lunedì, 19 agosto 2019

L'attività di pubblicità esterna svolta da un partito politico di uno stato membro non può essere considerata come attività economica

Cgce, 6.10.2008 C-267/08

 

«IVA – Diritto alla detrazione dell’imposta assolta a monte – Nozione di “attività economiche” – Organizzazione regionale di un partito politico – Attività pubblicitarie a favore delle organizzazioni locali del partito – Spese relative a tali attività che oltrepassano le entrate»

Il ricorso principale è stato introdotto dalla Landesorganisation. Detta sezione, dotata di personalità giuridica, ha svolto attività per le sezioni distrettuali e locali ad essa subordinate nell’ambito delle pubbliche relazioni, della pubblicità e delle attività di informazione, attività qualificate come «pubblicità esterna». In particolare, ha acquistato materiale pubblicitario precedentemente alle elezioni, che ha poi ceduto, dietro corrispettivo, alle relative organizzazioni distrettuali e locali, a seconda delle esigenze di queste ultime ed ha organizzato ogni anno il ballo dello SPÖ.

Le parti nel procedimento principale dissentono sulla questione se la Landesorganisation debba essere considerata un soggetto passivo ai sensi della sesta direttiva IVA nell’ambito della prestazione delle attività di pubblicità esterna per le sue organizzazioni subordinate e, pertanto, se sia legittimata a detrarre l’IVA assolta a monte in tale contesto.

Secondo quanto accertato dal giudice del rinvio, gli introiti ricavati dalla Landesorganisation tra il 1998 e il 2004 provenivano principalmente dall’addebito di prestazioni alle organizzazioni distrettuali e locali nonché dalla vendita dei biglietti in occasione dell’organizzazione del ballo annuale dello SPÖ. Per contro, solo una quota ridotta delle spese della Landesorganisation è stata addebitata alle organizzazioni subordinate, le quali partecipano alle spese della Landesorganisation in funzione delle loro possibilità – in assenza di regole prestabilite da rispettare – il che si risolve nell’imporre alla Landesorganisation di sopportare essa stessa la maggior parte dei costi sostenuti nel contesto dell’attività pubblicitaria in questione. Le perdite in tal modo occorse potevano essere compensate con fondi di finanziamenti pubblici, con contributi dei membri del partito, con pagamenti erogati dai soggetti interni al partito e con varie donazioni al partito stesso.

Solo a partire dal 2004 le prestazioni che non potevano essere addebitate ai loro singoli destinatari sono state addebitate alle organizzazioni distrettuali in forma di contributo definito «contributo per le pubbliche relazioni». L’importo di tale contributo veniva determinato, da un lato, secondo il numero dei membri del partito dei rispettivi distretti, dall’altro, secondo il numero dei deputati eletti da ogni distretto.

Documento integrale

Invia per email

LaPrevidenza.it, 27/10/2009