sabato, 24 ottobre 2020

Indebita detrazione dell'Iva: la presentazione delle fatture non è sufficiente

Cassazione, sezione tributaria, Sentenza 22.10.2010 n. 21707

 

In via preliminare va esaminata l'eccezione sollevata dalla società contribuente nella propria memoria di nullità dell'intero giudizio per mancanza di integrità del contraddittorio. A sostegno di questa eccezione i ricorrente sostiene che, nella presente controversa, va applicato l'orientamento giurisprudenziale di questa Corte, secondo cui il ricorso proposto da una società di persone o da uno dei suoi soci avverso, rispettivamente, l'avviso di rettifica del reddito della società o del reddito di partecipazione dei singoli soci riguarda inscindibilmente la posizione della società e quella di tutti i soci (salvo che l'impugnativa di questi ultimi prospetti questioni personali), con l'effetto che tutti questi soggetti devono essere parte nello stesso processo, pena la sua nullità per violazione del principio del contraddittorio (Cass. S.U. n. 14815 del 2008).
L'eccezione non ha pregio.
L'indirizzo giurisprudenziale sopra richiamato si è formato esclusivamente con riguardo all'atto impositivo che opera una rettifica del reddito della società ovvero del reddito di partecipazione dei soci, in ragione dell'automatismo previsto dalla legge in forza del quale il reddito della società di persone viene imputato a ciascun socio proporzionalmente alla sua quota di partecipazione agli utili (D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, art. 5 e D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, art. 40). Ne deriva che la medesima soluzione non appare invece applicabile laddove, come nel caso di specie.
L'atto impositivo riguardi la diversa imposta dell'iva, che non è un'imposta sul reddito, restando del tutto inoperante, in questa ipotesi, qualsiasi automatismo circa l'incidenza della maggiore imposta sul reddito di partecipazione dei soci.
Ne in contrario può valere la considerazione che la maggior pretesa fiscale, incidendo come posta passiva sul reddito della società, finisce con l'incidere, sia pure di riflesso, anche su quello dei soci, trattandosi di un effetto soltanto economico e non giuridico, in assenza di un meccanismo simile a quello previsto per le imposte dirette e, si può aggiungere, delle stesse condizioni perchè esso possa operare; si verte, in sostanza, in tema di conseguenze di mero fatto, insufficienti, come tali, per poter ravvisare la figura del litisconsorzio necessario previsto dall'art. 102 cod. proc. civ..
Passando all'esame del ricorso, con il primo motivo i ricorrenti denunziano violazione e/o falsa applicazione dell'art. 2909 cod. civ. e dell'art. 324 cod. proc. civ., assumendo che la sentenza impugnata è in contrasto con altra decisione - la sentenza n. 104/64/06 dell'11.7.2006 della Commissione tributaria regionale della Lombardia, Sezione distaccata di Brescia, che si assume passata in giudicato - che ha annullato gli avvisi di rettifica iva emessi dall'Ufficio di Zogno in relazione ad annualità diverse (1993, 1994 e 1995) da quella per cui è causa (1996) nei confronti dei medesimi contribuenti e sulla base degli stessi fatti accertati dalla Guardia di Finanza e posti a fondamento degli atti impositivi. I ricorrenti invocano, pertanto, l'applicazione del giudicato esterno così formatosi tra le stesse parti ed in relazione ai medesimi fatti, sostenendo che, alla luce anche della giurisprudenza di questa Corte, la questione in ordine alla legittimità dell'ano impugnato nel presente giudizio deve ritenersi ormai preclusa in forza dell'accertamento introdotto dal giudicato....

Documento integrale

Invia per email

LaPrevidenza.it, 28/11/2010

SERGIO BENEDETTO SABETTA
mini sito

Professione:

Avvocato

VALTER MARCHETTI
mini sito

Viale Matteotti 89, 18100, Imperia (IM)

Telefono:

3498844331

Cellulare:

3498844331

Professione:

Avvocato

Aree di attività:

Penale e Civile. Responsabilità medico-sanitaria. Infortunistica stradale, navale, ferroviaria ed aerea. Res...