venerdì, 20 settembre 2019

Limite minimo di retribuzione giornaliera per il calcolo di tutte le contribuzioni nell'anno 2008

Inps, Circolare 1.2.2008 n. 11

 


Il D.L. 9.10.989, n. 338, convertito in legge 7.12.1989, n. 389,
sancisce all'art. 1, co. 1 che la retribuzione da assumere come base
per il calcolo dei contributi di previdenza ed assistenza sociale non
può essere inferiore all'importo delle retribuzioni stabilito
da leggi, regolamenti, contratti collettivi, stipulati dalle
organizzazioni sindacali più rappresentative su base
nazionale, ovvero da accordi collettivi o contratti individuali,
qualora ne derivi una retribuzione d'importo superiore a quello
previsto dal contratto collettivo.


Come più volte precisato, anche i datori di lavoro non
aderenti neppure di fatto alla disciplina collettiva posta in essere
dalle citate organizzazioni sindacali, in forza della predetta norma,
sono obbligati, agli effetti del versamento delle contribuzioni
previdenziali ed assistenziali, al rispetto dei trattamenti
retributivi stabiliti dalla citata disciplina collettiva.


Per trattamenti retributivi si devono intendere quelli scaturenti
dai vari istituti contrattuali incidenti sulla misura della
retribuzione.


Inoltre, l'art. 2, co. 25 della legge 28.12.1995, n. 549, ha
introdotto una norma interpretativa precisando che:


"l'art. 1 del D.L. 9.10.1989, n. 338, convertito, con
modificazioni, dalla legge 7.12.1989, n. 389, si interpreta nel senso
che, in caso di pluralità di contratti collettivi intervenuti
per la medesima categoria, la retribuzione da assumere come base per
il calcolo dei contributi previdenziali e assistenziali è
quella stabilita dai contratti collettivi stipulati dalle
organizzazioni sindacali dei lavoratori e dei datori di lavoro
comparativamente più rappresentative nella categoria."


La norma di cui all'art. 1, co. 1, della legge n. 389 del 1989 non
sopprime i preesistenti minimali di retribuzione giornaliera.
Pertanto il reddito da lavoro dipendente da assoggettare a
contribuzione, determinato ai sensi dell'articolo 6 del D.Lgs. n. 314
del 1997 e con l’osservanza delle disposizioni in materia di
retribuzione minima imponibile di cui all'art. 1, co. 1, della legge
n. 389 del 1989, deve essere adeguato, se inferiore ai minimali di
retribuzione giornaliera di cui alla disciplina già vigente.




Poiché è stato accertato dall'Istat che, nell'anno
2008, la variazione percentuale ai fini della perequazione automatica
delle pensioni è stata pari al 1,7 % nelle tabelle A) e B) (v.
allegato 1), si riportano i limiti di retribuzione giornaliera, da
valere dal periodo di paga in corso all’ 1.1.2008 a seguito
dell'applicazione di tale aliquota.


Si ricorda che tali limiti devono essere ragguagliati, qualora
dovessero essere d'importo inferiore, a € 42,14 (9,5%
dell'importo del trattamento minimo mensile di pensione a carico del
Fondo pensioni lavoratori dipendenti in vigore al 1.1.2008, pari a €
443,56 mensili).


Documento integrale

Invia per email

LaPrevidenza.it, 07/02/2008