sabato, 24 ottobre 2020

Lavoro con soggetti extracomunitari irregolari: pubblicato il decreto

Marco Pappolla

 

 

Il D.lgs. di cui sopra che andrà in vigore dal 09 agosto 2012, introduce nuove disposizioni relative a sanzioni e provvedimenti nei confronti dei datori di lavoro che impiegano cittadini di Paesei Terzi il cui soggiorno è irregolare.

 

Nel decreto è prevista è prevista all’art 5.denominata “disposizione transitoria” anche una regolarizzazione per gli stranieri.

 

Per avere un quadro completo della procedura bisognerà ancora attendere, infatti entro 20 giorni dall’entrata in vigore del decreto legislativo, un decreto interministeriale definirà le modalità della dichiarazione di emersione.

 

La dichiarazione di emersione potrà essere presentata dal 15 settembre al 15 ottobre dai datori di lavoro italiani, comunitari o extracomunitari, titolari di carta di soggiorno che, all’entrata in vigore del decreto legislativo, occupano da almeno tre mesi lavoratori stranieri irregolari.

 

Il rapporto di lavoro deve essere a tempo pieno, tranne che  nel caso dei lavoratori domestici, per i quali è ammesso anche un part-time da almeno venti ore settimanali.

 

I lavoratori stranieri dovranno dimostrare, attraverso documentazione proveniente da organismi pubblici di essere in Italia almeno dal 31 dicembre 2011.

 

Non sono ammessi datori di lavoro condannati negli ultimi cinque anni, anche con sentenza non definitiva, per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, per tratta o sfruttamento della prostituzione e di minori, per caporalato o per aver dato lavoro a immigrati irregolari; si ritengono ugualmente esclusi anche i datori di lavoro che in passato hanno presentato una domanda  per i flussi o altre regolarizzazioni e poi non hanno assunto il lavoratore.

 

Sono esclusi gli immigrati espulsi per motivi di ordine pubblico o sicurezza dello Stato, quelli condannati, anche con sentenza non definitiva,  per uno dei reati previsti dall’art. 380 C.P.P..

 

La regolarizzazione è vietata anche per chi  è considerato, anche in base a condanne non necessariamente definitive, una minaccia per l’ordine pubblico o la sicurezza in Italia o di altri paesi dell’arer Schengen (circolazione transfrontaliera).

 

L’emersione costerà hai datori di lavoro mille euro per ogni lavoratore da regolarizzare  considerati  un contributo forfettario.

 

Il contributo non è deducibile ai fini dell’imposta sul reddito.

 

La regolarizzazione delle somme dovute dal datore di lavoro a titolo retributivo, contributivo e fiscale pari ad almeno sei mesi deve essere documentata all’atto della stipula del contratto di soggiorno secondo le modalità stabilite dal Decreto ministeriale di prossima emanazione.

 

Dott. Pappolla Vincenzo

 

Ufficio Legale Confesercenti Prov.le B.A.T.

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LaPrevidenza.it, 30/07/2012

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