La Previdenza - Osservatorio Giuridico Previdenziale e Assistenziale - Banca Dati Giuridica
Area professionisti Supportaci Collabora Registrazione 23/11/2014 20:33:17
Username
Password
Ricorda
Password dimenticata?
Non sei registrato?
Registrati adesso
Donazioni
ARGOMENTI NEWS
Agenzia Entrate RSS Agenzia Entrate
Avvocato Mario Rossi RSS Avvocato Mario Rossi
Cassazione Lavoro RSS Cassazione Lavoro
Danno Biologico RSS Danno Biologico
Diritto Sanitario RSS Diritto Sanitario
Famiglia e minori RSS Famiglia e minori
Handicap RSS Handicap
Inps - Circolari RSS Inps - Circolari
Inps - Messaggi RSS Inps - Messaggi
Lavoro RSS Lavoro
Lavoro Autonomo RSS Lavoro Autonomo
Pensioni RSS Pensioni
Pubblico Impiego RSS Pubblico Impiego
FOCUS
Notariato: reato di falso in atto pubblico al professionista con procura di un cliente in stato vegetativo.
Reato di peculato per il pubblico dipendente che falsifica mandati di pagamento
Regolamento recante norme di attuazione del sistema pubblico di prevenzione, sul piano amministrativo, delle frodi nel settore del credito al consumo, con specifico riferimento al furto d'identità
Le mansioni dirigenziali svolte dal dipendente pubblico non si riconoscono ai fini del Tfr
Risarcimento del danno al dipendente pubblico che per anni ha lavorato di domenica senza riposo compensativo
Armonizzazione dei requisiti di accesso a pensione per vigili del fuoco, soccorso pubblico e personale iscritto presso l'INPS, l'ex-ENPALS e l'ex-INPDAP
Imposta di bollo. Copia di un atto pubblico rilasciata dall'Archivio Notarile al fine dell'allegazione alla domanda di voltura catastale ai sensi dell'art. 4 del DPR 650 del 1972
Abolizione del finanziamento pubblico diretto, disposizioni per la trasparenza e la democraticita' dei partiti e disciplina della contribuzione volontaria e della contribuzione indiretta in loro favore
Pubblico impiego: inapplicabile il rito introdotto dalla legge Fornero specie nei casi di incompatibilità
Società partecipate a capitale pubblico: via libera alla trasformazione dei contratti in tempo determinato
La tutela del dipendente pubblico che segnala gli illeciti. L'istituto del whistleblowing nell'art.54 bis del testo unico del pubblico impiego
Le nuove imposizioni di oneri di servizio pubblico sulle rotte per Isola d'Elba
Pubblico impiego: prepensionamenti in caso di soprannumero
Pubblico Impiego: la riforma Fornero favorisce il prolungamento del servizio oltre i 65 anni
Pubblico impiego, collocamento a riposo d'ufficio ed innalzamento età pensionabile
Il dipendente che rifiuta di svolgere mansioni superiori non può essere licenziato. Il principio vale anche per i lavoratori del pubblico impiego
Diritto degli enti di ricerca - Il conto ore individuale nei contratti del pubblico impiego e negli enti di ricerca
L'evoluzione del rapporto di lavoro nel pubblico impiego tra potere di organizzazione della Pubblica Amministrazione e contrattazione collettiva
Rito Fornero e licenziamenti nel pubblico impiego contrattualizzato
Impugnazione sanzioni disciplinari nel pubblico impiego
Pubblico impiego: via libera ai permessi retribuiti per il dottorato
Adeguamento dal 2013 agli incrementi della speranza di vita dei requisiti per l'accesso a pensione del personale appartenente al comparto sicurezza, difesa e soccorso pubblico
Le posizioni organizzative nel comparto Sanità. Analisi dell'istituto dopo le recenti riforme del pubblico impiego
Pubblico Impiego, Vigili del Fuoco, lavoro straordinario e ingiunzione di pagamento
2013: nuovi indici speranza di vita per il pensionamento del personale appartenente al comparto sicurezza, difesa e soccorso pubblico
Pubblico Impiego privatizzato: le sezioni unite fanno il punto sul sistema di riparto di giurisdizione
Spending review e divieto di monetizzazione delle ferie del pubblico dipendente art. 5 c.8 legge 135/2012. Profili di compatibilità con l'articolo 36 della Costituzione
Pubblico dipendente: maternità a stipendio pieno anche se il bambino ha superato i tre anni di vita
L'affissione del codice disciplinare non salva dal licenziamento il pubblico dipendente assenteista
Pubblico impiego: demansionamento del dirigente di Polizia Municipale e risarcimento del danno
L'intesa per il rilancio del pubblico impiego. I nuovi interventi correttivi della riforma Brunetta
Forze armate e pubblico impiego. Indennità di buonuscita solo per il servizio permanente
La Gestione della mobilità collettiva nel pubblico impiego dopo la legge n.183 del 12 novembre 2011
Pubblico impiego: il pubblico dipendente che timbra il cartellino in luogo diverso da cui lavora non commette truffa
Concorso pubblico: in tema di decorrenza del limite di età definito dal bando
Home Agenzia Entrate Cassazione Lavoro Danno Biologico Diritto Sanitario Famiglia e minori Handicap Inps - Circolari Inps - Messaggi Lavoro Lavoro Autonomo Pensioni Pubblico Impiego

Leggi e Normative

Licenziamento giusta causa: necessaria la contestazione dell'addebito e obbligo di audizione del lavoratore
(Corte di Cassazione, Sezione lavoro, Sentenza 9 ottobre 2007, n. 21066 - Gesuele Bellini)



In tema di

licenziamento per giusta causa, il datore di lavoro non può

prescindere dalla previa contestazione dell'addebito e dall'audizione

del lavoratore, ai sensi dell'art. 7 della legge n. 300 del 1970, se

quest'ultimo lo richiede e non abbia fini dilatori, ma la funzione di

protrarre la difesa scritta attraverso chiarimenti e precisazioni.



Questa la

conclusione a cui sostanzialmente è giunta la Corte di

Cassazione, sezione lavoro, nella sentenza 9 ottobre 2007, n. 21066.



La vicenda ha

riguardato una società datrice di lavoro che, a seguito di un

licenziamento di un dipendente per giusta causa, si era vista

condannare dal giudice di primo grado alla reintegrazione del

lavoratore licenziato, nonché al pagamento delle retribuzioni

dal licenziamento alla reintegrazione dello stesso, e ciò in

quanto avrebbe disatteso delle procedure formali, con particolar

riguardo alla mancata audizione del dipendente che, ricevuto

l'addebito, aveva fornito generiche controdeduzioni chiedendo di

essere ascoltato per alcune precisazioni.



Sentenza

confermata, con alcune limitazioni retributive, anche dalla Corte

D'Appello, avverso la quale la società interessata ha proposto

ricorso per Cassazione.



La Corte ha

respinto il ricorso ritenendo che nella fattispecie la richiesta del

lavoratore di essere ascoltato non era affatto dilatoria ma, in base

al contenuto, alla complessità della vicenda, alla generica

giustificazione influenzata dalla scarna contestazione adottata, le

brevi giustificazioni scritte dall'interessato non potevano ritenersi

esaurienti senza necessità di ulteriori precisazioni.



Al riguardo,

nella sentenza in esame, la Corte ha richiamato alcuni indirizzi

giurisprudenziali, fornendo importanti principi in tema di

procedimento disciplinare, ancorché finalizzati al

licenziamento, che giova la pena ricordare:





  1. il datore di

    lavoro, in base all'art. 7, secondo comma della legge 20 maggio 1970

    n. 300, ha l'onere di "sentire" il lavoratore a sua

    difesa, inteso nel senso di ammettere un pur breve contraddittorio

    che permetta al lavoratore di fornire le proprie giustificazioni;



  2. il diritto

    alla difesa del lavoratore si può esercitare attraverso la

    produzione di uno scritto, con cui si forniscono le controdeduzioni,

    ma può anche non consumarsi in questa fase, in quanto il

    lavoratore può chiedere di essere sentito personalmente;



  3. la richiesta

    del lavoratore come protrazione della difesa attraverso una

    personale audizione vincola il datore: il lavoratore ha il diritto

    di essere "sentito" (Cass. 6 luglio 1999 n. 7006);



  4. la richiesta

    di essere sentito del lavoratore deve rispondere a due condizioni:






a)

deve essere tempestiva, nei cinque giorni dalla contestazione;

tuttavia si ammette la formulazione della richiesta anche dopo la

scadenza del termine di 5 giorni dalla contestazione, ove la stessa

risponda ad esigenze di difesa non altrimenti tutelabili, in quanto

non è stata possibile la piena realizzazione della garanzia

apprestata dalla legge (Cass. 13 gennaio 2005 n. 488);



b)

non deve avere uno scopo dilatorio bensì una sua necessità

di protrarre la difesa scritta attraverso chiarimenti e precisazioni;





  1. il

    provvedimento disciplinare può essere legittimamente irrogato

    anche prima della scadenza del termine suddetto, se il lavoratore ha

    esercitato pienamente il proprio diritto di difesa, facendo

    pervenire al datore di lavoro le proprie giustificazioni, senza

    manifestare alcuna esplicita riserva di ulteriori produzioni

    documentali o motivazioni difensive (Cass. 7 maggio 2003 n. 6900).



  2. la

    valutazione circa l'effettiva possibilità per il lavoratore

    di esercitare adeguatamente il suo diritto come normativamente

    previsto, ed in particolare di accertare la sussistenza, dopo la

    presentazione di giustificazione scritta, della necessità di

    un'audizione, spetta al giudice (Cass. 23 febbraio 2002 n. 4187;

    Cass. 16 settembre 2000 n. 12268; Cass. 28 agosto 2000 n. 11279).











(Gesuele

Bellini, responsabile sezione Pubblico Impiego dell'osservatorio)



Documento integrale

LaPrevidenza.it, 02/11/2007

CANALI GIURIDICI
Diritto Comunitario
Economia
Leggi & Normative
News giuridiche in inglese
Notizie di cronaca
Diritto Commerciale
Economia
Fondi Pensione
News Giuridiche
SERVIZI E UTILITÀ
Contatti di Redazione
Area collaboratori
Collaborazione
Consulenza online
Banners e news per il tuo sito
News con feed rss
Milano Finanza
Newsletter informativa!
Registrati subito e ricevi, ogni lunedì, il sommario delle news pubblicate nella settimana, direttamente nella tua casella e-mail!

Newsletter