martedì, 09 agosto 2022

Nullità del contratto per motivi di salute e restituzione della caparra confirmatoria

Cassazione, seconda sezione civile, sentenza 6.3.2012 n. 3477

 

St.Ca. con atto notificato in data 27.05.2004 conveniva in giudizio avanti al tribunale di Torino, L. M. e S.A. deducendo che aveva con i medesimi stipulato un contratto preliminare in data 20.12.2002, con il quale gli era stato promesso in vendita l'appartamento sito in (OMISSIS) per il prezzo di Euro 420.912,37; di aver versato in due riprese, a titolo di caparra confirmatoria, le somme di Euro 7.746,85 e di Euro 51.645,68; di avere, a causa di gravi problemi di salute della propria moglie, ripetutamente chiesto telefonicamente al L. di posticipare il termine del 31 ottobre 2003 stabilito in preliminare per la stipulazione dell'atto di compravendita; che i prominenti venditori in data 20.10.03 gli avevano inviato una diffida ad adempiere prorogando di ulteriori 15 gg. il suddetto termine; che l'attore aveva informalmente contattato le controparti chiedendo di considerare le sue particolari esigenze familiari e dichiarando la sua disponibilità a concordare altra data per la stipula del definitivo; che aveva comunicato, infine, tale data con raccomandata del 22.1.2004; che i venditori non volavano più dar corso al rogito ed intendevano trattenersi la caparra a suo tempo ricevuta; che i convenuti in effetti avevano successivamente messo in vendita e ceduto l'immobile; tutto ciò premesso e ritenuto, lo St. formulava in via principale domanda ex art. 2932 c.c. per l'esecuzione in forma specifica del preliminare, previa declaratoria d'illegittimità della diffida ad adempiere del 28.10.03 e del conseguente inadempimento di controparte; in via subordinata chiedeva la condanna dei convenuti al pagamento del doppio della caparra in esecuzione del recesso dichiarato da esso attore. Si costituivano i convenuti chiedendo il rigetto della domanda attrice facendo presente che non corrispondeva al vero che lo St. aveva loro manifestato i problemi relativi alla salute della moglie, chiedendo di posticipare la data del rogito, ribadendo comunque la propria intenzione di acquistare l'immobile; precisavano che, perdurando il totale disinteresse dello St., l'immobile promesso in vendita era stato successivamente ceduto a terzi;

chiedevano dunque i convenuti che fosse accertata la legittimità del loro recesso e dichiarato il loro diritto a trattenersi la caparra. A seguito delle difese dei convenuti, l'attore abbandonava la domanda ex art. 2932 c.c. insistendo sulle conclusioni formulate in via subordinata. L'adito tribunale di Torino, con sentenza n. 3763/06 rigettava tutte le domande proposte dallo St.; accertava il diritto dei convenuti a trattenere la caparra confirmatoria netta misura di Euro 59.392,53, condannando l'attore al pagamento delle spese processuali. Il tribunale ravvisava nel comportamento dell'attore un ingiustificato inadempimento e di non scarsa importanza, per cui doveva ritenersi legittima la diffida ad adempiere di cui alla raccomandata dei convenuti del 28.10.2003...

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LaPrevidenza.it, 18/03/2012

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