lunedž, 19 ottobre 2020

Misure urgenti per la  definizione del contenzioso presso la Corte di cassazione, per  l'efficienza degli uffici giudiziari, nonche' per la giustizia  amministrativa

Testo coordinato del decreto legge 31.8.2016 con legge di conversione 25.10.2016 n. 197

 

TESTO COORDINATO DEL DECRETO-LEGGE 31 agosto 2016, n. 168

Testo del decreto-legge 31 agosto 2016, n. 168 (in Gazzetta Ufficiale  - Serie generale - n. 203 del 31 agosto 2016), coordinato con la  legge di conversione 25 ottobre 2016, n. 197 (in questa stessa  Gazzetta Ufficiale alla pag. 1), recante: «Misure urgenti per la  definizione del contenzioso presso la Corte di cassazione, per  l'efficienza degli uffici giudiziari, nonche' per la giustizia  amministrativa.». (16A07778)

(GU n.254 del 29-10-2016)

Vigente al: 29-10-2016



Capo I

Misure urgenti per la definizione del contenzioso presso la Corte di  cassazione e per l'efficienza degli uffici giudiziari

Avvertenza:  Il testo coordinato qui pubblicato e' stato redatto dal Ministero  della giustizia ai sensi dell'art. 11, comma 1, del testo unico delle  disposizioni sulla promulgazione delle leggi, sull'emanazione dei  decreti del Presidente della Repubblica e sulle pubblicazioni  ufficiali della Repubblica italiana, approvato con D.P.R. 28 dicembre  1985, n. 1092, nonche' dell'art. 10, comma 3, del medesimo testo  unico, al solo fine di facilitare la lettura sia delle disposizioni  del decreto-legge, integrate con le modifiche apportate dalla legge  di conversione, che di quelle richiamate nel decreto, trascritte  nelle note. Restano invariati il valore e l'efficacia degli atti  legislativi qui riportati.  Le modifiche apportate dalla legge di conversione sono stampate  con caratteri corsivi.  A norma dell'art. 15, comma 5, della legge 23 agosto 1988, n. 400  (Disciplina dell'attivita' di Governo e ordinamento della Presidenza  del Consiglio dei ministri), le modifiche apportate dalla legge di  conversione hanno efficacia dal giorno successivo a quello della sua  pubblicazione.

                                                          Art. 1

Applicazione dei magistrati dell'Ufficio del massimario e del ruolo  per lo svolgimento di funzioni giurisdizionali di legittimita' per  la definizione del contenzioso

1. All'articolo 115 (( dell'ordinamento giudiziario di cui al regio  decreto )) 30 gennaio 1941, n. 12, sono aggiunti, in fine, i seguenti  commi:

«Il primo presidente della Corte di cassazione, al fine di  assicurare la celere definizione dei procedimenti pendenti, tenuto  conto delle esigenze dell'ufficio del massimario e del ruolo e  secondo i criteri previsti dalle tabelle di organizzazione, puo'  applicare temporaneamente, (( per un periodo non superiore a tre anni  e non rinnovabile )), i magistrati addetti all'ufficio del massimario  e del ruolo con anzianita' di servizio nel predetto ufficio non  inferiore a due anni, (( che abbiano conseguito almeno la terza  valutazione di professionalita' )), alle sezioni della Corte per lo  svolgimento delle funzioni giurisdizionali di legittimita'.  (( Di ciascun collegio giudicante della Corte di cassazione non  puo' fare parte )) piu' di un magistrato dell'ufficio del massimario  e del ruolo, applicato ai sensi (( del terzo comma )).».

Art. 1 bis Misure per la ragionevole durata del procedimento  per la decisione del ricorso per cassazione

1. Al codice di procedura civile sono apportate le seguenti  modificazioni:  a) all'articolo 375:  1) al primo comma, i numeri 2) e 3) sono abrogati;  2) e' aggiunto, in fine, il seguente comma:  «La Corte, a sezione semplice, pronuncia con ordinanza in camera di  consiglio in ogni altro caso, salvo che la trattazione in pubblica  udienza sia resa opportuna dalla particolare rilevanza della  questione di diritto sulla quale deve pronunciare, ovvero che il  ricorso sia stato rimesso dall'apposita sezione di cui all'articolo  376 in esito alla camera di consiglio che non ha definito il  giudizio»;  b) all'articolo 376, primo comma, il secondo periodo e' sostituito  dal seguente: «Se, a un sommario esame del ricorso, la suddetta  sezione non ravvisa tali presupposti, il presidente, omessa ogni  formalita', rimette gli atti alla sezione semplice»;  c) all'articolo 377:  1) la rubrica e' sostituita dalla seguente: «Fissazione  dell'udienza o dell'adunanza in camera di consiglio e decreto  preliminare del presidente»;  2) e' aggiunto, in fine, il seguente comma:  «Il primo presidente, il presidente della sezione semplice o il  presidente della sezione di cui all'articolo 376, primo comma, quando  occorre, ordina con decreto l'integrazione del contraddittorio o  dispone che sia eseguita la notificazione dell'impugnazione a norma  dell'articolo 332, ovvero che essa sia rinnovata»;  d) all'articolo 379:  1) il secondo e il terzo comma sono sostituiti dal seguente:  «Dopo la relazione il presidente invita il pubblico ministero a  esporre oralmente le sue conclusioni motivate e, quindi, i difensori  delle parti a svolgere le loro difese»;  2) il quarto comma e' sostituito dal seguente:  «Non sono ammesse repliche»;  e) l'articolo 380-bis e' sostituito dal seguente:  «Art. 380-bis. (Procedimento per la decisione in camera di  consiglio sull'inammissibilita' o sulla manifesta fondatezza o  infondatezza del ricorso). - Nei casi previsti dall'articolo 375,  primo comma, numeri 1) e 5), su proposta del relatore della sezione  indicata nell'articolo 376, primo comma, il presidente fissa con  decreto l'adunanza della Corte indicando se e' stata ravvisata  un'ipotesi di inammissibilita', di manifesta infondatezza o di manifesta fondatezza del ricorso.  Almeno venti giorni prima della data stabilita per l'adunanza, il  decreto e' notificato agli avvocati delle parti, i quali hanno  facolta' di presentare memorie non oltre cinque giorni prima.  Se ritiene che non ricorrano le ipotesi previste dall'articolo 375,  primo comma, numeri 1) e 5), la Corte in camera di consiglio rimette  la causa alla pubblica udienza della sezione semplice»;  f) dopo l'articolo 380-bis e' inserito il seguente:  «Art. 380-bis.1. (Procedimento per la decisione in camera di  consiglio dinanzi alla sezione semplice). - Della fissazione del  ricorso in camera di consiglio dinanzi alla sezione semplice ai sensi  dell'articolo 375, secondo comma, e' data comunicazione agli avvocati  delle parti e al pubblico ministero almeno quaranta giorni prima. Il  pubblico ministero puo' depositare in cancelleria le sue conclusioni  scritte non oltre venti giorni prima dell'adunanza in camera di  consiglio. Le parti possono depositare le loro memorie non oltre  dieci giorni prima dell'adunanza in camera di consiglio. In camera di  consiglio la Corte giudica senza l'intervento del pubblico ministero  e delle parti»;  g) l'articolo 380-ter e' sostituito dal seguente:  «Art. 380-ter. (Procedimento per la decisione sulle istanze di  regolamento di giurisdizione e di competenza). - Nei casi previsti  dall'articolo 375, primo comma, numero 4), il presidente richiede al  pubblico ministero le sue conclusioni scritte.  Le conclusioni e il decreto del presidente che fissa l'adunanza  sono notificati, almeno venti giorni prima, agli avvocati delle  parti, che hanno facolta' di presentare memorie non oltre cinque  giorni prima della medesima adunanza.  In camera di consiglio la Corte giudica senza l'intervento del  pubblico ministero e delle parti»;  h) all'articolo 390, primo comma, le parole: «o siano notificate le  conclusioni scritte del pubblico ministero nei casi di cui  all'articolo 380-ter» sono sostituite dalle seguenti: «o sino alla  data dell'adunanza camerale, o finche' non siano notificate le  conclusioni scritte del pubblico ministero nei casi di cui  all'articolo 380-ter»;  i) all'articolo 391:  1) il primo comma e' sostituito dal seguente:  «Sulla rinuncia e nei casi di estinzione del processo disposta per  legge la Corte provvede con ordinanza in camera di consiglio, salvo  che debba decidere altri ricorsi contro lo stesso provvedimento  fissati per la pubblica udienza. Provvede il presidente, con decreto,  se non e' stata ancora fissata la data della decisione»;  2) al secondo comma, dopo le parole: «Il decreto» sono inserite le  seguenti: «, l'ordinanza»;  l) all'articolo 391-bis:  1) il primo comma e' sostituito dal seguente:  «Se la sentenza o l'ordinanza pronunciata dalla Corte di cassazione  e' affetta da errore materiale o di calcolo ai sensi dell'articolo  287, ovvero da errore di fatto ai sensi dell'articolo 395, numero 4),  la parte interessata puo' chiederne la correzione o la revocazione  con ricorso ai sensi degli articoli 365 e seguenti. La correzione  puo' essere chiesta, e puo' essere rilevata d'ufficio dalla Corte, in  qualsiasi tempo. La revocazione puo' essere chiesta entro il termine  perentorio di sessanta giorni dalla notificazione ovvero di sei mesi  dalla pubblicazione del provvedimento»;  2) il secondo comma e' sostituito dal seguente:  «Sulla correzione la Corte pronuncia nell'osservanza delle  disposizioni di cui all'articolo 380-bis, primo e secondo comma»;  3) il quarto comma e' sostituito dal seguente:  «Sul ricorso per revocazione, anche per le ipotesi regolate dall'articolo 391-ter, la Corte pronuncia nell'osservanza delle  disposizioni di cui all'articolo 380-bis, primo e secondo comma, se  ritiene l'inammissibilita', altrimenti rinvia alla pubblica udienza  della sezione semplice».  2. Le disposizioni di cui al comma 1 si applicano ai ricorsi  depositati successivamente alla data di entrata in vigore della legge  di conversione del presente decreto, nonche' a quelli gia' depositati  alla medesima data per i quali non e' stata fissata udienza o  adunanza in camera di consiglio. ))

Art. 2 Tirocini formativi e misure straordinarie per contrarre i tempi di  copertura delle vacanze nell'organico degli uffici giudiziari di  primo grado

1. All'articolo 73 del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69,  convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013 n. 98, sono  apportate le seguenti modificazioni:  a) al comma 1, le parole: «possono accedere, a domanda e per una  sola volta, a un periodo di formazione teorico-pratica presso le  Corti di appello, i tribunali ordinari, gli uffici requirenti di  primo e secondo grado, gli uffici e i tribunali di sorveglianza e i  tribunali per i minorenni della durata complessiva di diciotto mesi.»  sono sostituite dalle seguenti: «possono accedere, a domanda e per  una sola volta, a un periodo di formazione teorico-pratica presso la  Corte di cassazione, le Corti di appello, i tribunali ordinari, la  Procura generale presso la Corte di cassazione, gli uffici requirenti  di primo e secondo grado, gli uffici e i tribunali di sorveglianza e  i tribunali per i minorenni della durata complessiva di diciotto  mesi.»;  b) al comma 5-bis, dopo le parole: «dell'Ordine degli avvocati e»  sono inserite le seguenti: «con il Consiglio nazionale forense  relativamente agli uffici di legittimita', nonche'».  2. Al decreto legislativo 5 aprile 2006, n. 160, sono apportate le  seguenti modificazioni:  a) all'articolo 8:  1) al comma 1, dopo le parole: «posti messi a concorso» sono  inserite le seguenti «e di quelli aumentati ai sensi del comma  3-bis»;  2) dopo il comma 3 e' aggiunto il seguente: «3-bis. Entro  cinque giorni dall'ultima seduta delle prove orali del concorso il  Ministro della giustizia richiede al Consiglio superiore della  magistratura di assegnare ai concorrenti risultati idonei, secondo  l'ordine della graduatoria, ulteriori posti disponibili o che si  renderanno tali entro sei mesi dall'approvazione della graduatoria  medesima; detti posti non possono superare il decimo di quelli messi  a concorso. Il Consiglio superiore della magistratura provvede entro  un mese dalla richiesta.»;  b) all'articolo 13, il comma 2 e' abrogato.  3. (( In deroga a quanto previsto dalle disposizioni del titolo II  del decreto legislativo 30 gennaio 2006, n. 26, e al fine di  consentire una piu' celere copertura delle vacanze nell'organico  degli uffici giudiziari di primo grado, il tirocinio dei magistrati  ordinari dichiarati idonei all'esito di concorsi banditi negli anni  2014 e 2015 e nominati con decreto ministeriale adottato a norma  dell'articolo 8 del decreto legislativo 5 aprile 2006, n. 160, ad  eccezione dei magistrati ordinari vincitori del concorso riservato  alla provincia autonoma di Bolzano bandito con decreto del Ministro  della giustizia 4 settembre 2014, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale  - 4ª Serie speciale - n. 71 del 12 dicembre 2014, e nominati con decreto del Ministro della giustizia 10 dicembre 2015, ha, in via  straordinaria, la durata di dodici mesi e si articola in sessioni,  una delle quali della durata di un mese effettuata presso la Scuola  superiore della magistratura ed una della durata di undici mesi,  anche non consecutivi, effettuata presso gli uffici giudiziari.  Conseguentemente i tre periodi in cui si articola la sessione presso  gli uffici giudiziari, a norma dell'articolo 21, comma 1, del citato  decreto legislativo n. 26 del 2006, hanno la seguente durata:  a) tre mesi, per il primo periodo;  b) due mesi, per il secondo periodo;  c) sei mesi, per il terzo periodo. ))  4. Le disposizioni del comma 2, lettera a), si applicano anche ai  concorsi per magistrato ordinario in corso di svolgimento alla data  di entrata in vigore del presente decreto.  5. Per l'attuazione delle disposizioni di cui ai commi 2, 3 e 4 e'  autorizzata la spesa di euro 5.804.334 per l'anno 2017, di euro  6.214.395 per l'anno 2018, di euro 3.200.550 per l'anno 2019, di euro  3.254.431 per l'anno 2020, di euro 3.542.388 per l'anno 2021, di euro  3.563.285 per l'anno 2022, di euro 3.627.380 per l'anno 2023, di euro  3.702.158 per l'anno 2024, di euro 3.766.254 per l'anno 2025, di euro  3.841.032 annui a decorrere dall'anno 2026.

Art. 3 Disposizioni in materia  di tramutamenti successivi dei magistrati

1. All'articolo 194, primo comma, (( dell'ordinamento giudiziario  di cui al regio decreto )) 30 gennaio 1941, n. 12, le parole: «, ad  una sede da lui chiesta» sono sostituite dalle seguenti: «(( , ad una  sede ))» e le parole: «tre anni» sono sostituite dalle seguenti:  «quattro anni».  (( 1-bis. Le disposizioni del comma 1 concernenti la modifica del  termine non si applicano ai magistrati assegnati in prima sede  all'esito del tirocinio che hanno assunto l'effettivo possesso  dell'ufficio da almeno tre anni alla data di entrata in vigore del  presente decreto. Le medesime disposizioni non si applicano in ogni  caso in riferimento alle procedure di trasferimento ad altra sede o  di assegnazione ad altre funzioni gia' iniziate alla data di entrata  in vigore del presente decreto. ))

Art. 4 Disposizioni per l'efficienza degli uffici di sorveglianza e divieto  di assegnazione del personale dell'amministrazione della giustizia  ad altre amministrazioni

1. All'articolo 68, comma 2, della legge 26 luglio 1975, n. 354, e'  aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Il personale amministrativo  di cui al periodo precedente non puo' essere destinato  temporaneamente ad altri uffici del distretto giudiziario di  appartenenza senza il nulla-osta del presidente del tribunale di  sorveglianza.».  2. In deroga a quanto previsto dall'articolo 17, comma 14, della  legge 15 maggio 1997, n. 127, il personale in servizio presso  l'amministrazione della giustizia, fatta eccezione per il personale  con qualifiche dirigenziali, non puo' essere comandato, distaccato o  assegnato presso altre pubbliche amministrazioni fino al 31 dicembre  2019.  3. Le disposizioni di cui al comma 2 non si applicano relativamente ai comandi, ai distacchi (( e alle assegnazioni in corso )) nonche' a  quelli presso gli organi costituzionali.

Art. 5 Proroga del trattenimento in servizio di magistrati presso la Suprema  Corte di cassazione e modifica del limite di eta' per il  conferimento di funzioni direttive di legittimita'

1. Al fine di assicurare la continuita' negli incarichi apicali,  direttivi superiori e direttivi presso la Suprema Corte di cassazione  e la Procura generale della Corte di cassazione, in ragione delle  molteplici iniziative di riforma intraprese per la definizione  dell'elevato contenzioso ivi pendente, gli effetti dell'articolo 1,  comma 3, del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 90, convertito, con  modificazioni, dalla legge 11 agosto 2014, n. 114, sono ulteriormente  differiti al 31 dicembre 2017 per i magistrati che ricoprono funzioni  apicali, direttive superiori o direttive presso la Suprema Corte di  cassazione e la Procura generale, i quali non abbiano compiuto il  settantaduesimo anno di eta' alla data del 31 dicembre 2016 e che  debbano essere collocati a riposo nel periodo compreso fra la  medesima data del 31 dicembre 2016 e il 30 dicembre 2017. Per tutti  gli altri magistrati ordinari resta fermo il termine ultimo di  permanenza in servizio stabilito dal citato articolo 1, comma 3, del  decreto-legge n. 90 del 2014.  2. All'articolo 35 del decreto legislativo 5 aprile 2006, n. 160,  il comma 1 e' sostituito dal seguente:  «1. Le funzioni direttive di cui all'articolo 10, commi da 10 a 13,  possono essere conferite esclusivamente ai magistrati che, (( alla  data )) della vacanza del posto messo a concorso, assicurano almeno  quattro anni di servizio prima della data di collocamento a riposo.  Le funzioni direttive di cui all'articolo 10, comma 14, possono  essere conferite esclusivamente ai magistrati che, (( alla data ))  della vacanza del posto messo a concorso, assicurano almeno tre anni  di servizio prima della data di collocamento a riposo.».

Art. 6 Modifiche (( alla legge 5 marzo 1991, n. 71 )), in materia di norme  sull'ordinamento giudiziario

1. Alla Tabella B, allegata (( alla legge 5 marzo 1991, n. 71 )),  sono apportate le seguenti modificazioni:  «a) alla lettera I il numero: "366" e' sostituito dal numero:  "314";  b) alla lettera L il numero: "9.039" e' sostituito dal numero:  "9.091".».

Capo II

Misure urgenti per la giustizia amministrativa

Art. 7 Disposizioni sul processo amministrativo telematico

1. Al codice del processo amministrativo, di cui all'allegato 1 al  decreto legislativo 2 luglio 2010, n. 104, a decorrere dal 1º gennaio 2017, sono apportate le seguenti modificazioni:  a) all'articolo 25, dopo il comma 1, sono aggiunti i seguenti:  «1-bis. Al processo amministrativo telematico si applica, in quanto  compatibile, l'articolo 16-sexies del decreto-legge 18 ottobre 2012,  n. 179, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012,  n. 221.  1-ter. A decorrere dal 1° gennaio 2018 il comma 1 non si applica  per i ricorsi (( soggetti alla disciplina del processo amministrativo  telematico )).»;  b) all'articolo 136:  (( 01) al comma 1 sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «o di  indirizzo di posta elettronica certificata. Ai fini dell'efficacia  delle comunicazioni di segreteria e' sufficiente che vada a buon fine  una sola delle comunicazioni effettuate a ciascun avvocato componente  il collegio difensivo»; ))  1) il comma 2 e' sostituito dal seguente:  «2. I difensori, le parti nei casi in cui stiano in giudizio  personalmente e gli ausiliari del giudice depositano tutti gli atti e  i documenti con modalita' telematiche. In casi eccezionali, anche in  considerazione della ricorrenza di particolari ragioni di  riservatezza legate alla posizione delle parti o alla natura della  controversia il presidente del tribunale o del Consiglio di Stato, il  presidente della sezione se il ricorso e' gia' incardinato o il  collegio se la questione sorge in udienza possono dispensare, ((  previo provvedimento motivato )), dall'impiego delle modalita' di  sottoscrizione e di deposito di cui al comma 2-bis ed al primo  periodo del presente comma; in tali casi e negli altri casi di  esclusione dell'impiego di modalita' telematiche previsti dal decreto  di cui all'articolo 13, comma 1, delle norme di attuazione, si  procede al deposito ed alla conservazione degli atti e dei  documenti.»;  2) (( il comma 2-bis e' sostituito dal seguente:  «2-bis. Salvi i casi di cui al comma 2, tutti gli atti e i  provvedimenti del giudice, dei suoi ausiliari, del personale degli  uffici giudiziari e delle parti sono sottoscritti con firma digitale.  Dall'attuazione del presente comma non devono derivare nuovi o  maggiori oneri per la finanza pubblica»; ))  3) dopo il comma 2-bis, sono aggiunti i seguenti:  «2-ter. Quando il difensore depositi con modalita' telematiche la  copia informatica, anche per immagine, di un atto processuale di  parte, di un provvedimento del giudice o di un documento formato su  supporto analogico e detenuto in originale o in copia conforme,  attesta la conformita' della copia al predetto atto mediante  l'asseverazione di cui all'articolo 22, comma 2, del codice di cui al  decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82. (( Analogo potere di  attestazione di conformita' e' esteso agli atti e ai provvedimenti  presenti nel fascicolo informatico, con conseguente esonero dal  versamento dei diritti di copia. Resta escluso il rilascio della  copia autentica della formula esecutiva ai sensi dell'articolo 475  del codice di procedura civile, di competenza esclusiva delle  segreterie degli uffici giudiziari. La copia munita dell'attestazione  di conformita' equivale all'originale o alla copia conforme dell'atto  o del provvedimento. Nel compimento dell'attestazione di conformita'  di cui al presente comma i difensori assumono ad ogni effetto la  veste di pubblici ufficiali. ))  2-quater. Il presidente della sezione o il collegio se la questione  sorge in udienza possono autorizzare il privato chiamato in causa  dallo stesso giudice, che non possa effettuare il deposito di scritti  difensivi o di documenti mediante PEC, (( a depositarli )) mediante  upload attraverso (( il sito internet istituzionale )).».  2. Alle norme di attuazione, di cui all'allegato 2 al decreto legislativo 2 luglio 2010, n. 104, a decorrere dal 1º gennaio 2017,  sono apportate le seguenti modificazioni:  a) all'articolo 3, comma 1, le parole: «possono essere eseguite»  sono sostituite dalle seguenti: «sono eseguite»;  b) all'articolo 4, il comma 4 e' sostituito dal seguente:  «4. E' assicurata la possibilita' di depositare con modalita'  telematica gli atti in scadenza fino alle ore 24:00 dell'ultimo  giorno consentito. Il deposito e' tempestivo se entro le ore 24:00  del giorno di scadenza e' generata la ricevuta di avvenuta  accettazione, ove il deposito risulti, anche successivamente, andato  a buon fine. Agli effetti dei termini a difesa e della fissazione  delle udienze camerali e pubbliche il deposito degli atti e dei  documenti in scadenza effettuato oltre le ore 12:00 dell'ultimo  giorno consentito si considera effettuato il giorno successivo.»;  c) all'articolo 5, dopo il comma 3 e' inserito il seguente:  «3-bis. Nei casi in cui e' previsto il deposito di atti e documenti  in forma cartacea, il segretario forma un fascicolo cartaceo recante  i dati identificativi del procedimento; nel fascicolo cartaceo, che  si considera parte integrante del fascicolo d'ufficio, sono inseriti  l'indice dei documenti depositati, gli atti legittimanti il deposito  in forma cartacea e i documenti depositati. L'aggiornamento  dell'indice e' curato dal segretario ai sensi del comma 4.»;  (( c-bis) all'articolo 13, comma 1, sono aggiunti, in fine, i  seguenti periodi: «Al fine di garantire la tenuta del sistema e la  perfetta ricezione dei depositi, il Segretario generale della  giustizia amministrativa puo' stabilire, con proprio decreto, i  limiti delle dimensioni del singolo file allegato al modulo di  deposito effettuato mediante PEC o upload. In casi eccezionali, e se  non e' possibile effettuare piu' invii dello stesso scritto difensivo  o documento, il presidente del tribunale o del Consiglio di Stato, il  presidente della sezione se il ricorso e' gia' incardinato o il  collegio se la questione sorge in udienza possono autorizzare il  deposito cartaceo»; ))  d) all'articolo 13, dopo il comma 1-bis, sono inseriti i  seguenti:  «1-ter. Salvi i casi in cui e' diversamente disposto, tutti gli  adempimenti previsti dal codice e dalle norme di attuazione inerenti  ai ricorsi depositati in primo o secondo grado dal 1º gennaio 2017  sono eseguiti con modalita' telematiche, secondo quanto disciplinato  nel decreto di cui al comma 1.  1-quater. Sino al 31 dicembre 2017 i depositi dei ricorsi, degli  scritti difensivi e della documentazione possono essere effettuati  con PEC o, nei casi previsti, mediante upload attraverso il sito  istituzionale, dai domiciliatari anche non iscritti all'Albo degli  avvocati. Le comunicazioni di segreteria (( possono essere fatte ))  alla PEC del domiciliatario.»;  e) (( nel titolo IV, ))dopo l'articolo 13 e' inserito il  seguente:  «Art. 13-bis. (Misure transitorie per l'uniforme applicazione del  processo amministrativo telematico) - 1. Per un periodo di tre anni a  decorrere dal 1° gennaio 2017, il collegio di primo grado cui e'  assegnato il ricorso, se rileva che il punto di diritto sottoposto al  suo esame e vertente sull'interpretazione (( e sull'applicazione ))  delle norme in tema di processo amministrativo telematico ha gia'  dato luogo a significativi contrasti giurisprudenziali rispetto a  decisioni di altri tribunali amministrativi regionali o del Consiglio  di Stato, tali da incidere in modo rilevante sul diritto di difesa di  una parte, con ordinanza emanata su richiesta di parte o d'ufficio e  pubblicata in udienza, puo' sottoporre al presidente del Consiglio di  Stato istanza di rimessione del ricorso all'esame (( dell'adunanza  plenaria )), contestualmente rinviando la trattazione del giudizio alla prima udienza successiva al sessantesimo giorno dall'udienza in  cui e' pubblicata l'ordinanza. Il presidente del Consiglio di Stato  comunica l'accoglimento della richiesta entro trenta giorni dal  ricevimento, e in tal caso nell'udienza davanti al tribunale il  processo e' sospeso fino all'esito della decisione dell'adunanza  plenaria. La mancata risposta del presidente del Consiglio di Stato  entro trenta giorni dal ricevimento della richiesta equivale a  rigetto. (( L'adunanza plenaria e' convocata per una data non  successiva a tre mesi dalla richiesta )) e decide la sola questione  di diritto relativa al processo amministrativo telematico.».  3. Le modifiche introdotte dal presente articolo, nonche' quelle  disposte (( dall'articolo 20, comma 1-bis, del decreto-legge 27  giugno 2015, n.83, convertito, con modificazioni, dalla legge 6  agosto 2015, n. 132, come modificato dal presente articolo )), hanno  efficacia con riguardo ai giudizi introdotti con i ricorsi  depositati, in primo o in secondo grado, a far data dal 1° gennaio  2017; ai ricorsi depositati anteriormente a tale data, continuano ad  applicarsi, fino all'esaurimento del grado di giudizio nel quale sono  pendenti alla data stessa e comunque non oltre il 1° gennaio 2018, le  norme vigenti alla data di entrata in vigore del presente decreto.  4. A decorrere dal 1º gennaio 2017 e sino al 1º gennaio 2018 per i  giudizi introdotti con i ricorsi depositati, in primo o in secondo  grado, con modalita' telematiche deve essere depositata almeno una  copia cartacea del ricorso e degli scritti difensivi, con  l'attestazione di conformita' al relativo deposito telematico.  5. Le disposizioni sul processo amministrativo telematico contenute  negli allegati al decreto legislativo 2 luglio 2010, n. 104, non si  applicano alle controversie di cui all'articolo 22 e agli articoli 39  e seguenti del Capo V della legge 3 agosto 2007, n. 124.  6. Al fine di garantire la sicurezza del sistema informativo della  giustizia amministrativa (SIGA) a decorrere dal 1º gennaio 2017 i  depositi telematici degli atti processuali e dei documenti sono  effettuati dai difensori e dalle Pubbliche amministrazioni mediante  l'utilizzo esclusivo di un indirizzo di posta elettronica certificata  risultante dai pubblici elenchi, gestiti dal Ministero della  giustizia.  (( 6-bis. A decorrere dalla data di entrata in vigore della legge  di conversione del presente decreto, all'articolo 13 delle norme di  attuazione, di cui all'allegato 2 al decreto legislativo 2 luglio  2010, n. 104, il comma 1-bis e' sostituito dal seguente:  «1-bis. In attuazione del criterio di graduale introduzione del  processo telematico e fino alla data del 30 novembre 2016 si procede  alla sperimentazione delle nuove disposizioni presso tutti i  tribunali amministrativi regionali e le sezioni giurisdizionali del  Consiglio di Stato. L'individuazione delle concrete modalita'  attuative della sperimentazione e' demandata agli organi della  giustizia amministrativa nel rispetto di quanto previsto nel predetto  decreto». ))  7. Al fine di assicurare il costante coordinamento delle attivita'  relative all'avvio del processo amministrativo telematico, di  garantire le disponibilita' delle risorse umane e strumentali  occorrenti nonche' di verificare il rispetto dei connessi obblighi di  servizio, e' istituita una commissione di monitoraggio, presieduta  dal presidente aggiunto del Consiglio di Stato e composta dal  presidente di tribunale amministrativo regionale con la maggiore  anzianita' di ruolo, dal segretario generale della giustizia  amministrativa, dal responsabile del servizio centrale per  l'informatica e le tecnologie di comunicazione, (( nonche' da altri  componenti aventi particolari competenze tecniche, anche esterni  all'amministrazione, scelti dal consiglio di presidenza della  giustizia amministrativa in misura non superiore a due, di cui uno nell'ambito di un elenco di tre soggetti indicati dal Consiglio  nazionale forense e uno nell'ambito di un elenco di tre soggetti  indicati dalle associazioni specialistiche piu' rappresentative di  cui all'articolo 35, comma 1, lettera s), della legge 31 dicembre  2012, n. 247, nel settore del diritto amministrativo )). La  partecipazione alla commissione e' obbligatoria e a titolo totalmente  gratuito. La commissione si avvale del personale e delle risorse  strumentali e logistiche del segretariato generale della giustizia  amministrativa. Il presidente aggiunto del Consiglio di Stato  riferisce mensilmente al consiglio di presidenza della giustizia  amministrativa sull'andamento dei lavori della commissione e propone  le eventuali modifiche organizzative che si rendono necessarie per la  migliore funzionalita' del processo amministrativo telematico. ((  Alle sedute del consiglio di presidenza della giustizia  amministrativa nelle quali possono essere adottate misure finalizzate  ad assicurare la migliore funzionalita' del processo amministrativo  telematico partecipano, con diritto di voto in relazione all'adozione  di tali misure, il presidente aggiunto del Consiglio di Stato ed il  presidente di tribunale amministrativo regionale con la maggiore  anzianita' di ruolo. ))  8. (( Sono abrogati il comma 1-bis dell'articolo 38 del  decreto-legge 24 giugno 2014, n. 90, convertito, con modificazioni,  dalla legge 11 agosto 2014, n. 114, la lettera b) del comma 1-bis  dell'articolo 20 del decreto-legge 27 giugno 2015, n.83, convertito,  con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2015, n. 132, e )) il comma  1-bis dell'articolo 2 del decreto-legge 30 giugno 2016, n. 117,  convertito, con modificazioni, dalla legge 12 agosto 2016, n. 161.  (( 8-bis. A decorrere dal 1° gennaio 2017, i pareri resi dal  Consiglio di Stato e dal Consiglio di giustizia amministrativa per la  Regione siciliana e gli atti delle segreterie relativi all'attivita'  consultiva sono sottoscritti con firma digitale.  8-ter. In considerazione dell'avvio del processo amministrativo  telematico previsto per il 1° gennaio 2017, l'articolo 192 del testo  unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di  spese di giustizia, di cui al decreto del Presidente della Repubblica  30 maggio 2002, n.115, e' sostituito dal seguente:  «Art. 192.(L) (Modalita' di pagamento). - 1. Salvo il caso previsto  dal comma 2, il contributo unificato e' corrisposto mediante:  a) versamento ai concessionari;  b) versamento in conto corrente postale intestato alla sezione di  tesoreria provinciale dello Stato;  c) versamento presso le rivendite di generi di monopolio e di  valori bollati.  2. Il contributo unificato per i ricorsi proposti dinanzi al  giudice amministrativo e' versato secondo modalita' stabilite con  decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, da adottare entro  trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente  disposizione, sentito il presidente del Consiglio di Stato.  3. Il comma 2 si applica ai ricorsi depositati successivamente alla  data di entrata in vigore del decreto di cui al medesimo comma 2.  Nelle more dell'adozione del decreto di cui al comma 2, si applicano  le disposizioni di cui al comma 1.  4. Fatto salvo quanto previsto dal comma 2 del presente articolo,  resta fermo il disposto dell'articolo 191.  5. Dall'attuazione dei commi 2 e 3 non devono derivare nuovi o  maggiori oneri per la finanza pubblica».  8-quater. Le disposizioni in materia di contenzioso sulle  operazioni elettorali relative al rinnovo degli organi elettivi dei  comuni, delle province e delle regioni, previste dal libro quarto,  titolo VI, del codice del processo amministrativo, di cui  all'allegato 1 al decreto legislativo 2 luglio 2010, n. 104, si applicano anche al contenzioso sulle operazioni elettorali delle  citta' metropolitane.  8-quinquies. Dalle disposizioni del presente articolo non devono  derivare nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio dello Stato. ))

Art. 7 bis Sinteticita' e chiarezza degli atti di parte

1. Al fine di assicurare la sinteticita' e la chiarezza degli atti  di parte, anche in considerazione dell'avvio e dell'attuazione del  processo amministrativo telematico, al decreto legislativo 2 luglio  2010, n. 104, sono apportate le seguenti modificazioni:  a) all'articolo 3, comma 2, del codice del processo  amministrativo, di cui all'allegato 1, sono aggiunte, in fine, le  seguenti parole: «, secondo quanto disposto dalle norme di  attuazione»;  b) al titolo IV delle norme di attuazione, di cui all'allegato 2:  1) la rubrica e' sostituita dalla seguente: «Processo  amministrativo telematico e criteri di redazione degli atti  processuali»;  2) dopo l'articolo 13-bis e' aggiunto il seguente:  «Art. 13-ter. (Criteri per la sinteticita' e la chiarezza degli  atti di parte). - 1. Al fine di consentire lo spedito svolgimento del  giudizio in coerenza con i principi di sinteticita' e chiarezza di  cui all'articolo 3, comma 2, del codice, le parti redigono il ricorso  e gli altri atti difensivi secondo i criteri e nei limiti  dimensionali stabiliti con decreto del presidente del Consiglio di  Stato, da adottare entro il 31 dicembre 2016, sentiti il Consiglio di  presidenza della giustizia amministrativa, il Consiglio nazionale  forense e l'Avvocato generale dello Stato, nonche' le associazioni di  categoria degli avvocati amministrativisti.  2. Nella fissazione dei limiti dimensionali del ricorso e degli  atti difensivi si tiene conto del valore effettivo della  controversia, della sua natura tecnica e del valore dei diversi  interessi sostanzialmente perseguiti dalle parti. Dai suddetti limiti  sono escluse le intestazioni e le altre indicazioni formali  dell'atto.  3. Con il decreto di cui al comma 1 sono stabiliti i casi per i  quali, per specifiche ragioni, puo' essere consentito superare i  relativi limiti.  4. Il Consiglio di presidenza della giustizia amministrativa, anche  mediante audizione degli organi e delle associazioni di cui al comma  1, effettua un monitoraggio annuale al fine di verificare l'impatto e  lo stato di attuazione del decreto di cui al comma 1 e di formulare  eventuali proposte di modifica. Il decreto e' soggetto ad  aggiornamento con cadenza almeno biennale, con il medesimo  procedimento di cui al comma 1.  5. Il giudice e' tenuto a esaminare tutte le questioni trattate  nelle pagine rientranti nei suddetti limiti. L'omesso esame delle  questioni contenute nelle pagine successive al limite massimo non e'  motivo di impugnazione».  2. Dalla data di entrata in vigore del decreto del presidente del  Consiglio di Stato previsto al comma 1 dell'articolo 13-ter delle  norme di attuazione, di cui all'allegato 2 al decreto legislativo 2  luglio 2010, n. 104, introdotto dal comma 1 del presente articolo:  a) al comma 6 dell'articolo 120 del codice del processo  amministrativo, di cui all'allegato 1 al decreto legislativo n. 104  del 2010, le parole da: «Al fine di consentire» fino alla fine del  comma sono soppresse;
b) il comma 2-bis dell'articolo 40 del decreto-legge 24 giugno  2014, n. 90, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 agosto  2014, n. 114, e' abrogato. ))

Art. 8 Ufficio per il processo amministrativo

1. Al fine di garantire la ragionevole durata del processo e la  piena attuazione del processo amministrativo telematico, dopo  l'articolo 53-bis della legge 27 aprile 1982, n. 186, e' inserito il  seguente:  «Art. 53-ter (Ufficio per il processo). - 1. A supporto  dell'attivita' dei magistrati amministrativi sono costituite  strutture organizzative interne degli uffici di segreteria del  Consiglio di Stato, del Consiglio di giustizia amministrativa per la  regione siciliana, dei tribunali amministrativi regionali,  denominate: "ufficio per il processo", mediante l'utilizzo,  nell'ambito della dotazione organica di cui alla (( tabella A  allegata al decreto-legge 31 agosto 2016, n. 168, e di cui agli  articoli 19-ter e 19-quater del decreto del Presidente della  Repubblica 6 aprile 1984, n. 426 )), del personale di segreteria di  area funzionale III. Alla suddetta attivita' possono, altresi',  concorrere coloro che svolgono, presso i predetti uffici, il  tirocinio formativo a norma dell'articolo 73 del decreto-legge 21  giugno 2013, n. 69, convertito, con modificazioni, dalla legge 9  agosto 2013, n. 98, o la formazione professionale a norma  dell'articolo 37, comma 5, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98,  convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, o  il tirocinio disciplinato dal regolamento di cui al decreto del  Ministro della giustizia 17 marzo 2016, n. 70, recante la disciplina  per lo svolgimento del tirocinio per l'accesso alla professione  forense ai sensi dell'articolo 41, comma 13, della legge 31 dicembre  2012, n. 247. Con il regolamento di organizzazione di cui  all'articolo 53-bis, sono individuati i compiti e l'organizzazione  dell'ufficio per il processo, anche, se del caso, prevedendo un unico  ufficio per una pluralita' di sezioni dell'ufficio giudiziario,  nonche' eventualmente fissando il limite dimensionale minimo  dell'ufficio giudiziario, necessario per l'attivazione dell'ufficio  per il processo.».  2. Le disposizioni attuative del comma 1 sono emanate entro sei  mesi dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del  presente decreto. All'attuazione delle disposizioni di cui al  presente articolo si provvede con le risorse umane, strumentali e  finanziarie previste a legislazione vigente e senza nuovi o maggiori  oneri per la finanza pubblica.

Art. 9 Disposizioni per l'efficienza  della giustizia amministrativa

1. Per assicurare la funzionalita' del Servizio centrale per  l'informatica e le tecnologie di comunicazione della giustizia  amministrativa, nonche' per l'attuazione del programma di  digitalizzazione degli uffici giudiziari, in vista dell'avvio del  processo amministrativo telematico previsto per il 1º gennaio 2017,  la dotazione organica delle qualifiche dirigenziali, delle aree  funzionali, delle posizioni economiche e dei profili professionali del personale amministrativo e tecnico del Consiglio di Stato e dei  tribunali amministrativi regionali e' rideterminata con la Tabella A  allegata al presente decreto e secondo i posti di funzione  dirigenziali, cosi' come previsti dal decreto del Presidente del  Consiglio di Stato del 15 febbraio 2005, pubblicato nella Gazzetta  Ufficiale n. 84 del 12 aprile 2005.  2. La copertura e' assicurata mediante autorizzazione di una  procedura di assunzioni straordinarie di 53 unita' di personale, a  tempo indeterminato, mediante procedure concorsuali pubbliche  disciplinate con decreto del Presidente del Consiglio di Stato, nel  rispetto dei principi di cui all'articolo 35, comma 3, del decreto  legislativo 30 marzo 2001, n. 165, da inquadrare rispettivamente,  tre, come dirigenti tecnici, nell'Area I Dirigenziale, trenta nella  III Area del personale non dirigenziale, posizione economica F1, nel  profilo professionale di funzionario informatico, venti nella II Area  del personale non dirigenziale, posizione economica F1, nel profilo  professionale di assistente informatico.  3. In funzione dello svolgimento delle procedure di cui al comma 2,  con decreto del Presidente del Consiglio di Stato si provvede, nei  limiti della dotazione organica complessiva del ruolo della giustizia  amministrativa di cui alla Tabella A allegata al presente decreto, e  della relativa spesa, alla rimodulazione dei profili professionali e  alla loro ripartizione nell'ambito delle aree di riferimento, nonche'  alla individuazione di nuovi profili anche tecnici, nel rispetto  dell'ordinamento professionale vigente del comparto ministeri.  4. Le procedure di cui al comma 2 sono disposte in deroga a quanto  disposto dall'articolo 1, comma 425, della legge 23 dicembre 2014, n.  190, e successive modificazioni, nonche' in deroga ai limiti  assunzionali previsti dalla normativa vigente in materia di turn  over.  5. All'attuazione delle disposizioni di cui al presente articolo si  provvede con le risorse strumentali e finanziarie previste a  legislazione vigente senza nuovi o maggiori oneri per la finanza  pubblica, ad eccezione delle spese di personale a cui si provvede ai  sensi dell'articolo 11, comma 6.

Art. 10 Proroga degli effetti del trattenimento in servizio di magistrati  amministrativi e contabili e avvocati dello Stato

1. Al fine di salvaguardare la funzionalita' della giustizia  amministrativa e in particolare delle funzioni consultive e  giurisdizionali del Consiglio di Stato, le disposizioni dell'articolo  5, comma 1, si applicano anche ai magistrati del Consiglio di Stato  nella posizione equivalente ai magistrati ordinari individuati allo  stesso articolo 5, comma 1, che non abbiano compiuto il settantesimo  anno di eta' al 31 dicembre 2016.  2. Per assicurare la funzionalita' della Avvocatura dello Stato, le  disposizioni dell'articolo 5, comma 1, si applicano anche agli  avvocati dello Stato nella posizione equivalente ai magistrati  ordinari individuati allo stesso articolo 5, comma 1, che non abbiano  compiuto il settantesimo anno di eta' alla data del 31 dicembre 2016.  3. Al fine di salvaguardare la piena funzionalita' della Corte dei  conti, gli effetti dell'articolo 1, comma 3, del decreto-legge 24  giugno 2014, n. 90, convertito, con modificazioni, dalla legge 11  agosto 2014, n. 114, sono differiti al 31 dicembre 2017 per i  magistrati contabili in servizio, con funzioni direttive o  semidirettive, che non abbiano compiuto il settantesimo anno di eta'  alla data del 31 dicembre 2016 e che debbano essere collocati a  riposo nel periodo compreso fra la medesima data del 31 dicembre 2016 e il 30 dicembre 2017. Per tutti gli altri magistrati contabili resta  fermo il termine ultimo di permanenza in servizio stabilito dal  citato articolo 1, comma 3, del decreto-legge n. 90 del 2014.

Capo III

Disposizioni finanziarie e finali  

Art. 11 Disposizioni finanziarie

1. All'articolo 1, comma 425, della legge 23 dicembre 2014, n. 190,  al settimo periodo, la parola: «1211» e' sostituita dalla seguente:  «1075», le parole: «821 nel corso dell'anno 2016» sono sostituite  dalle seguenti: «685 nel corso dell'anno 2016».  2. All'articolo 22, comma 1, (( alinea, )) del decreto-legge 27  giugno 2015, n. 83, (( convertito, con modificazioni, dalla legge 6  agosto 2015, n. 132, )) la parola: «40.966.000» e' sostituita dalla  seguente: «34.710.000», la parola: «57.906.000» e' sostituita dalla  seguente: «51.650.000» e la parola: «56.906.000» e' sostituita dalla  seguente: «50.650.000».  3. All'articolo 22, comma 1, lettera b), del decreto-legge 27  giugno 2015, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 22  agosto 2015, n. 132, la parola: «37.766.000» e' sostituita dalla  seguente: «31.510.000», la parola: «55.706.000» e' sostituita dalla  seguente: «49.450.000»  4. Agli oneri derivanti dall'attuazione dell'articolo 2, comma 5,  pari complessivamente a 5.804.334 euro per l'anno 2017, a 6.214.395  euro per l'anno 2018, a 3.200.550 euro per l'anno 2019, a 3.254.431  euro per l'anno 2020, a 3.542.388 euro per l'anno 2021, a 3.563.285  euro per l'anno 2022, a 3.627.380 euro per l'anno 2023, a 3.702.158  euro per l'anno 2024, a 3.766.254 euro per l'anno 2025 e a 3.841.032  euro (( annui )) a decorrere dall'anno 2026, si provvede mediante  corrispondente riduzione del Fondo di cui all'articolo 1, comma 96,  della legge 23 dicembre 2014, n. 190.  5. Il Ministro dell'economia e delle finanze e' autorizzato ad  apportare, con proprio decreto, le occorrenti variazioni di bilancio.  6. Agli oneri di personale derivanti dall'articolo 9, pari a euro  2.553.700 (( annui )) a decorrere dall'anno 2017, si provvede  mediante l'utilizzo delle risorse di cui all'articolo 37, comma 10,  secondo periodo, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito,  con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, gia'  destinate, dal comma 11-bis del medesimo articolo 37, alle spese di  funzionamento della giustizia amministrativa, che restano, pertanto,  acquisite all'entrata del bilancio dello Stato.

Art. 12 Entrata in vigore

1. Il presente decreto entra in vigore il giorno stesso della sua  pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e  sara' presentato alle Camere per la conversione in legge.


Tabella A

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