sabato, 16 ottobre 2021

Lavoratori italiani all'estero: assicurazione Inail e sicurezza sul lavoro

D.ssa Silvana Toriello

 

Nell’attuale fase di apertura dei mercati a livello internazionale, sono sempre più numerosi i lavoratori che si spostano per motivi di lavoro. Il fenomeno migratorio nell’ambito della globalizzazione ha assunto negli ultimi anni una dimensione quantitativa consistente e una rilevanza nel settore produttivo e sociale, tale da richiedere politiche e interventi coordinati degli organismi pubblici che favoriscano il processo di integrazione e la tutela dei diritti dei lavoratori migranti. In generale vanno poi ricordati i recenti sviluppi della delocalizzazione produttiva, nell’ambito sia della grande sia della piccola impresa, che consiste in un trasferimento all’estero di singole fasi, ma a volte anche dell’intero ciclo produttivo, al fine di eludere le rigidità e gli elevati costi del lavoro caratterizzanti il nostro sistema legale e della contrattazione collettiva.....

.... Il principio di territorialità ....

Nonostante non venga mai espressamente citato nelle disposizioni sull’assicurazione obbligatoria è pacifico in dottrina , stante il carattere pubblicistico delle norme di protezione e previdenza sociale, che ad esse si applichi il principio di territorialità per cui esse (fatte salve le dovute eccezioni) non si applicano fuori dei confini nazionali nel mentre in ambito nazionale si applicano a tutti i lavoratori che ivi prestino la propria attività che siano o meno cittadini. Eccezioni a detta regola sono configurate ad esempio dal distacco per un periodo massimo di 24 mesi entro il quale al lavoratore distaccato si applicano le norme della nazione in cui ha sede l’impresa,dai lavoratori addetti ad imprese internazionali di trasporto gestite in Italia, quale il personale viaggiante di autolinee, aviolinee,autotrasporto, gli operai mandati temporaneamente all'estero ad esempio per la messa in opera di macchinari soggetti ad esportazione, dai funzionari pubblici e così via..Anche la normativa comunitaria applica il principio di territorialità. La regola generale era contenuta nell’articolo 13 del Regolamento n. 1403/1971 che prevede che “il lavoratore occupato nel territorio di uno Stato membro è soggetto alla legislazione di tale Stato anche se risiede nel territorio di un altro Stato membro o se l’impresa o il datore di lavoro da cui dipende ha la propria sede o il proprio domicilio nel territorio di un altro Stato membro.”E pertanto per i lavoratori che sono assunti o trasferiti nei Paesi dell’UE , in quelli aderenti all’accordo sullo Spazio economico europeo (SEE) o in Svizzera (12, 13) deve essere applicata la legislazione previdenziale del Paese estero in cui si svolge stabilmente l’attività lavorativa (principio della territorialità). I Regolamenti Comunitari dettano i criteri in base ai quali deve essere individuata la legge previdenziale da applicare ai lavoratori operanti negli Stati membri, nonché, e conseguentemente, l’Ente previdenziale (Istituzione competente) competente e le regole che presiedono al sistema di calcolo e di versamento dei contributi previdenziali. Ne consegue che il lavoratore anche non residente che è occupato nel territorio di uno degli Stati membri è soggetto agli obblighi ed ammesso ai benefici della legislazione di tale Stato. Il lavoratore dipendente può essere inviato all’estero in base ad uno dei seguenti istituti giuridici....
Documento integrale

Allegato: CIRCOLARE INAIL DEL 2 NOVEMBRE 1988.pdf
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LaPrevidenza.it, 29/04/2013

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