martedž, 25 giugno 2019

Risarcimento del danno ridotto per gli eredi

Cassazione civile  sez. III, sentenza 9.5.2011 n. 10109

 

I fatti di causa possono così ricostruirsi sulla base della sentenza impugnata.
Con citazione notificata nel gennaio del 1997 L.O., rappresentato dalla tutrice L.M.L., convenne in giudizio innanzi al Tribunale di Treviso D.B.C. ed C.E., nonché le compagnie assicuratrici delle autovetture degli stessi, rispettivamente S. Ass.ni s.p.a. e xxx. Ass.ni s.p.a., per ivi sentirli condannare in solido al risarcimento dei danni da lui subiti a seguito di un incidente verificatosi il (OMISSIS).
I convenuti, costituitisi in giudizio, contestarono le avverse pretese.
Nel corso del giudizio, a seguito della morte di L.O., avvenuta in data (OMISSIS), si costituirono quali eredi i figli M.L., F. e L.C., nonché la vedova P.A..
Con sentenza del 17 gennaio 2002 il giudice adito condannò i convenuti in solido al pagamento in favore degli attori della complessiva somma di L. 565.200.000, con gli interessi legali al tasso annuo del 4% a decorrere dal 31 luglio 1994 al saldo.
Su appello principale di D.B.C. e di S. s.p.a., e incidentale degli eredi di L.O., la Corte d'appello di Venezia, in data 22 novembre 2005, per quanto qui interessa, ha quantificato in Euro 42.828,74 l'entità dei danni sofferti da L. O., per l'effetto condannando i convenuti in solido al pagamento della predetta somma in favore degli attori.
Ha ritenuto il decidente che, in caso di morte del soggetto leso, il risarcimento non deve essere commisurato alle speranze di vita future, ma alla effettiva durata della vita stessa. Conseguentemente, tenuto conto che dalla data del sinistro al decesso il L. era vissuto per circa mille e centocinquanta giorni; che...

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LaPrevidenza.it, 07/09/2011