lunedì, 04 luglio 2022

Promotori finanziari: in caso di illecito il risparmiatore deve essere ampiamente tutelato

Cassazione, sentenza 25.1.2011 n. 1741

 

Col primo motivo l'impugnante lamenta violazione della L. 2 gennaio 1991, n. 1, art. 5, comma 4; D.Lgs. 23 luglio 1996, n. 415, art. 23; D.Lgs. n. 58 del 1998, art. 31; artt. 2049 e 2697 c.c. Oggetto delle critiche è l'assunto del giudice di merito secondo cui, tenuto conto del disposto delle norme innanzi menzionate - volte a sancire la responsabilità solidale della società di intermediazione per gli eventuali danni arrecati a terzi nello svolgimento delle incombenze affidate ai promotori finanziari - era necessario, per potere affermare la responsabilità della S.I.M., che la dazione di denaro fosse avvenuta all'esclusivo fine (perseguito dal risparmiatore), di effettuare le operazioni di investimento proposte dal promotore, nell'ambito dei prodotti della S.I.M. che lo (aveva) preposto alle relative incombenze, fermo peraltro che l'onere di provare la predetta circostanza gravava su colui che la invocava, e cioè sullo stesso risparmiatore, trattandosi di fatto costitutivo della pretesa risarcitoria. L'impugnante sostiene invece che la responsabilità prevista dalle norme innanzi menzionate, di contenuto sostanzialmente sovrapponile, è di natura indiretta e, in definitiva, oggettiva, con conseguente onere del danneggiato di provare il solo nesso di occasionalità necessaria tra fatto illecito del preposto ed esercizio delle mansioni affidategli, e non anche una specifica finalità di investimento in prodotti della SIM per la quale aveva operato il promotore, spettando dunque alla società preponente la prova liberatoria della natura esclusivamente personale del rapporto instauratosi tra promotore e risparmiatore. Secondo l'esponente, la L. 2 gennaio 1991, n. 1, art. 5, D.Lgs. 23 luglio 1996, art. 23, comma 3, e D.Lgs. 24 febbraio 1998, n. 58, art. 31, comma 3, avrebbero cioè un contenuto normativo sostanzialmente contiguo al disposto dell'art. 2049 c.c., donde l'applicabilità, alla fattispecie dedotta in giudizio, dei principi elaborati in parte qua dalla giurisprudenza, in conformità a quanto ripetutamente statuito dal Supremo Collegio. In tale prospettiva la Curia territoriale avrebbe dovuto fermarsi alla considerazione che l'attività di promotore del R., che aveva già curato diversi investimenti per la D., aveva agevolato la commissione del fatto illecito, offrendogli l'occasione di accreditarsi presso la cliente, e tanto a prescindere dagli strumenti finanziari nel cui acquisto erano stati spesi i risparmi dell'investitrice.

Documento integrale

Invia per email

LaPrevidenza.it, 15/08/2011

GIANNANTONIO BARBIERI
mini sito

Via De' Griffoni 15, 40123, Bologna (BO)

Telefono:

051220914

Professione:

Avvocato

Aree di attività:

Diritto sanitario, Responsabilità medica e sanitaria. Diritto previdenziale

OLGA DE ANGELIS
mini sito

Via Forcella, 58, 89028, Seminara (RC)

Telefono:

3662170871

Professione:

Consulente del Lavoro