martedì, 09 agosto 2022

Poste: trasformazione del rapporto di lavoro e risarcimento indennitario

Cassazione, sezione lavoro,Sentenza 31 gennaio 2012 n. 1411

 

Con il primo motivo del ricorso principale la società, denunciando violazione della L. n. 230 del 1962, artt. 1 e 2 e della L. n. 56 del 1987, art. 23 in sostanza lamenta che la impugnata sentenza "ha erroneamente affermato che il potere ivi riconosciuto ai contraenti collettivi di introdurre nuove ipotesi di assunzione a termine, in aggiunta a quelle previste dalla legge, sarebbe soggetto a pretesi limiti temporali", laddove invece la normativa di legge "non prevede alcun limite temporale al riguardo". Con il secondo motivo la società lamenta che la Corte di merito, in violazione del citato art. 23 e dell'art. 1362 e ss. in relazione degli accordi 25-9-987 e successivi, erroneamente ha subordinato la legittimità dei contratti a termine in oggetto alla "dimostrazione della sussistenza del nesso eziologico tra l'assunzione del singolo lavoratore e le esigenze dedotte in contratto, anche con riferimento allo specifico ufficio di applicazione. Con il terzo motivo la ricorrente principale, denunciando sempre violazione del citato art. 23 e dei detti accordi, in sostanza censura la impugnata sentenza nella parte in cui ha ritenuto di individuare nella data del 30-4-1998 il preteso termine ultimo di validità ed efficacia temporale dell'accordo integrativo del 25-9- 97, deducendo in particolare la mancanza di limiti temporali non solo nella disciplina di legge bensì anche in quella collettiva e ribadendo la natura meramente ricognitiva degli accordi attuativi, in ordine alla persistenza del fenomeno della ristrutturazione e riorganizzazione aziendale in atto e delle esigenze connesse. Con il quarto motivo la società denuncia altresì vizio di motivazione in ordine all'interpretazione dei detti accordi al riguardo. Osserva il Collegio che, in base alla giurisprudenza consolidata di questa Corte, i primi due motivi sono fondati, mentre infondati risultano il terzo e il quarto. In particolare sulla scia di Cass. S.U. 2-3-2006 n. 4588, questa Corte ha ripetutamente affermato che "l'attribuzione alla contrattazione collettiva, della L. n. 56 del 1987, ex art. 23 del potere di definire nuovi casi di assunzione a termine rispetto a quelli previsti dalla L. n. 230 del 1962, discende dall'intento del legislatore di considerare l'esame congiunto delle parti sociali sulle necessità del mercato del lavoro idonea garanzia per i lavoratori ed efficace salvaguardia per i loro diritti (con l'unico limite della predeterminazione della percentuale di lavoratori da assumere a termine rispetto a quelli impiegati a tempo indeterminato) e prescinde, pertanto, dalla necessità di individuare...

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LaPrevidenza.it, 06/03/2012

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