martedì, 17 settembre 2019

L’applicazione della TARSU in Sicilia tra vecchie e nuove esigenze di pubblico interesse

Dott. Massimo Greco

 

Abstract: Sebbene la tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani (TARSU) sia in fase di progressiva sostituzione con la tariffa integrata ambientale prevista dal D.lgs n. 152/2006 (che tuttavia procede con sospetta lentezza), il contenzioso tra contribuenti ed enti locali non accenna a diminuire.

Sommario: 1. Il Responsabile del procedimento – 2. Il principio di irretroattività della norma tributaria – 3. La motivazione a supporto dell’aumento tariffario – 4. Gli strumenti di tutela del contribuente – 5. Gli effetti dell’annullamento della avviso di accertamento della TARSU.

Se qualcuno sperava di lasciarsi alle spalle, in uno al vecchio anno, i problemi irrisolti, è costretto a ricredersi in tempi brevi, soprattutto quando questi sono caratterizzati da fattori emergenziali come quello legato alla questione dei rifiuti. In Sicilia, anche il 2011 si apre infatti con l’emergenza rifiuti in varie parti del territorio regionale. Ed in attesa di verificare la bontà del passaggio dal vecchio sistema delle 27 società d’ambito al nuovo e più razionale (?) meccanismo voluto dal legislatore regionale, l’attenzione ad una corretta applicazione dei prelievi tributari ad opera dei competenti Comuni è doverosa non solo nel rispetto di un’azione amministrativa sempre più performante ma anche a tutela di un contribuente sempre più vessato.  Da tale contesto deriva la responsabilità di aumentare il livello di analisi ed approfondimento dei temi strettamente connessi all’imposizione tributaria locale, se non altro per non trovarsi spreparati all’arrivo dell’annunciato “federalismo fiscale”. Nonostante sia già passato qualche anno dal pronunciamento della Corte Costituzionale che, opportunamente, ha annoverato gli accertamenti tributari nella sfera degli atti amministrativi, così assoggettandoli alle norme sul procedimento amministrativo, in molti Enti locali si registra una diffusa resistenza ad adeguare comportamenti e procedure nell’esercizio delle proprie funzioni impositive. Ad esempio, la tassa dei rifiuti solidi urbani, più comunemente conosciuta come TARSU, continua ad essere applicata ai contribuenti senza le necessarie avvertenze segnalate sia dal legislatore che dalla giurisprudenza.....

Dott. Massimo Greco

Documento integrale

Allegato: attualità la tassa per la raccolta dei rifiuti solidi urbani TARSU.pdf
Invia per email

LaPrevidenza.it, 04/02/2011