domenica, 29 novembre 2020

Pensione privilegiata: contestare il solo nesso di causalità da evento mortale e non anche  l'intempestività della domanda legittima il diniego della pretesa

Consiglio di Stato Sentenza 23 maggio 2012, n. 3000

 

1.- Con domanda inoltrata, mediante fax, in data 9 settembre 2001 e poi ripresentata in data 2 novembre 2001, la signora Ma. Pi. Ca. ha chiesto, in qualità di vedova del professore Se. Le., il riconoscimento della dipendenza da causa di servizio, la pensione privilegiata e la concessione dell'equo indennizzo per l'"infarto miocardo acuto, shock cardiogeno, arresto cardiorespiratorio", che hanno determinato il 20 marzo 2001 la morte del proprio marito.

La commissione medica ospedaliera, con atto del 1° marzo 2002, ha riconosciuto la sussistenza del nesso di causalità tra l'evento e l'attività lavorativa svolta.

Il comitato di verifica per le cause di servizio, con atto del 4 novembre 2003, ha negato la sussistenza del nesso di causalità.

Il rettore dell'Università la Sapienza di Roma, con atto del 16 dicembre 2003 n. 472, ha rigettato la domanda per un duplice motivo: mancanza della dipendenza da causa di servizio della morte per le ragioni indicate dal comitato di verifica; tardività della istanza presentata.

Tale provvedimento è stato impugnato, con il ricorso n. 3078 del 2004, dalla sig.ra Ma. Pi. Ca., innanzi al Tribunale amministrativo regionale del Lazio. In particolare, è stata dedotta la sua illegittimità per erroneità della valutazione espressa dal comitato di valutazione alla luce di ragioni di merito specificamente indicate.

1.1.- Il Tar adito, con la sentenza del 16 dicembre 2003, n. 472, ha dichiarato inammissibile il ricorso, in quanto con esso è stato contestato esclusivamente il mancato riconoscimento del nesso di causalità tra la morte e l'attività di servizio e non anche la parte del provvedimento in cui è stata rilevata la tardività della domanda.

2.- Con l'atto di appello, indicato in epigrafe, la ricorrente di primo grado ha impugnato la predetta sentenza per le ragioni indicate nel prosieguo.

2.1.- Si è costituito in giudizio il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, chiedendo il rigetto dell'appello.

3.- L'appello non è fondato.

3.1.- L'appellante sostiene, innanzitutto, che con il ricorso di primo grado era stata "qualificata la richiesta dei privilegi pensionistici in termini di "ritualità", con ciò evidentemente censurando il provvedimento impugnato laddove la stessa veniva erroneamente ritenuta intempestiva". Nel merito si deduce come la tempestività della domanda risulterebbe dall'avvenuta spedizione, mediante fax, in data 9 settembre 2001 e dunque entro il termine di sei mesi, previsto dal d.p.r. 29 ottobre 2001, n. 461, da quando si è verificato l'evento dannoso.

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LaPrevidenza.it, 12/06/2012

MARIO MEUCCI
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