mercoled́, 28 settembre 2022

Maternità: il nuovo congedo obbligatorio e facoltativo per il padre

Circolare con allegati normativi - Redazione

 

Riferimenti normativi: Art. 4, c. 24 legge 28.6.2012 n. 92 - Decreto 22.12.2012 pubblicato sulla G.U. n. 37 del 13.2.2013 - Corte Costituzionale, sentenza 7.4.2011 n. 116 - Decreto Legislativo 13.2.2013 n. 37 - Circolare Inps n. 40 del 14.3.2013 - Messaggio Inps n. 6499 del 18.4.2013 - Messaggio Inps n. 18529 del 13.7.2010 - Messaggio Inps n. 28997 del
18.11.2010

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Buone notizie per i papà che sono divenuti tali dal gennaio di quest'anno. Con la pubblicazione della legge 92/2012 (Riforma del mercato del lavoro in una prospettiva di crescita) il Legislatore si pone nello spirito di favorire e conciliare i tempi di vita con il lavoro.
La portata della nuova norma é molto ampia e abbraccia molti aspetti della vita lavorativa e familiare. Nello specifico l'art. 24, IV comma della legge affronta la tematica dei congedi per maternità integrando quanto già disposto dalle precedenti norme che regolano la materia. Anzi, con piglio deciso, diverso dal tenore di scrittura dalle norme vigenti il
Legislatore istituisce il "congedo obbligatorio e il congedo facoltativo per il padre lavoratore" contribuendo fortemente nell'accostare i termini maternità e paternità (qui certamente intesa come benefici da essa derivati ed in pieno profilo di diritto) alla figura dei due genitori.
Ovviamente non é questo il primo provvedimento che interessa la tutela e i diritti del padre alla nascita di un figlio ma ne fortifica comunque il senso.
La nuova disciplina istituisce in favore del padre lavoratore il congedo obbligatorio di un giorno e un congedo facoltativo (alternativo a quello della madre, quindi non cumulabile) di
due giorni. Al contrario di quanto previsto per analoghi permessi parentali la fruizione dei congedi non é frazionabile in ore.
Il congedo, così come introdotto dalla legge 92/2012 e disciplinato dal Decreto 22.12.2012 spetta al padre lavoratore dipendente qui inteso come dipendente del settore privato.
Infatti la norma non é direttamente applicabile ai dipendenti delle pubbliche amministrazioni perché a questa categoria di lavoratori si applicano norme specifiche.
Ciò significa che i padri lavoratori del settore pubblico hanno egualmente diritto al congedo previsto dalla legge ma per loro si dovrà attendere uno specifico provvedimento promosso dal Ministro per la pubblica amministrazione che definisca tempi e modi per uniformare la nuova disciplina anche ai dipendenti del settore pubblico.
Il congedo obbligatorio di un giorno si può fruire entro il quinto mese di vita del bambino anche durante il periodo di congedo per maternità obbligatoria fruito dalla madre.
Trattandosi di due istituti diversi tra loro l'uno non esclude l'altro. Il congedo viene altresì riconosciuto al lavoratore che già fruisce del congedo di paternità ai sensi del Decreto
Legislativo 151/2001. Diversamente da quanto previsto per il congedo obbligatorio la fruizione del congedo facoltativo (due giorni) viene subordinata alla circostanza che la madre lavoratrice non fruisca di altrettante giornate a titolo di congedo di maternità per diritto proprio.
Ne consegue che la fruizione da parte del padre determinerà l'anticipazione del termine del periodo di congedo post partum (beneficiato dalla madre) per i giorni fruiti dal padre. In
buona sostanza il congedo facoltativo del padre non si cumula con i congedi per maternità della madre.
Anche in questo caso il padre dovrà beneficiare dei congedi entro il quinto mese di vita del bambino.

Anche in caso di parto prematuro il termine di fruizione del congedo resta fissato entro il quinto mese di vita del bambino. Ciò nonostante il disposto della sentenza della Corte Costituzionale n. 116 del 7.4.2011 che ha dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'articolo 16 lettera c del D.Lvo 26.3.2001 n. 151 nella parte in cui non prevede che, in caso di parto prematuro con ricovero del neonato in una struttura sanitaria pubblica o privata, che la madre possa fruire su richiesta e compatibilmente con le sue condizioni di salute attestate da documentazione medica, del congedo obbligatorio che le spetta, o parte di esso a far tempo dalla data di ingresso del bambino nella casa familiare.

Il congedo spetta anche in caso di adozione o affidamento e il termine del quinto mese di vita del bambino decorre:
- Dall'effettivo ingresso del minore in famiglia, per le adozioni nazionali;
- Dall'ingresso del minore in Italia in caso di adozione internazionale;
Il lavoratore che fruisce dei congedi (obbligatorio e facoltativo) ha diritto al conseguente trattamento economico che consiste nel pagamento di una indennità giornaliera pari al 100% della retribuzione percepita.

Tale indennità viene interamente anticipata dal datore di lavoro che provvederà, in sede di conguaglio a farsela restituire dall'Inps (salvo casistiche specifiche per le quali é previsto il pagamento diretto da parte dell'istituto) tramite specifiche modalità che saranno illustrate dall'Istituto con specifico messaggio.

Viene altresì garantita la copertura assicurativa mediante l'accredito di contributi figurativi
La domanda per ottenere i giorni di congedo va presentata per scritto al datore di lavoro con un preavviso di almeno 15 giorni dalla data in cui se ne vuole fruire. Se la domanda viene presentata per astenersi dal lavoro in concomitanza con la nascita del bambino si dovrà indicare la data presunta del parto.

Se la domanda interessa la fruizione del congedo facoltativo sarà necessario allegare alla medesima una specifica dichiarazione della madre dalla quale risulti che non intende fruire del congedo di maternità per un numero di giorni equivalenti a quelli che saranno fruiti dal padre. La dichiarazione va consegnata anche al datore di lavoro della madre del nascituro.
Come ricordato in precedenza tale circostanza determina la fine anticipata del termine del periodo di congedo di maternità della madre.

I congedi si possono richiedere:
- In costanza di rapporto lavorativo
- Durante il periodo indennizzato da indennità per disoccupazione (Aspi) e la mini Aspi
- nel periodo transitorio della indennità di mobilità o integrazione salariale indennizzato da C.i.g.
Nelle ipotesi di cui sopra si consideri che nei fatti non c'é la possibilità di cumulare i due trattamenti. Infatti, analogamente a quanto previsto per i periodi di maternità é pacifico che il congedo assume carattere prevalente rispetto alle prestazioni in precedenza richiamate.
Chi fruisce del congedo può aver diritto, rispettandone i limiti, alla concessione dell'assegno per il nucleo familiare.

Allegato: Legge 92 - 2012 - Articolol 24 comma 24.pdf Allegato: Decreto ministeriale 22 dicembre 2012.pdf Allegato: corte costituzionale 116 - 2011.pdf Allegato: DECRETO_22_02_2013_N.37.pdf Allegato: Circolare numero 40 del 14-03-2013.pdf Allegato: Messaggio numero 6499 del 18-04-2013.pdf Allegato: INPS_Messaggio18nov2010_n28997.pdf
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LaPrevidenza.it, 08/05/2013

MARIO MEUCCI
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