domenica, 22 maggio 2022

Giustizia amministrativa: l'esito del ricorso al capo dello Stato garantisce risposte equiparate alle decisioni giurisdizionali

Cassazione sezioni unite civili 28.1.2011 n. 2065

 

Con la decisione indicata in epigrafe il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana, adito per l'ottemperanza del decreto del Presidente della Regione che aveva riconosciuto il diritto dell'odierna intimata, G.C., dipendente del Comune di Palermo, ad ottenere l'inquadramento ai sensi della L. R. n. 20 del 1993, art. 20, nella qualifica corrispondente al proprio titolo di studio professionale (qualifica unica dirigenziale, profilo professionale di avvocato), accoglieva il ricorso, ritenendone preliminarmente l'ammissibilità, e per l'effetto nominava il Segretario Generale del Comune di Palermo per lo svolgimento degli incombenti relativi all'esecuzione del predetto decreto.
In particolare, la decisione qui impugnata riteneva ammissibile il giudizio di ottemperanza, rilevando che la disciplina del ricorso straordinario al Presidente della Regione, modellato su quella prevista per il ricorso straordinario al Capo dello Stato, si differenzia per aspetti rilevanti da quella dettata per gli altri ricorsi amministrativi; sottolineava, al riguardo, che la garanzia del contraddittorio è assicurata in modo più puntuale, essendo previsto, a carico del ricorrente, l'obbligo di notificare il ricorso nei modi e nelle forme prescritti per i ricorsi giurisdizionali ad almeno uno dei controinteressati, ed essendo a questi ultimi assegnato un termine per presentare deduzioni e documenti ed eventualmente per proporre ricorso incidentale; ne minore rilievo riveste la circostanza che la decisione del ricorso sia preceduta da un parere del Consiglio di Giustizia Amministrativa, che costituisce espressione di un'attività di pura e semplice applicazione del diritto oggettivo (come riconosciuto anche dalla Corte di Giustizia in relazione al parere espresso dal Consiglio di Stato nell'ambito della disciplina generale del ricorso straordinario al Capo dello Stato), così come peculiare è, infine, la disciplina dei rapporti con la tutela giurisdizionale innanzi al giudice amministrativo, regolata secondo il principio di alternatività; principio che comporta l'inammissibilità del ricorso al giudice amministrativo proposto contro il medesimo atto impugnato in via straordinaria, sia per il ricorrente che per i controinteressati che non si siano avvalsi della facoltà di chiedere la decisione del ricorso in sede giurisdizionale, e ha significativi riflessi sull'impugnazione in sede giurisdizionale della decisione del ricorso straordinario, ammessa solo per vizi di forma o di procedimento, salvo che per i controinteressati che non siano stati posti nelle condizioni di chiedere la trasposizione del ricorso in sede giurisdizionale.

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LaPrevidenza.it, 10/11/2011

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