lunedž, 09 dicembre 2019

Quale valore delle circolari amministrative!

Cassazione, Sezione Unite n. 23031 del 2 novembre 2007 - Angelo Vitale

 


Quale valore delle
circolari amministrative!


Angelo Vitale -
Consulente del lavoro





E'stata diffusa la
sentenza della Cassazione Sezione Unite n. 23031 del 2 novembre 2007
con la quale, in modo si ritiene definitivo, e' stato espresso
il corretto valore di una circolare emanata dalla pubblica
amministrazione (nella fattispecie dell'Agenzia delle Entrate):
natura di atti meramente interni della pubblica amministrazione che
esprime esclusivamente un parere dell'amministrazione e non vincola
addirittura la stessa autorita' che l'ha emanata.


La Sentenza ribadisce,
richiamando le precedenti pronunce sull'argomento, che ogni
circolare per la sua natura e per il suo contenuto (di mera
interpretazione di una norma di legge), non potendo esserle
riconosciuta alcuna efficacia normativa esterna, non puo'
essere annoverata fra gli atti generali di imposizione in quanto esse
non possono ne contenere disposizioni derogative di norme di
legge, ne essere considerate alla stregua di norme regolamentari vere
e proprie.


La sentenza si spinge
oltre: La circolare nemmeno vincola, a ben vedere, gli uffici
gerarchicamente sottordinati, ai quali non e' vietato di
disattenderla (evenienza, questa, che, peraltro, e' raro che si
verifichi nella pratica), senza che per questo il provvedimento
concreto adottato dall'ufficio (atto impositivo, diniego di rimborso,
ecc.) possa essere ritenuto illegittimo per violazione della
circolare infatti, se la (interpretazione contenuta nella)
circolare e' errata, l'atto emanato sara' legittimo
perche' conforme alla legge, se, invece, la (interpretazione
contenuta nella) circolare e' corretta, l'atto emanato sara'
illegittimo per violazione di legge.


Il ragionamento e'
oltremodo condivisibile allorquando i giudici indicano che ammettere
nelle circolari opinioni interpretative dell'amministrazione con
vincoli equivale a riconoscere all'amministrazione stessa un potere
normativo in conflitto con la carta costituzionale che assegna tale
potere al Parlamento.


Chiude con l'affermazione
di un principio di diritto che tra l'altro indica che la circolare
non e' impugnabile ne innanzi al giudice amministrativo
non essendo un atto generale di imposizione, ne innanzi al
giudice tributario, non essendo atto di esercizio di potesta'
impositivo.


La sentenza ora, sul
piano squisitamente operativo, comportera' una
professionalita'/responsabilita' da parte dei
professionisti e dei funzionari intercolutori negli uffici (entrambe
con potere alla pari di interpretare) affinche' si
comprenda/applichi la legge, unica fonte di riferimento. Cio'
senza sentirsi vincolati, neanche sul piano funzionale e quindi
disciplinare, dalla circolare.


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LaPrevidenza.it, 11/11/2007