venerdž, 07 agosto 2020

Il cassiere di banca affetto da insufficienza venosa agli arti inferiori per causa di servizio ha diritto al danno biologico ma non a quello morale e alla predita di chances

Cassazione civile  sez. lav., sentenza 23 aprile 2013 n. 9770

 

Con ricorso al Tribunale di Castrovillari L.M.G., dipendente con mansioni di cassiere dal 1^ settembre 1977 all'ottobre 1995 della CA.RI.CA.L., successivamente incorporata dalla CA.RI.P.LO. e quindi dalla INTESA B.C.I., (nei riguardi delle quali società incorporanti il ricorrente aveva riassunto la causa), chiedeva la condanna della datrice di lavoro al risarcimento del danno biologico , del danno patrimoniale, del danno morale e di quello da perdita di chances e per spese mediche future, danni complessivamente quantificati in L. 1.138.978.000, oltre interessi e rivalutazione dal 31/10/1992, causatigli dalla "insufficienza venosa agli arti inferiori", riconosciuta con sentenza, passata in giudicato, del Pretore di Trebisacce del 29/4/1997, come dipendente da causa di servizio.

Il Tribunale accoglieva parzialmente il ricorso, condannando la INTESA B.C.I. al pagamento, in favore del L.M., "della somma di Euro 38.935,00 a titolo di risarcimento del danno biologico , oltre interessi compensativi in misura legale secondo indici ISTAT da ciascuna annualità e per il periodo di indisponibilità, con decorrenza dal 31/10/1992 sino alla data dell'effettivo pagamento della somma di Euro 50.000,00 indicata nell'ordinanza ex art. 423 c.p.c. emessa in corso di causa, che revocava in quanto di entità superiore al dovuto; rigettava ogni altra domanda e compensava le spese tra le parti".

Proponeva appello alla decisione il L.M., chiedendo la parziale riforma della stessa con accoglimento integrale di tutte le domande proposte col ricorso introduttivo.

Si costituiva la INTESA B.C.I. S.p.A. resistendo al gravame e chiedendone la reiezione; proponeva, a sua volta, appello incidentale con cui chiedeva il rigetto della domanda di risarcimento del danno biologico o la riduzione dell'importo a tale titolo liquidato dal Tribunale nella misura quanto meno del 50%.

Con sentenza del 29/3-25/7/2007, l'adita Corte d'appello di Catanzaro rigettava entrambi gli appelli.

A sostegno della decisione osservava che correttamente il Tribunale, premesso che il Pretore di Trebisacce con la sentenza del 29/4/1997, passata in giudicato, aveva riconosciuto al ricorrente la "insufficienza venosa agli arti inferiori" quale dipendente da causa di servizio, stimando la perdita della integrità fisica derivatane nella misura del 25% del totale, rigettava la richiesta di liquidazione di ulteriori danni (patrimoniale, morale, da perdita di chances e per spese mediche) in quanto non trovavano fondamento nella sentenza citata nè potevano essere automaticamente riconosciute; e quantificava nella somma di Euro 38.935,00 il danno biologico riconosciuto nella sentenza del Pretore di Trebisacce, condannando la datrice di lavoro al pagamento della detta somma con interessi e rivalutazione secondo quanto sopra detto....

 

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LaPrevidenza.it, 15/05/2013

SERGIO BENEDETTO SABETTA
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Avvocato

MARIO MEUCCI
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Docente Universitario

Aree di attività:

Diritto del lavoro