domenica, 27 novembre 2022

Società: in tema di ripianamento delle perdite

Cassazione, sezione tributaria, Sentenza 11.2.2011 n. 3345

 

 

Il ricorrente eccepisce in via pregiudiziale e preliminare l’esistenza di un giudicato favorevole formatosi all’esito del procedimento tra l’Immobiliare xxx S.p.A: e l’Agenzia delle Entrate e chiede, pertanto l’estensione a sé medesimo, in quanto solidalmente obbligato, dell’effetto favorevole della sentenza n. 65/05/00 resa dalla Commissione Tributaria Regionale di Trieste, avente ad oggetto la medesima questione, ossia le modalità di tassazione dell’atto verbale di assemblea straordinaria della soc. Immobiliare xxx S.p.A..

La censura è infondata in virtù dei principi già enucleati da questa Corte che ha affermato (Cass. n. 3547 del 2010): “La solidarietà tributaria passiva da luogo a distinti rapporti obbligatori e, sul piano della tutela giurisdizionale, a distinti processi, che possono avere differenti esiti, senza che sia configurabile una situazione di litisconsorzio necessario, con l’unico temperamento dell’estensione degli effetti del giudicato più favorevole formatosi nei confronti di altro obbligato (art. 1306 c.c.). Pertanto, nell’ipotesi in cui due coobbligati solidali abbiano proposto distinti ricorsi, la commissione tributaria, in difetto di specifica domanda, non ne può disporre d’ufficio la riunione o disporre d’ufficio l’applicazione del giudicato più favorevole (ove formatosi nel frattempo), spettando soltanto all’obbligato valutare se sia per lui conveniente l’applicazione di tale sentenza ovvero ottenere una decisione nel processo da lui separatamente instaurato”.

Nel caso di specie si rileva che la sentenza del cui dispositivo si chiede l’estensione è stata depositata il 14.6.2000 ed è quindi passata in giudicato il 30.7.2001; tanto comporta che la richiesta di estensione di tale sentenza, secondo i principi già enucleati da questa Corte (Cass. n. 14696 del 2008) andava avanzata a pena d’inammissibilità nel giudizio d’appello introdotto con atto del 24.1.2003.

Con il secondo motivo il ricorrente deduce, ex art. 360 c.p.c., n. 3, la violazione e falsa applicazione dell’art. 9 e art. 4 e relativa nota 2^ della Tariffa-parte 1^, allegata al D.P.R. n. 131 del 1986.

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Allegato: cass_3345_2011.pdf
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LaPrevidenza.it, 17/03/2011

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