domenica, 22 maggio 2022

La distrazione delle spese di giudizio è sempre a discrezione del Giudice

Cassazione civile, sez. II, sentenza 22.2.2011 n. 4278

 

Con atto di citazione notificato il 28 febbraio 1992 R. G. evocava in giudizio, dinanzi al Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, D.F.R. e premesso di avere concluso con quest'ultimo contratto di opzione, con riserva di concludere il definitivo di vendita, relativo ad una partita di animali ed una trattrice, con precisazione dei prezzi e delle modalità dell'eventuale acquisto all'esito dei controlli sanitari degli animali (mai esibiti dal convenuto i certificati sanitari richiesti) e del controllo meccanico e funzionale della trattrice, rilasciando a titolo di deposito fiduciario e per garantire la serietà dei propri intenti un assegno bancario per la somma di L. 50.000.000 (con l'intesa che il titolo, avendo funzione di garanzia, non venisse incassato), chiedeva che venisse dichiarato indebito il pagamento della predetta somma, con condanna del convenuto alla sua restituzione, maggiorata degli interessi e della svalutazione dal 27.9.1992.

Instauratosi il contraddittorio, intervenuti volontariamente nel giudizio D.F.S., D.F.D. e D.M. C. nella loro qualità di coeredi di D.F.M., nella resistenza del convenuto, che peraltro, unitamente agli intervenienti, proponeva domanda riconvenzionale volta all'accertamento della risoluzione del contratto per colpa dell'attore, con condanna di quest'ultimo al risarcimento dei danni da liquidarsi in separato giudizio, previa declaratoria di legittimità dell'incameramento della somma di L. 50.000.000, all'esito dell'istruzione della causa, il Tribunale adito, su rilievo che le trattative tra le parti erano sfociate in un contratto di vendita, la cui esecuzione non aveva avuto luogo solo per il comportamento del R., dichiarava la risoluzione del contratto del 25.9.1992 per inadempimento di parte attrice e in accoglimento della domanda riconvenzionale, accertava la legittimità della ritenzione della caparra, con condanna del R. al pagamento dei danni da determinarsi e liquidarsi in separata sede, oltre alla rifusione delle spese del giudizio.

In virtù di rituale appello interposto dal R. - con il quale lamentava l'erroneità della sentenza del giudice di prime cure per non avere tenuto conto che: a) le trattative tra le parti non avevano portato al perfezionamento del contratto di vendita, ma solo ad una opzione, cui era stato dato un connotato di serietà con il rilascio di un assegno di L. 50.000.000; b) le risultanze processuali evidenziavano una illiceità dell'oggetto dell'eventuale contratto di vendita per mancato controllo sui bovini, per cui l'inadempimento era da addebitare a parte convenuta per non avere rilasciato i certificati sanitari nel tempo prestabilito; c) la quantificazione dei diritti e degli onorari era stata fatta in violazione delle tariffe applicabili alla controversia de qua - la Corte di Appello di Napoli, nella resistenza degli appellati, respingeva l'appello sui motivi di merito, mentre riformava la sentenza di primo grado sul punto liquidazione delle spese processuali.

A sostegno dell'adottata sentenza, la corte territoriale evidenziava che dalle risultanze processuali emergeva evidente che tra il R. ed il D.F. era stato concluso contratto di compravendita di bovini e di trattrice e non già una semplice opzione, sussistendone tutti gli elementi, quali l'oggetto, la determinazione del corrispettivo ed il suo pagamento, frazionato con la dazione di un acconto ed il rilascio di assegni post-datati.

Infatti non vi sarebbe stato alcun motivo, se non la conclusione della vendita, per il rilascio da parte dell'acquirente delle cambiali per un ammontare complessivo di L. 125.000.000.

Aggiungeva, inoltre, che la censura relativa alla nullità del contratto per illiceità dell'oggetto, rappresentato da animali affetti da malattie infettive e contagiose, non aventi i requisiti di cui al regolamento sanitario, era stata smentita dalla documentazione sanitaria prodotta da parte convenuta, la quale escludeva la sussistenza di malattie nei capi di bestiame opportunamente controllati, con conseguente attestazione di uno stato di salute conforme alle prescrizioni del regolamento sanitario...

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LaPrevidenza.it, 05/11/2011

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