venerdž, 21 febbraio 2020

Inventario di fine mandato per gli amministratori regionali e locali

Schema Decreto legislativo - Approfondimento a cura di Dario Immordino

 

I governatori, i Presidenti di Provincia e i Sindaci dovranno rendere conto al termine del mandato dei principali aspetti della gestione finanziaria dell’ente amministrato. O almeno quelli degli enti “sotto osservazione”: Regioni alle prese con i piani di rientro ed enti locali in dissesto. Ciò attraverso una dichiarazione certificata, che costituirà un vero e proprio strumento pubblico di rendicontazione da parte degli amministratori locali, capace di attivare quel controllo democratico che costituisce il fondamento per una gestione efficiente e rispondente alle esigenze della collettività amministrata, attraverso la piena informazione dei cittadini sullo stato di salute finanziaria degli enti (a partire dalla spesa sanitaria delle Regioni) in vista delle elezioni. Alla base di questo modello relazionale si colloca una concezione ampia di controllo, non limitata  agli strumenti di coordinamento attribuiti allo Stato e ai meccanismi di  stabilizzazione finanziaria, ma estesa sino a ricomprendere il controllo  sociale sui livelli di governo  più prossimi alla vita dei cittadini.  Tale impostazione riflette  una rinnovata concezione della “responsabilità dell’amministrazione pubblica", identificabile nel significato espresso dal termine anglosassone accountability, e traducibile nella necessità che il comportamento debba essere giudicato sulla base della capacità  di generare “valore” per la comunità di riferimento, di misurare e rendere riconoscibile tale "valore" rendendo conto alla collettività delle proprie azioni e degli effetti prodotti. In tal senso l’inventario di fine mandato chiude un circuito che si attiva attraverso le elezioni: momento in cui la comunità conferisce agli amministratori ossia il potere di governare. Questa struttura e conformazione del potere di governo enfatizza la necessità che le relazioni tra amministratori ed amministrati siano improntate al principio della trasparenza. In un simile contesto la definizione di adeguati strumenti di misurazione dei risultati della gestione finanziaria rappresenta una condizione concreta ed essenziale affinché le relazioni tra tali soggetti siano sviluppate secondo la logica della "rendicontabilità", all’insegna della trasparenza e della responsabilizzazione. L’assunto di fondo è quello per cui il presupposto della gestione efficiente risiede nella implementazione di efficaci strumenti in grado di garantire la trasparenza dei dati finanziari. E proprio la conoscibilità e confrontabilità  delle informazioni e dei dati finanziari costituisce la chiave di volta del  sistema delineato dalla legge delega sul federalismo fiscale e dai primi provvedimenti attuativi. Un sistema imperniato sui principi di autonomia e responsabilizzazione finanziaria di tutti i livelli di governo, della attribuzione di risorse autonome (attraverso la fiscalizzazione dei trasferimenti erariali), del superamento graduale del criterio della spesa storica (attraverso la combinazione dei parametri del fabbisogno standard e della perequazione della capacità fiscale), del coordinamento dei diversi ordinamenti finanziari, della “tendenziale correlazione tra prelievo fiscale e beneficio connesso alle funzioni esercitate sul territorio in modo da favorire la corrispondenza tra responsabilità finanziaria e amministrativa, continenza e responsabilità nella imposizione di tributi propri”, della “premialità dei comportamenti virtuosi ed efficienti nell’esercizio della potestà tributaria, nella gestione finanziaria ed economica e previsione di meccanismi sanzionatori”. A tal fine l’inventario di fine mandato “fa corpo” con una serie di strumenti diretti ad assicurare il completo scambio di  informazioni e la piena trasparenza nel  monitoraggio di azioni e risultati;   a verificare l’attuazione delle azioni  programmate e monitorare l’efficacia di tali  azioni e l’eventuale insorgere di squilibri,  ed in tal caso intervenire per tempo con  appropriate iniziative correttive. In particolare, il rendiconto si aggiunge agli altri strumenti approntati dal legislatore al fine di colmare le gravi carenze cognitive sui dati reali di spesa e di bilancio, quali i principi e le regole di armonizzazione dei bilanci funzionali a superare la proliferazione dei cd dialetti contabili, gli obblighi di trasmissione dei dati finanziari più rilevanti al Ministero dell’Economia e alla Corte dei conti,  la previsione  di una banca dati unitaria di tutte le informazione “sensibili”.....

Dario Immordino

Documento integrale

Allegato: inventario_di_fine_mandato_immordino.pdf
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LaPrevidenza.it, 10/03/2011