lunedì, 27 gennaio 2020

La famiglia anagrafica è nozione ben distinta da quella di famiglia c.d. nucleare o civile

T.a.r. Veneto, Sentenza 27 agosto 2007, n.2786 - Leonardo Lastei

 

La famiglia anagrafica è nozione ben distinta da quella di famiglia c.d. nucleare o civile, ossia composta da persone unite in matrimonio con effetti civili riconosciuti, con la conseguenza che la famiglia anagrafica e la famiglia nucleare o civile possono anche non coincidere. Secondo l’art. 4 del D.P.R. 223 del 1989, infatti, agli effetti anagrafici per famiglia si intende un insieme di persone legate da vincoli di matrimonio, parentela, affinità , adozione, tutela o da vincoli affettivi, coabitanti ed aventi dimora abituale nello stesso comune. La distinzione concettuale tra famiglia nucleare e famiglia anagrafica è stata in particolare ribadita dal Consiglio di Stato, Sez. V, (sentenza 13 luglio 1994 n. 770), che evidenziato come mentre la famiglia anagrafica ¨ istituto giuridico esclusivamente finalizzato alla raccolta sistematica dell’insieme delle posizioni relative alle persone che hanno fissato nel Comune la propria residenza (cfr. art. 1 D.P.R. 223 del 1989 cit.), la nozione giuridica di famiglia nucleare, ossia componibile da genitori e da figli, risulta presupposta e tutelata nel nostro ordinamento interno dagli artt. 29, 30 e 31 Cost., dagli artt. 144 e 146 c.c. e dall’art. 570 c.p., e - sotto il profilo della necessaria conformazione dell’ordinamento medesimo alle norme del diritto internazionale generalmente riconosciute (lo ius gentium richiamato dall’art. 10, primo comma, Cost.) - anche dall’art. 12 della predetta Convenzione europea dei diritti dell’uomo, dall’art. 16 della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo approvata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 10 dicembre 1948, nonchè dall’art. 10 del Patto internazionale sui diritti economici, sociali e culturali reso a sua volta esecutivo nell’ordinamento italiano con L. 25 ottobre 1977 n. 881. Ciò rilevato, occorre sottolineare che se - da un lato – l’art. 33, comma 1, del D.P.R. 223 del 30 maggio 1989 dispone che l’Ufficiale dell'anagrafe rilascia a chiunque ne faccia richiesta, fatte salve le limitazioni di legge, i certificati concernenti la residenza e lo stato di famiglia, dall'altro, il comma 2 dello stesso articolo dispone che ogni altra posizione desumibile dagli atti anagrafici, [...] può essere attestata o certificata, qualora non vi ostino gravi o particolari esigenze di pubblico interesse, dall'ufficiale di anagrafe d’ordine del Sindaco. In questo senso, l’Amministrazione Comunale può, mediante propri provvedimenti di carattere generale conseguenti ad una valutazione degli spazi di discrezionalità ad essa lasciati liberi dalla sovrastante disciplina di fonte statuale, impiantare nel proprio ambito territoriale un sistema finalizzato ad attestare, integrando con propri modelli la modulistica anagrafica standard predisposta dall’Amministrazione Statale, la sussistenza di una famiglia anagrafica costituita da persone legate da vincoli affettivi, così come liberamente dichiarata dai medesimi interessati all’atto della costituzione ovvero della variazione della famiglia medesima. Tuttavia, la dichiarazione resa in ordine alla sussistenza di vincoli affettivi quale presupposto per la formazione di una famiglia anagrafica non può essere oggettivamente riscontrata dall’Ufficiale d’anagrafe e non può - quindi - che essere rimessa alla dichiarazione resa dall’interessato all’Ufficiale medesimo al momento della costituzione ovvero del subentro della famiglia anagrafica. Di qui, la conseguenza che la sussistenza dei vincoli in questione non può, di per se, formare oggetto di certificazione anagrafica da parte della Pubblica Amministrazione, ai sensi dell’art. 33, comma 1, e dell’art. 35 del D.P.R. 223 del 1989, ma può soltanto essere attestata dalla Pubblica Amministrazione, ai sensi dell’art. 33, comma 2, del medesimo D.P.R., sulla scorta della stessa dichiarazione di colui che l'ha resa e che l’ha poi confermata al momento della richiesta della relativa attestazione (Nel caso di specie, la Corte adita ha ritenuto illegittimi i moduli anagrafici predisposti dal Comune resistente, in quanto generanti il possibile rischio di confusione tra il concetto di famiglia "anagrafica" e di famiglia "nucleare", nonchè¨ in particolare il modello recante l'attestazione di iscrizione nell'anagrafe della popolazione, quale famiglia anagrafica costituita da persone coabitanti legate da vincoli affettivi, formulato in via del tutto generica, inducendo così a scambiare tale attestazione per un vero e proprio certificato anagrafico).


(Avv. Leonardo Lastei)
Documento integrale

Invia per email

LaPrevidenza.it, 24/11/2007