venerdì, 03 dicembre 2021

La democrazia interna ai partiti politici in Italia

Dott. Massimo Greco

 

 

Nonostante le fibrillazioni interne al centro-destra la crisi di governo sembra non emergere in modo significativo e le elezioni anticipate rappresentano un ipotesi piuttosto remota. Tuttavia, i tecnici della politica sono già al lavoro per simulare scenari futuri di governi possibili e di maggioranze stabili. Com’è noto, infatti, l’attuale legge elettorale – cosiddetta “porcellum” - assegna ai partiti politici la nomina dei parlamentari attraverso l’indicazione nelle liste elettorali di Camera e Senato dei candidati (e futuri eletti) sulla base di scelte curate esclusivamente da chi governa i partiti politici, con notevole alterazione dei principi a fondamento del suffragio universale consacrati nell’art. 49 della Costituzione.

 

La questione della democrazia interna ai partiti è antica quanto i partiti stessi. In tale direzione appare più che attuale uno dei primi studi della scienza politica moderna, “La Sociologia del partito politico” elaborato da Roberto Michels nel lontano 1911. Il dilemma è sempre lo stesso e concerne “il rapporto tra libertà ed efficienza” . Oggi, tale questione, in presenza di sistemi elettorali a prevalente contenuto maggioritario, è divenuta indispensabile per ristabilire l’effettività della sovranità popolare. Da qui l’esigenza di spostare l’asse dell’attenzione anche sul sistema valoriale e sui processi democratici interni ai partiti politici italiani. Ciò, in considerazione che, come ormai accertato in più di cinquant’anni, non corre buon sangue tra quanto previsto dalla Costituzione in ordine alle funzione dei partiti politici e l’applicazione delle regole interne ai medesimi. Difetti e vizi che accomunano tutti i partiti politici italiani a partire da quelli più grandi. Il PDL è nato nel 2007 dalla somma di AN e Forza Italia, violandone nel contempo i rispettivi statuti. In casa AN, la fusione a freddo è stata infatti decisa dall’assemblea nazionale e non dal congresso. Lo scioglimento di Forza Italia è stata addirittura deciso in solitudine dal suo Presidente Berlusconi sul predellino di una Mercedes a San Babila. Quanto al PD, è stato battezzato nello stesso anno da un’assemblea di 2.858 delegati, ma l’anno dopo lo stesso partito ha modificato il proprio statuto senza numero legale con solamente il 20% di presenti. Un’analisi del Prof. Augusto Barbera racconta iscrizioni fittizie, congressi fantasma, espulsioni illecite, votazioni truccate nelle seconda Repubblica al pari della prima....

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LaPrevidenza.it, 05/05/2011

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