica del provvedimento, al consiglio di amministrazione dell'Istituto, il quale decide in via definitiva, sentiti i comitati amministratori delle rispettive gestioni pensionistiche".
A sua volta, la norma di interpretazione autentica contenuta nel D.L. n. 78 del 2010, art. 12, comma 11, convertito, con modificazioni, in L. n. 122 del 2010, statuisce che la cit. L. n. 662 del 1996, art. 1, comma 208, si interpreta nel senso che le attività autonome per le quali opera il principio di assoggettamento all'assicurazione prevista per l'attività prevalente sono quelle esercitate in forma d'impresa dai commercianti, dagli artigiani e dai coltivatori diretti, i quali vengono iscritti in una delle corrispondenti gestioni dell'INPS, mentre restano esclusi dall'applicazione della L. n. 662 del 1996, art. 1, comma 208, i rapporti di lavoro per i quali è obbligatoriamente prevista l'iscrizione alla gestione previdenziale di cui alla L. n. 335 del 1995, art. 2, comma 26.

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LaPrevidenza.it, 13/09/2012

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