venerdì, 03 dicembre 2021

Rivalutazione e conferimento delle posizioni figurative maturate in continuità del rapporto di lavoro ovvero del rapporto previdenziale presso l’Inpdap

Inpdap, Circolare 15.9.2011 n. 14

 

L’art. 2, comma 5, del Dpcm 20 dicembre 1999, come successivamente modificato, prevede che alla cessazione del rapporto di lavoro l’Inpdap provvede a conferire al fondo pensione il montante delle quote di Tfr (nonché delle quote pari all’1,5% su base utile Tfs previste per il personale assunto a tempo indeterminato prima del 1° gennaio 2001 e che aderendo ad un fondo pensione ha optato per la trasformazione del proprio Tfs in Tfr) accantonate figurativamente e rivalutate, in una prima fase, in base ad un tasso pari alla media dei rendimenti di un paniere di fondi pensione individuato con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze (DM 23 dicembre 2005) e, una volta consolidata la struttura finanziaria dei fondi, in base ai rendimenti dei fondi stessi.

Poiché l’accantonamento e la rivalutazione figurativi delle quote di Tfr e Tfs destinate a previdenza complementare avvengono nell’ambito delle gestioni ex Inadel ed ex Enpas dei trattamenti di fine servizio e fine rapporto, l’Inpdap provvede alla liquidazione di questo montante nel rispetto del principio della continuità iscrittiva e dell’infrazionabilità del rapporto previdenziale presso le gestioni del fine servizio dell’Istituto (art. 1, comma 267, della legge 28 dicembre 1996, n. 662, sentenza della Corte di cassazione – sezione lavoro - n. 14632/1999). In base a questo principio l’Inpdap può procedere alla liquidazione delle prestazioni di Tfs e Tfr e, conseguentemente, al trasferimento al fondo pensione dei montanti figurativi di previdenza complementare, solo in presenza di una cessazione del rapporto di lavoro non seguito immediatamente da un successivo rapporto di lavoro con obbligo di iscrizione all’Istituto (cfr. circolari Inpdap del 12 marzo 2001, n. 11 e del 1° agosto 2002, n. 30 e note operative Inpdap del 25 luglio 2005, n. 16 e del 28 luglio 2009, n. 42).

Giova sottolineare che il principio della continuità iscrittiva, valevole anche per le posizioni di previdenza complementare, è una delle peculiarità della disciplina in materia di previdenza complementare dei dipendenti pubblici ai quali, ai sensi dell’art. 23, comma 6 del D.lgs. 5 dicembre 2005, n. 252, si applica esclusivamente ed integralmente la normativa previgente al decreto stesso. Si ricorda che la disciplina previgente al D.lgs. n. 252/2005 è quella contenuta nel D.lgs. 21 aprile 1993, n. 124, e successive modifiche, integrata da alcune disposizioni con carattere di specialità intervenute successivamente e tra le quali si ricorda il citato Dpcm 20 dicembre 1999.

In base al medesimo principio della continuità iscrittiva, la posizione di previdenza complementare accantonata e rivalutata presso l’Istituto previdenziale non sempre può unirsi alla (e seguire la) posizione detenuta direttamente dal fondo anche in caso di trasferimenti, riscatti e accesso alle prestazioni di previdenza complementare che non siano connessi all’evento cessazione del rapporto di lavoro con interruzione del rapporto previdenziale presso l’Inpdap.

Sono di seguito descritte le situazioni nelle quali, pur in presenza di riscatto, trasferimento, pagamento di prestazione, il conferimento della posizione figurativa di previdenza complementare, in coerenza con il quadro normativo prima richiamato, non è contestuale e avviene in un momento successivo, all’atto della cessazione del rapporto di lavoro che comporta anche la chiusura del rapporto previdenziale presso l’Inpdap....

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LaPrevidenza.it, 22/09/2011

SERGIO BENEDETTO SABETTA
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