martedì, 25 giugno 2019

Il socio amministratore che rifiuta il compenso non può portarlo in deduzione. Tale emolumento si configura quale utile

 Cassazione, sezione tributaria, sentenza 22.9.2010 n. 20026

 

L’Ufficio imposte dirette di Genova nel 1989 notificava alla società S.N. s.a.s. Di Luigi A. & e ed a ciascuno dei soci avviso di accertamento con il quale determinava un maggior reddito di impresa a fini ILOR per l’anno 1987 ed irrogava le relative sanzioni.
L’avviso era impugnato sia dalla società in persona del legale rappresentante socio accomandatario A.L., sia dai soci in proprio, a fini IRPEF, i quali sostenevano che la somma recuperata a reddito era in realtà un compenso da parte della società nei confronti dei soci per la attività da questi svolta in azienda.
La Commissione Tributaria Provinciale di Genova dichiarava la litispendenza con un procedimento promosso dal socio accomandante A.A., e la Commissione Regionale della Liguria respingeva l’appello proposto dalla società in persona dell’accomandatario.
Avverso la sentenza proponeva ricorso per cassazione la società, nel frattempo trasformata in società per azioni, sostenendo la inesistenza della litispendenza, e questa Corte, con sentenza n. 14788 del 2001, in accoglimento del ricorso cassava la sentenza impugnata, rinviando per l’esame del merito a diversa sezione della Commissione Tributaria Regionale della Liguria.
La Commissione, in sede di rinvio, con sentenza n. 9 del 7 giugno 2004, depositata il 29 luglio 2004, respingeva il gravame della società e dichiarava legittimo l’accertamento dell’Ufficio.
Avverso la sentenza propone ricorso la società con quattro motivi.
Resiste la Agenzia delle Entrate con controricorso. La ricorrente replica con memoria....

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LaPrevidenza.it, 28/12/2010